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Bici contromano? I parmigiani dicono no

La proposta è contenuta nella bozza del nuovo codice della strada. «È pericoloso, meglio evitare». «Troppa indisciplina anche fra i ciclisti»

Bici contromano? I parmigiani dicono no
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Consentire ai ciclisti di pedalare anche contromano? No, grazie. Dagli habitué delle due-ruote, fino agli automobilisti e tassisti della città, arriva una sonora bocciatura all’ipotesi prevista dal nuovo codice della strada in fase di studio nei palazzi romani. Approvato in commissione Trasporti della Camera qualche giorno fa, con la discussione rinviata a dopo la pausa estiva, il testo presenta diverse novità in favore di «soggetti vulnerabili» quali ciclisti e motociclisti: dalle modifiche alla segnaletica stradale alla possibilità per motori 125 di percorrere autostrade e tangenziali, fino all’introduzione di un sistema di marchiatura del telaio per recuperare le bici rubate e alla possibilità per le bici di andare sulle corsie preferenziali. Ma su questo punto, così come per la possibilità di andare contromano, sono doverose alcune precisazioni per quanto riguarda la realtà parmigiana: pedalare sulle corsie preferenziali in città è già previsto da un’ordinanza comunale, mentre per il doppio senso di marcia in bici su strade a senso unico per i veicoli, il nuovo codice, per questioni ovviamente di sicurezza, consentirà l’innovazione solo su tratti dalle dimensioni non troppo ristrette.
Ad ogni modo, i parmigiani per il momento esprimono pareri negativi sulle possibili novità. Soprattutto perché «la bicicletta è già di per sé un mezzo pericoloso in città per tutti, maggiormente per noi anziani», dice ad esempio Antonio Schioppa. «Meglio andare sempre per il verso giusto», consiglia Angela Occhiuzzi, mentre uno dei pochi favorevoli al doppio senso, Giuliano Levati, dice: «Molti ciclisti percorrono contromano delle strade a senso unico già senza queste novità, quindi meglio adeguare il codice».
Da via XXII Luglio ai numerosi borghi del centro storico, fino alle diverse strade con un unico senso di marcia in zona San Leonardo, dove le piste sono sacrificate su stretti marciapiedi, sono tante le carreggiate cittadine dove i ciclisti, per una legge non scritta, pedalano contromano quotidianamente. Ma i punti critici della viabilità su due ruote, per Erminia Sommi, sono anche «le rotonde e la pista del Lungoparma, che andrebbe sistemata perché, oltre che stretta, è piena di buche». «Io vado molto in auto e credo sia meglio non consentire ai ciclisti di andare contromano: già quando su via Repubblica c’è un autobus fermo e loro devono sorpassarlo, trovarseli di fronte è molto pericoloso», dice Marco Ghillani; mentre Massimo Perini, tassista, sentenzia: «In centro c’è un pericolo reale per tutti i ciclisti, ma molti sono indisciplinati e non sentono il nostro campanello quando segnaliamo che stiamo per passare. Spero che il nuovo codice non peggiori i problemi per noi e per gli autobus».

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  • RDSS

    01 Giugno @ 21.18

    I ciclisti che commettono infrazioni vanno multati come avviene (dovrebbe avvenire) per tutti gli utenti della strada, ma se una strada è troppo stretta per consentire il transito nelle due direzioni è alle auto che bisognerebbe vietare il passaggio non alle biciclette. Il centro storico di Parma ( e forse tutte le città italiane) non è stato pensato per le automobili.

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  • salamandra

    27 Luglio @ 15.42

    Secondo me dipende dalla strada; ad esempio su via 22 luglio direi di no, ma non vedo perche' non ammetterlo per alcune vie sufficientemente larghe o scarsamente trafficate. Personalmente sono per il si' visto che non e' automatico ma rimane la possibilita' di proibirlo per alcune strade.

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  • gf

    27 Luglio @ 10.40

    Credo che i rappresentanti dei movimenti anti-bici e i tassisti saranno ovviamente contrari, ma c'e' da considerare che una persona in bici occupa lo stesso spazio di un pedone o di una carrozzina (che gia' ora puo' andare contromano); poi se uno compra un auto larga 2 metri e si trova a disagio nei vicoli del centro avra' effettivamente nuovi problemi come anche i conducenti degli autobus che se passera' la possibilita' di usare le corsie preferenziali dovranno convivere con veicoli piu' lenti.

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  • HARRIS

    27 Luglio @ 09.53

    Ci sono troppi ciclisti che vanno contromano e soprattutto che non usano la pista ciclabile. Sulla via Emilia Ovest, ad esempio, dove c'è una bella pista ciclabile, mi capita molto frequentemente di trovare ciclisti sulla strada. Ogni volta che li vedo non riesco a non urlargli qualcosa. I ciclisti che commettono infrazioni stradali o che non si servono delle piste ciclabili dovrebbero essere sanzionato ma purtroppo la nostra polizia è molto clemente nei loro confronti.

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  • Nicola

    27 Luglio @ 09.45

    giusto seguire le regole, ma invece di trovare soluzioni è peccato che ci sia questo accanimento contro l'unico mezzo veramente ecologico esistente. Gli automobilisti dovrebbero guardare piuttosto se stessi, smetterla di guidare e usare il telefonino contemporaneamente, rispettare i limiti di velocità, mettere le frecce quando svoltano, non parcheggiare o sostare in doppia fila e soprattutto smetterla di pensare che la strada sia di loro proprietà.

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