22°

32°

RICERCA

Nell'Artico a caccia di microfossili

Nell'Artico a caccia di microfossili
Ricevi gratis le news
0
 

Dal Polo Nord al Polo Sud, passando per l’Equatore. In settori come la paleoclimatologia e la geologia strutturale, il dipartimento di Fisica e Scienze della terra «Macedonio Melloni» dell’Università è un cuore pulsante che coltiva e offre, anche all’estero, competenze applicabili in campi vasti, come lo studio dell’evoluzione del clima e la ricerca del petrolio. Di recente alcuni professori, ricercatori e dottorandi di questo dipartimento si sono recati sul Mare Glaciale Artico e in Brasile, per studi di grande interesse, procurando finanziamenti indispensabili all’Università, che soffre sempre più di una contrazione delle risorse destinate alla ricerca. «Abbiamo sviluppato una specializzazione in ricerche sulle associazioni a microfossili – racconta la prof Giuliana Villa, docente di Micropaleontologia e paleoclimatologia, che in passato ha partecipato anche a due spedizioni in Antartide –. Questo ci consente di prendere parte al Progetto Coribar: si tratta di un progetto internazionale che coinvolge Norvegia, Danimarca, Spagna, Germania e Italia. In Italia partecipano le università di Parma, Trieste, Siena e Pisa, con finanziamenti del Programma nazionale ricerche in Antartide. Attraverso lo studio di materiale prelevato con carotaggi sul fondo dell’Artico, si possono ricostruire l’avanzare e il ritirarsi dei ghiacci, anche in un’ottica di studio sugli sviluppi futuri del clima. Il riscaldamento climatico ha portato al ritiro dei ghiacci, all’innalzamento del mare e a un aumento dell’anidride carbonica a livelli prima mai raggiunti. L’unico modo per fare previsioni sul futuro è creare dei modelli matematici, in base a costanti che si possono ricostruire attingendo allo studio del passato».

«Le analisi vengono fatte da un punto di vista multidisciplinare - spiega Katia Carbonara, dottoranda in Scienze della terra, che in ottobre ha partecipato a una crociera oceanografica di due settimane nel settore nord-occidentale del Mare di Barents -. Si tratta di un ambiente estremo che però è un vero e proprio laboratorio naturale. Abbiamo prelevato cinque carote dal fondale, in diverse aree e a diversa profondità. In particolare gli studi riguardano i sedimenti degli ultimi ventimila anni, successivi all’ultimo massimo glaciale. Questi sedimenti vengono analizzati attraverso approcci multidisciplinari, per questo sono coinvolte diverse figure professionali. Io mi occupo di analizzare i nannofossili calcarei: si tratta sostanzialmente di plancton, alghe di dimensioni di un millesimo di millimetro, che registrano le variazioni ambientali. La variazione di associazioni di alghe, unite ad altri elementi, dà indicazioni precise su cosa è successo in passato: forniamo, in sostanza, un elemento di un puzzle».

L’Università di Parma, sotto la guida del prof Emiliano Mutti, ha mantenuto per decenni una collaborazione anche con Petrobras, colosso petrolifero brasiliano e dal 2013 sono stati attivati cinque progetti di ricerca (tutti interni al dipartimento di Fisica e Scienze della terra) applicati alla geologia degli idrocarburi, per un finanziamento totale che si avvicina ai due milioni di euro. «Si tratta di un progetto a livello dipartimentale - spiega la prof Villa, responsabile del settore relativo alla Biostratigrafia -. Gli altri responsabili scientifici del progetto sono i prof Fabrizio Storti, docente di Geologia strutturale, Marco Roveri e Roberto Tinterri, docenti di Stratigrafia e sedimentologia, e Maria Sgavetti, docente di Fisica terrestre. Petrobras ha individuato un giacimento nell’Atlantico che viene sfruttato dal 2008, e sta investendo molto in ricerca. Il nostro settore si occupa di studiare i microfossili depositati dalle correnti in quest’area, in modo da comprendere meglio quali tipi di sedimenti sono quelli più produttivi per il petrolio e aiutare la ricerca di giacimenti, evitando perforazioni inutili e dispendiose».

«C’è una relazione tra le modalità di deposizione dei sedimenti, lo stato di fratturazione che subiscono nel tempo e la capacità di accumulare fluidi al loro interno, siano essi acqua o petrolio - aggiunge il prof Fabrizio Storti, docente di Geologia strutturale -. Nella collaborazione con Petrobras, i nostri studi servono quindi a dare informazioni sulla possibile presenza di petrolio. Altre ricerche di geologia strutturale sono rivolte a capire meglio il fenomeno dei terremoti del passato».

«L’apporto economico di iniziative come questa - dicono a una sola voce i due docenti - è linfa vitale per l’Università perché con i fondi della Petrobras e quelli provenienti da altre collaborazioni (come con Eni e Shell) possiamo dare assegni di ricerca e finanziare dottorati. Il nostro è un centro di eccellenza: pubblichiamo su riviste internazionali e abbiamo tante competenze complementari in un ambiente di lavoro ottimo, molto solidale e non competitivo. Tuttavia la situazione offre pochissime possibilità ai giovani di rimanere in Università: alcuni docenti vanno in pensione, e se non c’è ricambio la ricerca rischia di esaurirsi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi
Clicca qui per leggere e commentare >>

Inviaci il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 2500

Video

1commento

IL METEO NEL TUO COMUNE

Gossip, Fun, Spettacoli

Grey's Anatomy 14 stupisce ancora, parla italiano

Stefania Spampinato

Tv

Grey's Anatomy 14: il cast parla sempre più italiano

Polvergeist, un "corto" parmigiano al Festival di Venezia

tg parma

Polvergeist, un "corto" parmigiano al Festival di Venezia Video

Nuda in giro per Bologna: individuata e super-multa

SOCIAL

Bologna, la ragazza che passeggiava nuda rivela: "E' un esperimento sociale" Video

2commenti

Notiziepiùlette

Ultime notizie

Programmazione dal 21/08/2017 al 25/08/2017 delle postazioni di accertamenti strumentali di velocità e irregolarità alla circolazione

VIABILITA'

Autovelox, speedcheck e autodetector: la mappa della settimana

Lealtrenotizie

«Io, molestata da un maniaco al Campus»

La testimonianza

«Io, molestata da un maniaco al Campus»

4commenti

Testimonianze

Parmigiani a Barcellona: «Abbiamo visto tanta solidarietà tra la gente»

PARMIGIANI A BARCELLONA

«Eravamo lì 40 minuti prima dell'inferno»

weekend

Tra sagre e... castelli di sabbia: l'agenda. Rimandata la festa degli amor

brescia

Cellino riabilita Ghirardi: "A Parma ha fatto tanto". La rabbia del web

1commento

FIDENZA

Addio all'ostetrica Mara Maini: ha fatto nascere migliaia di bambini

CRONACA NERA

Rapina alla farmacia di via Volturno, due banditi in fuga

I dipendenti minacciati con i cutter

1commento

neviano

Attenzione, attraversamento cinghiali. Riuscite a contarli tutti? Video

2commenti

Escursionismo

Rifugi, quelle case dove abita la natura

Amichevole

Parma e Empoli non si fanno male

Teatro

Addio a Tania Rocchetta, 50 anni di palcoscenico. E di impegno civile

Varano Melegari

La Polisportiva Varanese si tinge di Milan

Lutto

E' morto Maurizio Carra, un'istituzione dell'automobilismo

via bixio

Entra di notte al bar e fa bottino: arrestato grazie a un passante

1commento

COLLECCHIO

Talignano invasa da cinghiali e nutrie: la protesta dei residenti

Lamentele anche a Pontescodogna: «Troppe strade sconnesse»

1commento

METEO

Temporali, vento e caldo oggi in Emilia-Romagna

Le previsioni per il Parmense

Il giornale di oggi

sfoglia

abbonati

EDITORIALE

Che cosa resta dei nostri amori

di Michele Brambilla

2commenti

EDITORIALE

Colpito il simbolo della gioia di vivere

di Paolo Ferrandi

ITALIA/MONDO

barcellona

Ritrovato il piccolo Julian: è in ospedale tra i feriti

spagna

Barcellona, la polizia: "Cellula smantellata". La Catalogna smentisce

SPORT

Incidenti stradali

Ritirata patente al calciatore Kabashi

Calciomercato

Telenovela Kalinic, l'ultima puntata è incredibile

SOCIETA'

viabilità

Ritorni e partenze, traffico in intensificazione sulle autostrade Tempo reale

calestano

Mai dire Baganzai: la sfida (anche) dei video

MOTORI

VACANZE

Attenzione a come caricate i bagagli: si rischiano punti patente

MERCATO

Bmw Italia, 2000 euro per la permuta di diesel Euro4 e precedenti