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Quella multa sul bus: giusta?

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Un 15enne multato sul bus. Ecco la lettera che ci ha scritto il padre del ragazzo:

TEP: Dei delitti e delle pene.
Quello che racconto è un episodio piccolo piccolo, di quelli che però lasciano un po’ di amaro in bocca e forse è l’emblema di qualcosa; lascio il giudizio a chi legge.
Mio figlio, quindici anni, sale su un autobus urbano della TEP; siamo all’ultima fermata di via Zarotto, ha il suo bravo biglietto in tasca ma si attarda un poco e così un solerte controllore gli contesta di non averlo timbrato. Si badi bene che il tutto avviene nell’arco di una manciata di secondi infatti, come si evince dal verbale, la contestazione viene fatta nella medesima via Zarotto che tra la fermata e la sua fine non conta più di duecento metri. Ma tant’è, il regolamento asserisce che “Il passeggero, appena salito sulla vettura, dovrà provvedere a convalidare il biglietto nell’apposita macchinetta”. La locuzione appena salito, pone il controllore nella condizione di decidere arbitrariamente qual è il lasso di tempo congruo per effettuare la convalida.

Dunque il funzionario TEP chiede i documenti e compila il verbale. Nel frattempo l’autobus è giunto in via Repubblica, qui fa arrestare il mezzo e fa aprire le portiere. Il regolamento sancisce che una volta forniti i documenti ed emesso il verbale il passeggero ha diritto a rimanere sul mezzo fino a destinazione ed ovviamente questo è ancor più vero se, come in questo caso, si tratta di un minore. Il controllore quindi non intima direttamente al ragazzo di scendere ma il gesto a lui pare inequivocabile e nulla viene detto o fatto per smentire questa percezione. Al telefono appena sceso infatti mi dice ”…mi hanno fatto scendere dal bus…”. Umiliato e con la spiacevole sensazione di essere stato vittima di un sopruso si ritrova quindi sul marciapiede con la certezza che arriverà in ritardo a scuola dove deve sostenere una verifica. Questi i fatti.

Il solerte funzionario formalmente non ha commesso nessun illecito quindi non opporrò reclamo e pagherò la sanzione di 60€ (anche perché se non si vince il ricorso la cifra da pagare sarà di 200€).
Prima di decidermi a scrivere queste righe ho fatto due cose: la prima è state di farmi consegnare da mio figlio il biglietto e di verificare che lo avesse sempre timbrato le volte precedenti nelle quali aveva preso un mezzo pubblico. Tutto regolare. La seconda, di presentarmi all’apposito sportello della TEP per segnalare l’episodio dove un cortese funzionario mi ha detto quello che mi aspettavo, e cioè che potevo fare ricorso ed una segnalazione alla direzione.
Ho voluto invece condividere il racconto di questa vicenda con chi ha avuto fin qui la pazienza di leggere per fare una riflessione di padre ad alta voce. Ho sempre insegnato a mio figlio che le regole si rispettano e l’ho ripetuto anche questa volta ma con una difficoltà in più, quella di non sapere, né volere, giustificare la piccola, meschina arroganza di chi veste una divisa qualsiasi (che agli occhi di un ragazzo di quindici anni rappresenta pur sempre un potere) e che dietro ad essa si nasconde per farsi forte con i deboli, di non sapere, né volere, giustificare l’applicazione ferrea, arrogante e ottusa dei regolamenti, priva della necessaria capacità di interpretazione e di sintesi tra la regola stessa e la realtà.
Capisco bene che questo episodio rappresenta una goccia nel mare delle piccole e grandi ingiustizie e angherie che un po’ tutti sopportiamo ma sono convinto altresì che farle conoscere e condividerle sia utile e giusto.
A mio figlio dirò che là fuori c’è un mondo che non sempre ci piace ma che dobbiamo conviverci facendo del nostro meglio per renderlo migliore.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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  • Straiè

    08 Maggio @ 22.02

    Non si possono usare due pesi e due misure, fare finta di nulla se si tratta di un immigrato, che poi reagisce violentemente e accusa di aggressione razzista, ma stangare un ragazzino italiano. Si deve essere inflessibili con tutti! Eppure, come sempre, gli italioti non perdono il vizio di fare i FORTI COI DEBOLI E I DEBOLI COI FORTI.

    Rispondi

  • Oberto

    08 Maggio @ 21.23

    ma io prima vorrei capire realmente cosa è successo, poi comunque da dove sali trovi subito l'obliteratrice, quindi non capisco perché non timbrare subito?

    Rispondi

  • erotte

    08 Maggio @ 20.45

    in Spagna sui bus si sale solo dalla porta anteriore e l'autista funge da controllore se non hai il biglietto non sali e lo stesso autista fa anche i biglietti a chi ne è sprovvissto. perchè questo sistema non viene utilizzato anche in Italia??

    Rispondi

    • filippo

      08 Maggio @ 21.15

      perché altrimenti certe RISORSE dovrebbero pagare, e questo ai signori di sinistra non sta bene....

      Rispondi

    • sabcarrera

      08 Maggio @ 21.05

      Si tratta di pagare la multa non di farla franca per un mancato controllo

      Rispondi

  • doni

    08 Maggio @ 20.15

    donatomensi@msn.com

    Caro amico Colgo l’occasione per condividere il tuo pensiero: non per la multa, in quanto –seppur soggetta ad eccesso di zelo- era doverosa; ma soprattutto per le considerazioni che ne conseguono e che hai saputo mettere in evidenza con lucidità e chiarezza. Purtroppo le “piccole e grandi ingiustizie” -dici tu- non solo vanno condivise ma sarebbe ora di cominciare a combatterle. E tutti uniti, possibilmente. E per combatterle non intendo manifestazione di piazza che il più delle volte sono manipolate per sfociare in violenza gratuita, bensì facendo un’azione più elementare ma forse più dirompente verso coloro che chiedono, stimolano, appoggiano e approvano simili comportamenti. Chiediamo loro di usare quel poco di buon senso “pater familias” (spero sia scritto giusto: non ho fatto latino ma conosco perfettamente il senso di questa frase) che aiuta quantomeno a distinguere la logica delle cose dalla mera stupidità. Il come fare è semplice: basta che tutti noi ci si unisca in un sito, un’associazione, un gruppo o qualcosa da inventare ed reagire davanti ai soprusi inviando una, dieci, cento SMS o Email a testa a coloro che meritano tale “punizione”. Presumo che quello che si verrebbe a creare potrebbe indurre a maggior riflessione coloro che hanno abusato della propria posizione nei confronti di cittadini indifesi e, pertanto, impotenti. Spero che si possa trovare un modo civile per essere uniti e portare avanti queste nostre piccole importanti espressioni di malcontento. Donato

    Rispondi

  • rafrufus

    08 Maggio @ 20.13

    Difendiamo sempre e comunque i nostri figli... I risultati sono sotto gli occhi di tutti...

    Rispondi

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