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Bici contromano: il governo frena

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«Ho ricevuto tante richieste da sindaci che vorrebbero concedere alle bici di circolare contromano, ma io sono contrario: così non aiutiamo i ciclisti ma facciamo il loro male». Lo ha detto il ministro dei Lavori Pubblici e dei Trasporti, Maurizio Lupi. «Io sono favorevole - ha sottolineato  a tutelare le categorie deboli, bici e moto, ma esse non si agevolano in questo modo. Piuttosto - ha aggiunto - si facciano piste ciclabili. Pensare poi che si valorizza il ciclista facendolo andare sulle corsie degli autobus è sbagliato, così si mette in pericolo». 

GLI ASSESSORI: "IL NO DI LUPI E' PRIVO DI BASI SCIENTIFICHE"
«Riteniamo le dichiarazioni del Ministro Lupi prive di basi scientifiche» e il «Ministero dei trasporti conduca al più presto uno studio sulle realtà in cui questi provvedimenti sono in vigore da tempo». E' quanto hanno chiesto gli assessori alla Mobilità dei Comuni di Bologna (Andrea Colombo), Torino (Claudio Lubatti) e Milano (Pierfrancesco Maran), rispondendo con una nota congiunta al ministro Maurizio Lupi che si è detto contrario a far circolare le bici contromano.
Venga «in bici con noi», è l’invito al ministro: «si renderà conto che il vero pericolo è il traffico selvaggio, non soluzioni e regole chiare che già funzionano in tutt'Europa e in diverse parti d’Italia». «Siamo convinti - spiegano - che il doppio senso ciclabile in strade a 30 km/h (e non un 'ciclisti liberi tuttì che nessuno ha mai chiesto) faccia aumentare il numero di ciclisti e diminuire gli incidenti, migliorando la sicurezza di tutti gli utenti della strada grazie alla maggiore attenzione e prudenza. In questo senso siamo forti di tutte le esperienze positive che esistono da anni in tante realtà europee e sono sperimentate anche in varie città italiane».
«Siccome sulla sicurezza stradale non si può ragionare per opinioni - aggiungono - chiediamo quindi che il Ministero dei trasporti conduca al più presto uno studio sulle realtà in cui questi provvedimenti sono in vigore da tempo. Questo è l’unico modo perchè il Parlamento possa fare finalmente una scelta consapevole, fondata non su sensazioni, ma su dati reali. Nel frattempo, invitiamo il Ministro Lupi a trovare fondi per realizzare e mantenere piste ciclabili e zone a 30 km/h, ma soprattutto a fare un giro in bicicletta con noi durante la Settimana europea della mobilità sostenibile (16-22 settembre)».
«E' in atto - concludono - una vera e propria rivoluzione culturale sulla mobilità, e la politica non solo deve prenderne atto ma deve assecondarla», amministrando «con lungimiranza e un pizzico di coraggio: chiediamo una guida per alcune sperimentazioni nelle città, saranno i cittadini e gli utenti delle strade a convincerci della bontà delle nostre scelte».

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  • Biffo

    09 Settembre @ 04.52

    Ore 22, sulla via Emilia due in bici a fari spenti, con le auto che li schivavano per un pelo. Ma va bene cisì, per Filippo, i ciclisti sono come pedoni, occupano poco spazio, per strada, e i pedoni, di notte, non girano con apparati luminosi. Se poi un'auto li investe, la colpa è sempre dei conducenti degli autoveicoli, loro, i ciclisti, poverini, sono gli utenti deboli, di mente, soprattutto.

    Rispondi

  • filippo

    08 Settembre @ 19.16

    @Federicot ma co dit? Fanno così in tutta Europa, non ha senso costringere una bici che occupa lo spazio di un pedone a percorrere i sensi unici. I sensi unici sono nati per macchine e camion, in bici non c'è nessun bisogno di sensi unici. Gli assessori chiedono solamente: nelle strade che hanno una larghezza adeguata il cartello con la freccia blu è integrato dalla dicitura "eccetto bici". Ma perché in questo maledettissimo paese dobbiamo sempre esser più furbi degli altri. Comunque non mi stupisce Lupi, sarebbe stata la prima cosa intelligente da ministro. Poveri noi.

    Rispondi

  • federicot

    08 Settembre @ 17.26

    federicot

    Certi assessori sono proprio ottusi.....se si vuole quella norma si deve DECIDERE che per il codice della strada ( e che quindi tutte le strade devono essere adeguate di conseguenza) il mezzo di locomozione privilegiato è la bici. Se no son morti annunciati. Le penne con una mano sola quando?

    Rispondi

  • Biffo

    08 Settembre @ 16.08

    Ma certo, non solo bici cineromanzo, ma anche in strade con senso vietato, sui percorsi pedonali, in mezzo alla strada, senza fanali di notte, sulle tangenziali e sulle autostrade; anche di notte, naturalmente, contromano e a fari spenti!

    Rispondi

  • fabe

    08 Settembre @ 15.48

    Un consiglio agli assessori di Bologna, Torino e Milano. E perchè no, anche a quello di Parma! Vadano per un giorno a guidare degli autobus in mezzo al traffico cittadino e a certi cosidetti "ciclisti". Magari anche qui, a Parma. Scopriranno qual'è veramente la realtà italiana (non europea). Nella foto della Gazzetta in strada Repubblica transita uno scooter al centro della corsia. Sulle corsie degli autobus transita di tutto, dalle bici, alle moto, alle auto non autorizzate (per schivare la telecamera ed arrivare a via Saffi passano da strada Nuova, borgo Lalatta ed un bel tratto di via Repubblica sulla preferenziale).

    Rispondi

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