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«Quella maestra andava fermata»

Maltrattamenti in classe, parla la donna che si è rivolta ai carabinieri

«Quella maestra andava fermata»
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E' una delle mamme che hanno fatto partire l’indagine, e non ha dubbi sulla maestra accusata di maltrattamenti: «Quella donna ha usato violenza psicologica e fisica sui bambini».

«Sono stata accusata per un anno di avere atteggiamenti eccessivi – dice una delle due mamme che la scorsa primavera si erano rivolte ai carabinieri – ma era solo perché non avevo paura di dire quello le registrazioni audio e video confermano. Ora ricevo attestazioni di solidarietà, anche dai più scettici».
La mamma assicura di avere dalla sua, oltre ai video, diversi testimoni oculari. «Lo stress dei bambini si manifestava in modo diverso – spiega – da chi si rifiutava di andare a scuola, a chi ha ripreso a fare la pipì a letto fino ai casi più gravi di vomito e alopecia da stress». Per la donna tutto era legato al comportamento della supplente.............Articolo completo sulla Gazzetta di Parma

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  • bichouk

    26 Ottobre @ 15.19

    Ormai sono supplenti anche gli insegnanti con esperienza ventennale quindi il fatto di non essere in ruolo cambia di poco la cosa. Io sinceramente lavoro alle medie e non amo metodi troppo severi preferisco "tribolare"un po'di più per tenere la disciplina e poi raccogliere i frutti alla fine. I nostri ragazzi non sono stupidi ,come molti credono,hanno bisogno del buon vecchio "Buon esempio"degli adulti..il"signorsi signore"non li incanta più. Io sono per l'alleanza genitori insegnanti ed è questo punto che forse rispetto alle scuole anni settanta ottanta è venuto meno. Se i genitori rispettano gli insegnanti li rispettano anche i loro figli. Infine per riallacciarmi a quello che dice Stefano anch'io sarei d'accordo ad insegnanti"locali" e con questo non intendo"nativi", ma semplicemente persone che scelgono Parma come realtà in cui vivere:un docente "di passaggio" con la voglia di tornare al più presto al suo paese,non riuscirà mai a capire certe realtà fino in fondo.

    Rispondi

  • stefano

    26 Ottobre @ 12.32

    Sono nato nel 65. Se a scuola prendevo sù, a casa prendevo peggio. Ai miei tempi a scuola naturalmente non si picchiavano i bambini o ragazzi, ma a parole ci si dava dentro. E nessuno piangeva, e nessun genitore reclamava, erano felici di avere qualcuno che li educava in modo consono agli atteggiamenti degli studenti. Ora stiamo generando una generazione di rammolliti senza attributi. Io sono per il pieno potere agli insegnanti, ma solo se gli insegnanti sono nativi della regione, in modo che capiscano usi e costumi e a volte lingua della regione che gli dà la possibilità di formare le nuove generazioni. P.s. faccia alla lavagna per tutta l'ora è considerato maltrattamento? Se si bisogna cambiare anche i giudici.

    Rispondi

    • Filippo

      26 Ottobre @ 15.02

      filippo.cabassa.1970@gmail.com

      Caro Stefano, anche se sono parzialmente d'accordo con te, non credo sia corretto generalizzare. Sul caso specifico deciderà la magistratura e non aggiungo altro. Detto questo, io sono del 70 e non mi ricordo insulti o punizioni particolari , ma l'autorevolezza degli insegnanti, che sapevano farsi rispettare solo con lo sguardo e guadagnavano il rispetto degli alunni dando loro l'esempio. Ed è vero che allora non si mettevano in discussione, ma sul metodo, quindi un votaccio te lo meritavi e basta, ma era anche un epoca più "sanguigna": se fossi stato INSULTATO (non rimproverato, bada bene) da un insegnante mio padre non ci avrebbe "messo il due" a svitarle la testa. Saluti

      Rispondi

      • stefano

        26 Ottobre @ 17.31

        Sono perfettamente d'accordo sugli insulti, ma bisogna fare attenzione sul che cosa si intende per insulti. Oggi si intende insulto anche quando uno ti dice che sei ignorante o stupido. faccio esempio. Feci una cavolata in classe e la professoressa mi disse: ma sei scemo? non sono andato a lamentarmi dalla mamma perchè le avrei prese, e mia mamma non la avrebbero arrestata per maltrattamenti. Con questo non voglio difendere la maestra, non conosco bene i fatti. Dicevo solo che bisogna fare attenzione, oggi si fa presto a puntare il dito, e chi ci giudica è sempre gente che prende 20.000 euro al mese e che manda i figli in scuole private.

        Rispondi

        • Filippo

          28 Ottobre @ 09.25

          filippo.cabassa.1970@gmail.com

          Certo, mi sembra logico, Stefano. Ma se gli insulti fossero stati come quelli riportati nell'articolo sarebbe veramente finita male. Qui stiamo facendo un discorso che prende solo lo spunto dai fatti accaduti, io non conosco i fatti e lascio fare agli inquirenti, Mi sembra corretto comunque che ad una denuncia segua un'attività investigativa, che viene riportata al GIP che decide cosa fare in merito ai risultati dell'indagine, Io non prendo ahimè tanti soldi al mese ed i miei figli vanno ad una scuola pubblica, dove ho comunque avuto modo di notare che spesso i genitori sono degli emeriti rompiscatole (specie le mamme quando fanno capannello nel cortile della scuola, parlando fitto fitto con aria cospiratoria), ma c'è una netta differenza tra le chiacchere da cortile ed un'indagine di polizia. Saluti

          Rispondi

  • Vercingetorige

    26 Ottobre @ 10.19

    ALT ! FERMA IL TRAM ! Era una "supplente" ?

    Rispondi

    • marco

      26 Ottobre @ 12.06

      Cambia qualcosa?

      Rispondi

      • Vercingetorige

        26 Ottobre @ 17.41

        L' EVENTUALE REATO , ovviamente , resta , ma , quella della "supplente" , è una presenza solo temporanea, e , questo , può essere , in qualche modo , parzialmente consolante.

        Rispondi

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