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Ghiretti: «Controllori Tep troppo severi». Rizzi: «Nessuna persecuzione»

Il presidente della Tep: il tasso di evasione è sceso

Ghiretti: «Controllori Tep troppo severi»
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Il capogruppo di Parma Unita Roberto Ghiretti è intervenuto in questi giorni sulla vicenda della multa a un'anziana sugli autobus della Tep, criticando la gestione del servizio dei controllori affidata qualche mese fa dalla stessa Tep a una società privata e rivolgendosi direttamente al presidente Rizzi. Per Ghiretti i controlli sono troppo severi. Ma oggi il presidente Antonio Rizzi risponde a sua volta con una lettera, sottolineando che si tratta di correttezza, non di persecuzione. E in tre mesi, sottolinea il numero 1 della Tep, "il tasso di evasione è progressivamente sceso dal 6,9% registrato nel 2015 al 5,05% di giugno 2016".
In un'ulteriore nota, Ghiretti risponde sottolineando che le proteste sono tante. 


GHIRETTI: CONTROLLI TROPPO SEVERI.
«L'ennesima lettera pubblicata dai giornali - scrive Ghiretti -ci racconta di un'anziana signora multata su un autobus mentre si accingeva a timbrare il biglietto. Vorrei chiedere al presidente di Tep Antonio Rizzi se quando parla di “quelli che pensano di poter viaggiare gratis a spese dei parmigiani” ha in mente questo genere di pericolosi “scrocconi” perché mi pare evidente che i casi come quello descritto non sono isolati ma paiono essere piuttosto la regola».

«Personalmente io sono d'accordo con l'esigenza di una seria lotta all'abusivismo e concordo anche con l'idea che le regole sono fatte per essere rispettate da tutti, ma credo anche che esista un importante discrimine tra la giusta applicazione della legge e la cieca persecuzione. Il motivo di base per il quale da tempo critico la sperimentazione avviata con i verificatori esterni è che si è dato vita a un sistema perverso dove la ricerca del profitto supera qualunque logica di buon senso ed equità. Un sistema che fa sì che i verificatori esterni siano a “caccia” di multe dalla mattina alla sera senza che vi possa essere spazio per altre considerazioni. Eppure sono proprio queste che a mio parere dovrebbero essere al centro dell'agire di una società che, lo ricordo, è interamente pubblica ed eroga un servizio per la collettività».

«Io non ho nulla di personale - prosegue Ghiretti - contro lei ma non posso non notare che sotto la sua presidenza e quella del suo attuale vice il senso di “servizio” che ha sempre caratterizzato Tep si è via via attenuato privilegiando altre logiche che francamente non mi appartengono. Come spiegare diversamente la cancellazione di linee utili ancorché meno frequentate in termini numerici o la trasformazione degli abbonamenti agevolati per anziani in un vero e proprio percorso ad ostacoli? Mi spiace dirglielo ma questa non è la Tep dei parmigiani, questa è un'azienda privata intenta a fare profitti da dividere con i propri soci. Nulla di male in sé, ma francamente credo che lei abbia sbagliato l'azienda nella quale mettere a frutto le sue innegabili capacità». 

RIZZI: PERSECUZIONE? NO, CORRETTEZZA. Il presidente della Tep Antonio Rizzi risponde alla lettera del capogruppo di Parma Unita Roberto Ghiretti sulla severità dei controlli, a suo dire eccessiva. 

Caro Ghiretti,

rispondo alla sua lettera dei giorni scorsi a me indirizzata, in primis, sulle azioni sperimentali di contrasto all’evasione che stiamo conducendo e che lei definisce come “un sistema perverso dove la ricerca del profitto supera qualunque logica di buon senso ed equità”.
Vorrei al proposito rassicurare tutti i cittadini di Parma, qualora ce ne fosse ancora bisogno visto che la cosa è stata più volte ribadita: nessun intento persecutorio, ma semplicemente quello di ristabilire un principio di correttezza ed eticità che, numeri alla mano, si stava perdendo.
In base a tale principio, tutti coloro che salgono a bordo pagano il biglietto. TEP ha ed avrà sempre come priorità quella di tutelare le persone - la stragrande maggioranza - che il biglietto lo hanno sempre pagato e di scoraggiare quelli - per fortuna sempre meno - che pensano di poter viaggiare gratis a spese dei primi.
Lo dicono i risultati che stiamo registrando. Nei primi 3 mesi di sperimentazione, il tasso di evasione è progressivamente sceso dal 6,9% registrato nel 2015 al 5,05% di giugno 2016.
Sull’episodio particolare segnalato dalla sig.ra Pina sulla Gazzetta di Parma del 29 luglio u.s., lei prende per buona “senza se e senza ma” la versione esposta sul giornale, assumendo l’episodio stesso come sintomatico di questa situazione di “caccia alle streghe”, “cieca persecuzione”, “perdita di buon senso ed equità” da parte di TEP, che sarebbe diventata la “regola”.
Come si possa parlare di regola non è dato capire, se a fronte di quasi trecentocinquantamila persone controllate durante la sperimentazione in atto da marzo ad oggi, i casi come questo segnalati a TEP sono nell’ordine di una ventina, in calo percentuale rispetto all'anno scorso.
In ogni caso, da parte nostra approfondiamo tutte le segnalazioni che ci arrivano per essere certi dei fatti e se riscontriamo nostre mancanze siamo i primi a riconoscerlo e ad intervenire. La informo, quindi, di quanto verbalizzato dai due verificatori, vale a dire due pubblici ufficiali, in relazione al caso che lei cita.
I verificatori hanno dichiarato di essere saliti sul mezzo a barriera Bixio, direzione strada Farnese, e di aver chiesto all’autista di bloccare le obliteratrici come da prassi. Sull'autobus c’erano in quel momento circa 8 persone – quindi nessun affollamento tale da impedire i movimenti delle persone a bordo. I verificatori si sono qualificati a voce alta, comunicando che si accingevano alla verifica dei titoli di viaggio. Solo allora la signora, che era tranquillamente appoggiata alla sponda laterale di un sedile, ha estratto il biglietto dalla borsa, si è alzata, si è diretta verso l’obliteratrice, cercando di validare il biglietto. Cosa che non le è riuscita, visto che erano state bloccate. A domanda la signora ha risposto di essere salita due fermate prima.

Ora le chiedo se pensa ancora, utilizzando le sue parole, che casi come questo segnino il discrimine tra “giusta applicazione della legge” e “cieca persecuzione”.
Per quanto riguarda, poi, le affermazioni di perdita del “senso di servizio” che avrebbe avuto TEP sotto la mia presidenza, citando la cancellazione di linee o la trasformazione di abbonamenti agevolati in percorsi ad ostacoli, scusi, ma mi sembra francamente che lei non conosca a fondo la materia di cui parla o che sia stato male informato.
Da oltre 10 anni, TEP si limita ad offrire il servizio richiesto dagli Enti locali in base al contratto di servizio e non può in alcun modo decidere di attivare o sopprimere una linea. Questo è compito dell’Agenzia.
Aggiungo che TEP non può decidere di emettere abbonamenti a particolari categorie senza chiedere la documentazione prescritta dalla legge e richiesta dall'Ente che concede l'agevolazione. In questo caso, poi, si tratta semplicemente del modello ISEE, che viene già richiesto da anni per tutte le agevolazioni pubbliche.

La ringrazio dell’attestato di stima nei miei confronti. Se le mie capacità siano all'altezza lo diranno i fatti, sicuramente può contare sul mio massimo impegno.
Lo spirito con cui ho affrontato questo mandato, non è, però, semplicisticamente quello del profitto e remunerazione degli azionisti alle spalle degli utenti, come lei mi attribuisce. Al di là delle mie parole, lo testimoniano i fatti. Le cito in concreto l’azione intrapresa proprio oggi insieme a Provincia e SMTP: 130mila euro a sostegno delle famiglie di Parma che si trovano in difficoltà economica e che, da domani, avranno comunque la possibilità di usufruire di un abbonamento annuale a metà prezzo. Perché è evidente che il trasporto in bus è per tutti e che non possiamo penalizzare, ad esempio, i figli di chi si trova ad attraversare un periodo di difficoltà economica impedendo loro di andare a scuola.

La valorizzazione del ruolo di TEP come azienda pubblica, come azienda al servizio di Parma, del suo territorio e delle 500 famiglie di coloro che tutti i giorni vi lavorano, mi sono stati chiari fin dai primi giorni del mio mandato e rappresentano una linea strategica di questa presidenza.
Antonio Rizzi


GHIRETTI REPLICA: NESSUNA QUESTIONE PERSONALE, SONO PREOCCUPATO PER L'AZIENDA. 

Gentile Presidente,
come lei può ben capire davvero la pensiamo diversamente su molte cose. In breve cercherò di riassumere ciò che non mi convince del suo ragionamento.

1) Non sposo la causa di nessuno ed evidentemente non ho strumenti per stabilire quale delle versioni, se la sua o quella della signora Pina, sia più veritiera. Non può però negare che dall'avvio di questo servizio le lettere di protesta sono state davvero tante e in larghissima parte si tratta di lettere di anziani. Sono tutti mitomani? È questa la linea che l'azienda intende tenere?
2) Sul tasso di evasione occorre che lei faccia uno sforzo per decidere cosa significa. Leggendo la sua lettera sembrerebbe che misuri la percentuale di persone che non pagano il biglietto. Se così fosse saremmo la comunità più virtuosa dell'Emilia Romagna e sostanzialmente non si capirebbe il senso di una sperimentazione da oltre 200mila euro per passare dal 6,9% al 5,05%. Se invece significa ciò che qualche tempo fa spiegò a me ed altri consiglieri in commissione e cioè che misura l'incidenza delle multe sul numero complessivo dei titoli di viaggio emessi se ne dedurrebbe che la sperimentazione in oggetto si è rivelata più che fallimentare...
3) Per quanto riguarda il tema del taglio delle linee la pregherei di non fare sofismi inutili in un confronto serio e franco. Per carità, è vero, non avete cancellato linee, ma avete ridisegnato percorsi e modificato le frequenze, di fatto peggiorando il servizio. È una cosa che denuncio da quando a dirigere l'azienda era il suo attuale vice presidente, il quale dal mio punto di vista tagliò un servizio di pubblica utilità come l'Hospital Bus.
4) Quanto infine alla questione agevolazioni mi consenta di ribaltarle il ragionamento partendo da un punto di vista completamente diverso. Mentre ci sono città, come Bologna, che sperimentano la gratuità del servizio per certe fasce della popolazione noi ridistribuiamo utili a Comune e Provincia. Questo, in estrema sintesi, rappresenta per me il senso di quella perdita dello spirito di servizio di cui parlo nella mia lettera.

Concludo con un ragionamento che vorrei fosse chiaro: Questa non è una questione personale, non è un duello Rizzi contro Ghiretti. Io scrivo a Lei perché Lei in questo momento rappresenta l'azienda. Come consigliere comunale sono quattro anni che mi occupo di quanto avviene in Tep e, lo saprà, ho contrastato il suo predecessore in ogni modo e luogo, così come ho contrastato quella logica perversa che ha portato all'attuale assetto dirigenziale dell'azienda. Sono preoccupato dai dissidi interni all'azienda, dissidi che hanno portato a non approvare il Bilancio 2015 e dagli accessi della Finanza che, concorderà, mi auguro non debbano portare a guai peggiori.

Roberto Ghiretti

 

 

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  • Maurizio

    04 Agosto @ 19.18

    Ghiretti.... fammi pensare, il personaggio che si scagliò contro la tep quando decise, in tempi non sospetti, di chiedere al parma calcio i soldi legittimamente dovuti..... grande ghiretti, all'epoca voleva fare propaganda elettorale difendendo una società inadempiente, adesso fa campagna elettorale in altri modi ma sempre, andando ad analizzare i fatti, in modo sbagliato come ad esempio quando fece il comunicato stampa dei lavori alla racagni fermi, smentito quasi in tempo reale da foto e video che dimostravano la falsità delle sue dichiarazioni..... solo in italia abbiamo politici del genere

    Rispondi

  • ab9pr

    04 Agosto @ 11.54

    alberto_bianco@alice.it

    Possibile che ci siano lamentele per qualsiasi cosa anche le più banali? Se uno sale sull'autobus deve avere o il biglietto o l'abbonamento ... e i controllori devono svolgere il proprio lavoro come è giusto che sia.

    Rispondi

  • Vercingetorige

    04 Agosto @ 11.24

    Ma si ! Già si vede un controllore ogni morte di vescovo , poi accusiamoli pure di eccessiva severità . Ormai il biglietto sui mezzi pubblici di Parma lo paghiamo solo noi fessi ! Per esempio , chi sale con un passeggino dovrebbe pagare due biglietti : uno per sè , ed un altro per il passeggino . L' avete mai visto ?

    Rispondi

    • ab9pr

      04 Agosto @ 12.15

      alberto_bianco@alice.it

      Non credo si possano portare bambini sui passeggini in autobus per motivi di sicurezza (se non è cambiato nulla negli ultimi anni) ... a meno che l'autobus non sia predisposto per "frenare" il passeggino o sedia a rotelle per disabili. Altrimenti il passeggino deve essere chiuso e i bambini sotto una certa altezza accompagnati da un genitore (pagante) non pagano il biglietto.

      Rispondi

  • salamandra

    04 Agosto @ 10.11

    Io vedo solo due possibilità o si fanno i controlli (e Rizzi sta lavorando benissimo) o si rende l'autobus gratis per tutti. Ghiretti ha perso una buona occasione per star zitto.

    Rispondi

  • Marco

    04 Agosto @ 02.05

    Non sarebbe più facile e meno aggressivo reintrodurre la figura fisica del controllore/obliteratore a bordo di ogni vettura? Questo esercito di "controllori" è lecito pensare che vessino il malcapitato con multe al limite dell'usura più che contrastare il viaggio a scrocco.

    Rispondi

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