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Sono fuoricorso, lavorano, hanno 25 anni: il profilo dei laureati a Parma

Sono fuoricorso, lavorano, hanno 25 anni: il profilo dei laureati a Parma
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Il 44% degli studenti dell'Università di Parma si laurea in corso (la media nazionale è 45%); di contro, il 56% degli studenti conclude arriva al titolo fuori corso. Due giovani su tre hanno lavorato durante gli studi. E il 43% dei laureati proviene da fuori regione: una percentuale elevata, rispetto al 22% di media nazionale. A Parma però si consegue il titolo prima rispetto alla media dell'Italia: 25,8 anni l'età media dei laureati parmigiani, contro 26,4 nazionale. 
Sono soltanto alcuni dei numeri del "profilo dei laureati" dell'Ateneo di Parma, tracciato da AlmaLaurea intervistando oltre 5mila giovani. 


Dice il comunicato dell'Università:

AlmaLaurea ha presentato il "Profilo dei laureati italiani" a Milano. I laureati dell'Ateneo di Parma del 2014 coinvolti nella ricerca sono 5.191. Si tratta di 3.076 laureati di primo livello, 1.516 laureati nei percorsi magistrali biennali e 545 laureati a ciclo unico; i restanti sono laureati pre-riforma o del corso non riformato in Scienze della Formazione primaria.

Il Profilo dei laureati dell'Ateneo di Parma

Provenienza geografica, tipo di diploma e riuscita negli studi universitari dei laureati 2014
La quota di laureati di cittadinanza estera è complessivamente pari al 4%: 4,4% tra i triennali, 4,4% tra i magistrali a ciclo unico e 3,4% tra i magistrali biennali.
E’ in possesso di un diploma di tipo liceale (classico, scientifico e linguistico) il 62% dei laureati 2014. In particolare, è il 59% per i laureati di primo livello, l’82% per i magistrali a ciclo unico e il 62% per i magistrali biennali.
La riuscita negli studi è rilevata attraverso l’età alla laurea, il ritardo all’iscrizione, la durata e la regolarità negli studi, ma anche la votazione di laurea.
L’età media alla laurea, oggi pari a 25,8 anni per il complesso dei laureati, varia tra 24,8 anni per i laureati di primo livello e 26,9 anni per i magistrali a ciclo unico e 27 per i magistrali biennali.

Su tale risultato incide sicuramente il ritardo nell’iscrizione al percorso universitario, oggi più marcato rispetto a quanto non avvenisse prima dell’avvento della Riforma Universitaria. Si iscrivono con almeno due anni di ritardo rispetto all’età canonica (fissata a 19 anni per i laureati di primo livello e a ciclo unico; 22 anni per quelli magistrali) 13 laureati di primo livello su cento; sono 8 su cento tra i colleghi a ciclo unico e 35 su cento tra i magistrali biennali.

La durata media degli studi è pari a 4,4 anni: più nel dettaglio, è 4,4 anni per i laureati di primo livello, 7,1 anni per i magistrali a ciclo unico e 2,8 per i magistrali biennali.

Su cento laureati, 44 terminano l’università in corso: in particolare, sono 41 laureati triennali, 37 laureati a ciclo unico e 53 magistrali.

Il voto medio di laurea è pari a 99,4; in particolare, è 96,4 per i laureati di primo livello, 100,8 per i magistrali a ciclo unico e 105,2 per i magistrali biennali.


Famiglia di origine, esperienze maturate nel corso degli studi, soddisfazione rispetto al corso concluso

Il contesto socio-familiare. Dal Rapporto emerge che ancora oggi 70 giovani su cento portano per la prima volta il titolo in famiglia: nel dettaglio sono 72 su cento tra i laureati di primo livello, 53 su centro fra i laureati a ciclo unico e 70 su cento fra i laureati magistrali.
Proviene da fuori regione il 43% dei laureati (41% tra i triennali, 49% tra i laureati a ciclo unico e 46% tra i magistrali).
I laureati che hanno svolto tirocini riconosciuti dal proprio corso di studi sono pari al 63%. In particolare, sono il 69% dei laureati di primo livello, il 54% dei laureati magistrali a ciclo unico e il 57% dei laureati magistrali (68% considerando anche coloro che l’hanno svolta solo nel triennio).

Le esperienze di studio all’estero coinvolgono complessivamente l’11% dei laureati 2014 dell'Ateneo di Parma: con programmi dell’Unione Europea (Erasmus in primo luogo), con altre esperienze riconosciute dal corso di studi o su iniziative personali. Le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso di laurea riguardano l’8% di tutti i laureati: il 6% dei primo livello, il 15% dei magistrali a ciclo unico e l’11% dei laureati magistrali (quota che sale al 15% considerando anche coloro che le hanno svolte solo nel triennio).

Il lavoro durante gli studi. Il 66% dei laureati 2014 dell'ateneo di Parma ha svolto un’attività lavorativa durante gli studi universitari: è il 66% tra i laureati di primo livello, il 60% tra i magistrali a ciclo unico, il 68% tra i magistrali biennali.

La soddisfazione per l’esperienza universitaria. Quanti, potendo tornare indietro, si iscriverebbero di nuovo all’Università? Conferma la scelta del corso e dell’Ateneo il 63% dei laureati (59% per il primo livello, 64% per i magistrali a ciclo unico e 71% per i laureati magistrali). Una quota ulteriore si riscriverebbe allo stesso Ateneo, ma cambiando corso: in particolare è il 10% dei laureati di primo livello, il 4% dei magistrali a ciclo unico e dei laureati magistrali.

E dopo la laurea? Il 61% dei laureati dell'Ateneo di Parma intende proseguire gli studi. In particolare, si tratta del 75% fra i laureati di primo livello (soprattutto con l’iscrizione alla magistrale), il 68% fra i magistrali a ciclo unico e il 29% fra i laureati magistrali.

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