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A Tosca tentano una truffa e sono beffati da una 85enne

L'anziana si insospettisce per una domanda su soldi e gioielli

A Tosca tentano una truffa e sono beffati  da una 85enne
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«Buongiorno signora, dovremmo leggere il contatore dell’acqua: ci può aprire?». È allarme in Valceno per la truffa legata alla «lettura dei contatori». Il sistema messo in atto dai delinquenti è sempre lo stesso: spacciandosi per personale della gestione dei servizi pubblici, si presentano alle abitazioni di alcuni anziani, suonano il campanello e chiedono di entrare in casa. Il loro unico scopo è quello di mettere a segno truffe e furti nelle abitazioni, prendendosi gioco degli anziani di turno, che spesso li lasciano entrare.
Un tentativo di truffa è stato inscenato nel Varsigiano, ieri mattina, dove una signora di 85 anni, residente nella frazione di Tosca, ha ricevuto la visita di due persone, probabilmente straniere, che lei ha beffato facendoli fuggire. «Alla porta si sono presentati due uomini - ha raccontato la nipote dell’anziana -, mentre un terzo si trovava in auto ad attenderli. Hanno chiesto a mia nonna di poter controllare il funzionamento dell’acqua, aggiungendo di dover effettuare la lettura del relativo contatore». L’85enne, senza accorgersi del rischio che stava correndo, si è fidata e, all’oscuro di tutto, ha aperto la porta: i due uomini si sono subito diretti in bagno, dove hanno finto di verificare il corretto funzionamento di un rubinetto. Dopodiché, con una scusa, hanno chiesto alla proprietaria dove fossero il marito e i figli, accertandosi così di poter agire indisturbati, visto che la donna ha risposto di essere vedova e di vivere da sola. A quel punto i truffatori avrebbero «esagerato» ponendo alla 85enne una domanda alquanto insolita: «Lei, signora, tiene qualcosa nascosto in casa, come ad esempio soldi o gioielli? Perché sa, gira brutta gente in giro, non si sa mai».
È qui che la donna ha cominciato ad insospettirsi, ha prontamente preso il telefono per chiamare e chiedere aiuto alla nipote. Nel momento in cui l’anziana ha digitato il numero, i due uomini sono fuggiti, intuendo che la truffa stava saltando e che, rimanendo in quella casa, avrebbero rischiato di ritrovarsi di fronte alle forze dell’ordine, immediatamente contattate dalla nipote che, dal racconto della nonna, aveva sentito «puzza di bruciato». Dalle ricerche fatte dai carabinieri di Varsi, risulterebbero esserci numerose altre segnalazioni di abitanti della zona ma anche di Pione (nel Bardigiano) e di Bedonia. Nonostante i diversi tentativi, nessuno sarebbe caduto nella trappola ma l’attenzione resta molto alta.

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  • Michele E

    04 Dicembre @ 09.14

    Non sarei molto contento, abbiamo solo avuto la dimostrazione che gli stranieri conoscono molto bene le leggi itagliane, che per un "reato" di questo genere (essere entrati in casa senza scasso e senza far male a nessuno) prevede un buffetto sulla guancia e domani sei già al "lavoro" a pochi km di distanza. Per esperienza personale dico che un anziano su cento ha la freddezza di prendere il telefono, e comunque avrebbe dovuto chiamare il 112, non la nipote. In ogni modo grande nonna! mo l'a t'é andèda bén!

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