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Lo sciopero dei "forconi": traffico a rilento nella zona del casello sull'A1

Disagi in tutta Italia, tafferugli a Torino. Chiusura per oltre due ore a Modena Nord

Foto Melegari

La protesta dei forconi a Parma

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Anche a Parma è annunciato lo sciopero dei "forconi", nell'area del casello di Parma sull'A1. Sono segnalati disagi in uscita dall'Autostrada del Sole: i manifestanti rallentano i veicoli che raggiungono il casello e che escono dall'A1, consegnando volantini sulla loro protesta. Sul posto anche polizia, carabinieri, polizia municipale e guardia di finanza. 

CHIUSO PER OLTRE DUE ORE IL CASELLO DI MODENA NORD. Sull'A1  Milano-Napoli è stata riaperta alle 16,50 circa la stazione di  Modena Nord in entrata e in uscita. Il casello era stato chiuso alle 14,20  circa a causa della manifestazione dei forconi 

Altri dettagli sui "forconi" a Parma sono sulla Gazzetta in edicola martedì 10 dicembre 


PROTESTE IN TUTTA ITALIA, TAFFERUGLI A TORINO. 
L'onda lunga della protesta dei "forconi", contro le tasse e in generale contro il governo, sta arrivando in tutta Italia. Questa mattina il Paese si è svegliato con blocchi e presidi un po' ovunque, dal Veneto alla Campania, dalla zona di Milano fino a Palermo, dalle Marche alla Sardegna. Al momento la situazione più critica si registra a Torino dove i manifestanti, dopo aver occupato il centro della città, con tram fermi e negozi costretti a chiudere, hanno invaso i binari delle stazioni di Porta Nuova e Porta Susa, bloccando per circa un’ora anche il traffico ferroviario. Sempre nel capoluogo del Piemonte tafferugli tra manifestanti e polizia nella centrale Piazza Castello con lanci di pietre dai primi e uso dei lacrimogeni dagli altri. Colpito anche la postazione mobile di Sky.

Un po' ovunque picchetti e volantinaggi da parte degli autotrasportatori che cercano solidarietà per questa protesta che rischia di paralizzare nei prossimi giorni il Paese. Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito, informa che «la polizia sta attaccando tutti i principali presidi degli autotrasportatori. Lo Stato – accusa Longo – risponde con i manganelli a una protesta pacifica». Mariano Ferro, tra i leader del movimento di protesta, invece lancia segnali di rassicurazione: «Ha ragione il Viminale sulle infiltrazioni, ma noi saremo i primi poliziotti».

A Roma ci sono un centinaio di manifestanti a Piazzale dei Partigiani ma per domani nella Capitale, alle 17, è previsto quello che il coordinatore del movimento, Danilo Calvani, definisce «un appuntamento importante». «Ci riuniremo e daremo notizie di prim'ordine. Se mercoledì verrà data la fiducia al governo la nostra protesta rimarrà in piedi fino a che non se ne vanno. Sarà sciopero a oltranza, nelle forme pacifiche e democratiche che si conoscono» ha annunciato Cavani in un’intervista al Corriere della Sera.

Uno stop alle manifestazioni di protesta è stato intimato nella provincia di Bari. Il Prefetto di Bari, Mario Tafaro, ha disposto «il divieto di assembramento degli automezzi lungo tutta la rete stradale ed autostradale della provincia dal 9 al 13 dicembre».

In Sardegna i camion stazionano davanti all’ingresso del porto storico di Cagliari; presidi sulla Statale 131
Cagliari-Sassari e davanti all’Agenzia delle Entrate. In Liguria traffico rallentato al Porto di Genova e volantinaggi al Casello autostradale di Genova Bolzaneto. Volantinaggi anche in Lombardia, al casello autostradale di Brescia Ovest. A Bologna manifestazione davanti alla sede di Equitalia.

A Catania, infine, sciopero con presidi ma per ora nessun blocco del traffico. Così in quello che negli anni scorsi è stata la sede "simbolo" della protesta del movimento, il casello di San Gregorio dell’autostrada A18, la Messina-Catania, non ci sono stati blocchi.



LA VIGILIA DELLA PROTESTA. 
(Ansa/Margherita Nanetti)

 

Protesta dei Forconi: inizia il countdown dei giorni di passione che rischiano di paralizzare il Paese e bloccare le merci, dando una ulteriore batosta ai consumi proprio nel periodo natalizio che poteva rilanciarli.

Da stasera al via, alle 22, i primi presidi del fronte minoritario dell’autotrasporto in lotta, affiancati da Cobas del latte e del mais, cani sciolti dell’imprenditoria, taxisti ribelli e commercianti antitasse. Un affronto alle regole che ha spinto il Garante degli scioperi a promettere sanzioni per chi manifesta prima della mezzanotte, dal momento che l’agitazione era stata indetta a partire da domani. Sul web, però rimbalza noncurante la mappa dei raduni imminenti. Da Siracusa a Udine, agli svincoli di Napoli e Parma. E il governo gioca d’anticipo.

Con una mossa a sorpresa l’esecutivo ha deciso di sbloccare il divieto domenicale di circolazione dei tir che dalle diciotto - anzichè dalle 22 – possono marciare e guadagnare ore preziose per portare a destinazione soprattutto i carichi deperibili dei mercati ortofrutticoli e i rifornimenti più urgenti. Alza la voce il ministro Maurizio Lupi che avverte gli autotrasportatori sul piede di guerra "che non hanno tra le loro ragioni nessuna richiesta presentata al governo che sia rimasta inevasa e che li giustifichi", e che "il governo si opporrà con fermezza a ogni forma di violenza per garantire sicurezza ai cittadini e tutela dei loro diritti". "Basta menzogne", replica il presidente di Trasportounito Maurizio Longo – l'anima più ultracobas dei padroncini – che addossa al governo i danni che saranno prodotti dal fermo che avrà, pronostica, un consenso "maggiore delle aspettative".

L'agitazione, che ha avuto un tiepido appoggio dal neosegretario della Lega Matteo Salvini, dovrebbe protrarsi fino al tredici dicembre, e incrociare dunque il voto di fiducia fissato per l’undici. Scadenza per la quale Danilo Calvani – il leader dei forconi dell’agro pontino che auspica un direttorio militare – minaccia che "se sarà votata la fiducia ed i politici non andranno via, tutti convergeranno su Roma per un’invasione pacifica". Già nella prima edizione dei Forconi, gennaio 2012, Calvani aveva portato i trattori al Circo Massimo insieme all’ex generale dei carabinieri Antonio Pappalardo. "Agiremo comunque nel rispetto delle regole, vogliono farci passare come eversivi. Forse disorganizzati, ma siamo una forza massiccia", sottolinea Calvani cercando di prendere le distanze dall’abbraccio di Forza Nuova e Casapound che ha allarmato il Viminale per il rischio di infiltrazioni da destra.

Rimane l’allerta anche per le minacce mafiose alle organizzazioni che non sciopereranno e che rappresentano il 95% dei camionisti. Ad Agrigento, l’ennesimo episodio: durante un comizio è circolato un volantino con scritto viva la mafia. Preoccupato il vicepresidente di Confcommercio Paolo Uggè che teme il collasso "se le forze dell’ordine non sapranno fare il loro dovere". A suo avviso, se la protesta è montata in questo modo, "la responsabilità è di chi non ha saputo fare il proprio dovere, cioè il Ministero dell’Interno". Se scoppiasse il caos, conclude Uggè, "chiederò ufficialmente le dimissioni del ministro".

Mariano Ferro che guida i forconi siciliani, sembra essere sceso a compromessi dopo i segnali di tolleranza zero da parte delle prefetture pronte a far uso di idranti, e annuncia che non ci saranno blocchi. Solo volantinaggi e comizi. Nell’incertezza, buona parte dei negozi della capitale ha già fatto approvvigionamenti.

A Torino che è uno dei cuori pulsanti della protesta guidata qui da Andrea Zunino, seguace di correnti mistiche e fondatore della tecnica respiratoria 'Respiro consapevolè, il sindaco Piero Fassino spera che tutto domani si svolga pacificamente e smentisce voci che dal web avevano annunciato la chiusura delle scuole nel capoluogo piemontese.

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  • Vercingetorige

    10 Dicembre @ 12.25

    ATTENZIONE , PERCHE' LE CORDE , TROPPO TIRATE , SI SPEZZANO ! Gli Italiani ne hanno abbastanza di giovani che devono vivere con le pensioni dei padri , ne hanno abbastanza di stipendi e di pensioni infami, insufficienti per vivere , ne hanno abbastanza di tasse banditesche che colpiscono sempre i soliti, cioè la piccola borghesia , impalcatura portante della Nazione. Non glie ne frega assolutamente niente di magheggi contabili di gnomi miliardari a Francoforte. Gli Italiani ne hanno abbastanza di industriali che chiedono esenzioni fiscali e finanziamenti allo Stato , poi chiudono le fabbriche , gettando sul lastrico migliaia di famiglie , per andare a produrre in Polonia o in Romania. Ne hanno abbastanza di Istituzioni dello Stato che li prendono in giro dicendo che vedono "luci in fondo al tunnel" , quando restiamo invece nell' oscurità più buia e va sempre peggio. Ne hanno abbastanza di Servizi Pubblici , anche essenziali, come , ad esempio, quello Sanitario , che vengono subdolamente , ma progressivamente , distrutti. Ne hanno abbastanza di gente che ha vissuto tutta la vita tra i privilegi e con stipendi da "mahraja" , che vanno a dire a operai con 1300 euro al mese che "bisogna sacrificarsi" . Ne hanno abbastanza di corruzione, concussione, nepotismo, clientelismo , appropriazioni indebite, truffe , interessi privati in atti d' Ufficio, furti. LA POPOLAZIONE STA MINACCIANDO DI RIBELLARSI attraverso MOVIMENTI SPONTANEI che sfuggono alla commedia delle parti con regìa sindacale. STATE ATTENTI ! POLIZIA, CARABINIERI , GUARDIE DI FINANZA , SOLDATI , SONO CITTADINI ANCHE LORO E NE HANNO ABBASTANZA ANCHE LORO ! Il fatto che ieri, a Torino, un gruppo di Agenti del Reparto Mobile , invece di caricare , si sia tolto i caschi , mentre i dimostranti applaudivano , E' UN AVVERTIMENTO GRAVE ! SE FORZE DELL' ORDINE E FORZE ARMATE PASSANO DALL' ALTRA PARTE , SIGNORI POLITICI, SIETE ALLA FINE DAVVERO ! Dovrete scappare di corsa oltre confine portandovi solo un cambio di mutande e calzini nella "ventiquattr' ore" ! QUELLI CHE HANNO DIFETTI DI MEMORIA ( segno precoce di "alzheimer" ) RICORDINO CHE LA SINISTRA , IL PD , E IO CI AGGIUNGO ANCHE LA CGIL , HANNO MOLTE E GRAVI COLPE , PERO' , NEGLI ULTIMI VENT' ANNI, PER DIECI HANNO GOVERNATO LORO , e non hanno fatto altro che leggi per tener fuori di galera il noto pregiudicato............

    Rispondi

  • Biffo

    09 Dicembre @ 19.50

    Ho letto che a Torino alcuni poliziotti, dopo l'applauso loro dedicato dai manifestanti, si sono tolti il casco in segno di amicizia. Saranno duramente puniti e licenziati in tronco, al ritorno in caserma? Ma come si può pensare di risolvere le conseguenze della crisi, mandando CC e PS a rompere la testa a chi manifesta la propria disperazione?

    Rispondi

  • marirhugo

    09 Dicembre @ 19.31

    Davvero in queste occasioni ci vogliono "palle d'acciaio" l'esercito devono mandare. E i caporioni tutti sbattuti dentro.

    Rispondi

  • Emiliano

    09 Dicembre @ 18.48

    .......e ci lasciano pure 2 € per votare alle primarie!Mahhhh

    Rispondi

  • HARRIS

    09 Dicembre @ 18.10

    Se questo Paese è in questo stato e la gente protesta (e ha ragione!) la colpa è del Partito democratico (e dei loro fratelli del pdl). Harris81

    Rispondi

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