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I sindaci attaccano la Regione
sul caso dei treni soppressi

La cancellazione del regionale 6784 causa gravi disagi ai pendolari

I sindaci attaccano la Regione
sul caso dei treni soppressi
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Sotto l’albero dei pendolari del treno, da lunedì scorso, c’è un pacco. Sul biglietto, che non è firmato da Santa Lucia ma dalla Regione, c'è scritto «treno soppresso»: è il regionale 6784 che ogni mattina alle 7.03 partiva da Fornovo per raggiungere Fidenza alle 7.31, carico di studenti e lavoratori. Scorrendo la petizione firmata dagli utenti e spedita a novembre a tutti gli enti, dal ministero dei Trasporti alla Regione, per chiedere di non interrompere il servizio, si leggeva «dal momento che l’utenza principale di questo treno è costituita da studenti e personale della scuola, la sua soppressione comporterebbe un loro ritardo a scuola e al lavoro». Troppo pochi secondo la Regione: non sufficienti a sostenere i costi di mantenimento del servizio. Da lunedì scorso, però, non sono a piedi: hanno l’autobus a disposizione. Così come tutti treni che collegavano Fornovo a Parma saranno sostituiti da bus di linea, in partenza e in arrivo ogni mezz'ora.
La questione dei treni soppressi è stata al centro della conferenza stampa indetta ieri dal sindaco Emanuela Grenti. All’incontro erano invitati tutti i colleghi della zona ovest e i referenti della Regione e Provincia. Secondo Grenti quella effettuata «è una scelta che va in direzione opposta rispetto alla logica di razionalizzazione e potenziamento del trasporto pubblico locale. Andrebbe favorito e promosso l’utilizzo del treno. E’ apprezzabile lo sforzo di Smtp di raddoppiare le corse dei bus per Parma ma non è questo l’obiettivo politico: non è un cura ma un palliativo. Per Fornovo si era prevista in passato la possibilità di attivare una metropolitana leggera e di costruire un parcheggio per gli utenti: invece si è scelto di aumentare l’utilizzo del trasporto su ruote. Un servizio che richiede ai Comuni, quindi ai cittadini, l’impegno di ulteriori risorse».
Per l’assessore di Varano Melegari Giovanni Bertocchi è importante capire «come risolvere il problema». Sulla questione il sindaco di Berceto, Luigi Lucchi, ha aggiunto: «E' una parentesi: è un gesto grave che conferma la cattiva gestione dei trasporti. Prima hanno inserito un numero di treni eccessivo, di contro oggi si attua l’operazione opposta, togliendo l’indispensabile. E’ una vergogna come lo è la sospensione dei lavori sulla Pontremolese».
Anche per Lorenzo Bonazzi, sindaco di Solignano, «è una situazione insostenibile, assolutamente negativa per coloro che intendono continuare a vivere sulle nostre montagne, evitando l’esodo e prendendosi cura del territorio». Sulla stessa linea il sindaco di Valmozzola Bruno Alzapiedi: «A Valmozzola abbiamo vissuto, con la chiusura della stazione, tanti disagi per i cittadini. Questa è un’azione che contraddice la politica ambientale della Regione». Critico il sindaco di Albareto, Ferrando Botti: «C'è stato negli anni un progressivo peggioramento: non si capisce quale sia la programmazione per questa ferrovia». Per il sindaco di Medesano Roberto Bianchi «è un’assenza totale della politica: non si è fatto ragionamento sulle priorità dei tagli, prendendo un provvedimento contrario alle enunciazioni più volte sentite, a danno dei fruitori, di chi ha necessità».
L’assessore di Collecchio Franco Ceccarini, l’amministratore unico di Smtp Pierdomenico Belli e Corrado Mansanti della Provincia, hanno sottolineato come, per rispondere alle esigenze dei cittadini sia stato fondamentale l’accordo per il collegamento con bus tra Fornovo e Parma ogni mezz’ora. A rappresentare la Regione il funzionario Cesare Sgarzi che ha ricondotto il discorso sul tema economico, sottolineando come quella soppressa, la Fornovo-Parma, sia una linea a «domanda debole», con un utenza di 150-180 viaggiatori al giorno.
Il mantenimento era legato all’eventuale incremento dell’utenza, come contenuto in un documento condiviso e sottoscritto dagli enti locali tre anni fa: una crescita che non si è verificata, a fronte di costi che sono tre volte superiori rispetto al trasporto su gomma. Un tema contestato dai sindaci che auspicavano un confronto con i politici e non con i funzionari.

 

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  • Mauro

    21 Dicembre @ 19.36

    E' la politica degli anni '60... meno treni e più bus? E a cosa è servito? A peggiorare il servizio, a intasare strade, ad aumentare l'inquinamento. Possibile che la storia non serva a niente? Perchè gli assessori alla mobilità delle regioni non si fanno un bel viaggetto oltralpe a vedere come funziona? E poi si fanno un bel viaggetto sui nostri mezzi pubblici a vedere come non-funziona? Delle due, una: o oltralpe sono più bravi e usano meglio le risorse, o sono matti e spreconi.

    Rispondi

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