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L'appello di William dall'Illinois: "Il nonno emigrò da Berceto, ora cerco indizi". E magari un parente

L'appello di William dall'Illinois: "Il nonno emigrò da Berceto, ora cerco indizi". E magari un parente
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Andrea Violi 

Marco Pietrantoni era originario di Corchia di Berceto. Partì dal Parmense a fine Ottocento per la Tunisia, poi per l’America, dove morì nel 1941. Ora  il nipote William Gass vorrebbe saperne di più su quel nonno italiano che non ha mai conosciuto e di cui gli è stato detto troppo poco. William lancia un appello a chiunque possa dargli una mano per ricostruire le sue radici. Ora ha qualche problema di salute, ma se potrà William un giorno verrà in Italia per «visitare la sua città d’origine e camminare nelle stesse strade in cui camminò lui o addirittura sedere dove un tempo sedeva lui».

È passato tanto tempo e suo nonno è soltanto uno dei tantissimi figli dell’Appennino che emigravano verso orizzonti lontani: se non è una “mission impossible”, poco ci manca. William lo sa ma non demorde. Eventuali documenti in archivi locali potrebbero essergli utili ma chissà se esiste anche solo un aneddoto o magari ci sono lontani parenti che vivono ancora qui: tutto può servire, William ha sete di dettagli. 

L’anno scorso ha scritto una prima richiesta su Facebook: ha avuto conferma che suo nonno Marco era di Corchia. Ora ha deciso di rinnovare il suo appello e la signora Rosy Barbieri di Cantù, discendente di emigrati di Terenzo, lo ha messo in contatto con Gazzettadiparma.it.

Non sa l’italiano, mister Gass. Però sa di avere sangue parmense nelle vene e spera di conoscere queste terre (per lui) lontane. Abita a West Frankfort, contea dell’Illinois, negli Stati Uniti centro-settentrionali; è pensionato, ha un figlio e una figlia avuti dalla moglie Barbara. Sua madre Virginia ha cresciuto quattro figli, prima come casalinga, poi come cuoca in un ristorante. William ricorda che a volte lei  ha citato Parma in qualche discorso. L’italiano della famiglia però era il nonno materno Marco. 

 

PRIMA LA TUNISIA, POI L’AMERICA IN CABINA DI TERZA CLASSE. La sua storia inizia nel 1876: Marco Pietrantoni nasce il 17 settembre. William Gass non l’ha mai conosciuto: è nato nel 1948; il nonno era già morto da sette anni. I ricordi che William ha di lui e delle sue radici italiane sono custoditi in alcuni aneddoti, frammenti di discorsi e un documento: il certificato emesso nel 1942 dalle autorità dell’Illinois che trasformano Giuseppe Pietrantoni in cittadino americano, con il nome di Joseph.

Nonno Marco quindi è originario di Corchia, anche se sui documenti del figlio il luogo di nascita indicato è  “Parmaa” (refuso compreso). Suo padre Giuseppe ha almeno un altro figlio più grande, Rocco, che in seguito aiuterà Marco a pagare le spese per raggiungere New York in una cabina di terza classe della nave “Rom”.

La traversata comincia dal Nordafrica. Quando lascia il Parmense, infatti, Marco Pietrantoni si trasferisce in Tunisia, colonia francese: sposa Angeline Recher (che il signor Gass ricorda come “nonna Joann”) e dove nasce il loro figlio Giuseppe, nel 1904. È il 1907 quando la famiglia si imbarca sulle coste dell’Algeria. Marco e Angeline si trasferiranno nella contea di West Frankfort, in Illinois, e l’America li accetterà come cittadini il 27 maggio 1921. Hanno diversi figli e William li elenca: sua madre Virginia e gli zii Joseph (per tutti Uncle Joe), Marie, Katie, Albert e Alfred. Nel Midwest, Marco Pietrantoni lavora nelle miniere di carbone. Ma la ricostruzione finisce qui. Sugli anni bercetesi, in particolare, non c’è nulla.

 

IL RETAGGIO DI PARMA PASSA PER LA CUCINA. Quel che resta della cultura italiana in casa Gass è un insieme di sapori e di profumi scolpiti nei ricordi di William. Scene dalla cucina: poteva esserci un modo più classico per ricordare Parma così lontano e così a lungo?  «Ricordo mia madre che parlava di Parma – ci scrive -. Occasionalmente andavo a trovare la mia cara nonna. Mi piaceva andarci. C’erano sempre profumi buoni: aglio e pepe, vasi di funghi secchi e spezie fresche, i ravioli fatti in casa, gli spaghetti e le salse messe a bollire lentamente sulla stufa. E la polenta! Sono sempre stato interessato alle mie radici in Italia. Quando potrò venire in Italia, vorrei visitare la sua città d’origine e magari camminare nelle stesse strade in cui camminò lui o addirittura sedere dove un tempo sedeva lui. Penso che le persone dovrebbero conoscere le proprie origini e trasmetterne la conoscenza ai figli».

 

 
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