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Taglio dei platani a San Secondo: scoppia il caso

Taglio dei platani a San Secondo: scoppia il caso

Viale alberato a San Secondo

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Paolo Panni 
Tiene banco, a San Secondo, la vicenda riguardante il previsto abbattimento di numerosi alberi (in gran parte platani), programmato dal Comune. Una decisione che gli stessi amministratori hanno definito «sofferta», ma inevitabile a causa delle patologie che minano queste piante, con inevitabili rischi per la sicurezza.
 C’è però chi è pronto a dare «battaglia». Il fronte del «no» va oltre i confini sansecondini ed ha fra i suoi «attori protagonisti» il comitato di Parma «Salviamo il paesaggio» (che aderisce all’omonimo Forum nazionale). Il portavoce Massimo Gibertoni, premettendo che il tema sicurezza resta una priorità e dando la massima disponibilità al dialogo col Comune, ha espresso «una fortissima preoccupazione in considerazione dell’importanza che questi alberi hanno nel contesto paesaggistico e storico locale. Evidente è anche il legame affettivo che hanno con la gente del paese; non c’è praticamente sansecondino che non sia cresciuto all’ombra di queste piante che rappresentano un grande patrimonio collettivo, e non una esclusiva proprietà del sindaco». 
Gibertoni ha quindi tenuto a ricordare che «si tratta di alberi vincolati e, in quanto tali, necessitano dei pareri degli enti preposti, a partire da quello della competente Soprintendenza. Ad oggi non ci risulta che tali pareri siano stati richiesti. In merito inoltre alle motivazioni che vengono addotte – ha aggiunto – va rimarcato che se esiste realmente un problema sicurezza, questo va stabilito pianta per pianta, valutando la reale situazione e producendo una perizia che deve essere redatta da tecnici preposti. Di recente abbiamo inoltre letto che il sindaco ha affermato che i platani in questione sarebbero affetti dal cancro colorato del platano. A riguardo – ha evidenziato Gibertoni – è importante ricordare al signor sindaco che, se confermata la presenza di questa malattia, è necessario mettere in pratica le stringenti normative previste dall’apposito decreto ministeriale emanato nel 2012. Invito il sindaco ad andarsi a leggere il testo e, in caso di reale infezione, procedere rispettando i dettami previsti dalla legge». Ma non è finita, perché Massimo Gibertoni ha anche invitato a produrre un «progetto esecutivo in sostituzione di quello attuale che è lacunoso e, a nostro avviso, anche ridicolo». 
Andrea Ferrari, dello stesso comitato «Salviamo il paesaggio»  ha quindi ricordato che «San Secondo ha recentemente aderito ai Comuni virtuosi. Ma questa azione a carico del patrimonio arboreo non ci sembra né lungimirante né men che meno virtuosa». Passando quindi alle proposte, gli esponenti del comitato ambientalista hanno invitato il sindaco a coinvolgere nella vicenda «i docenti, gli agronomi e gli studenti di quell’eccellenza locale rappresentata dall’istituto Galilei (studenti che, in una lettera, hanno già espresso la loro contrarietrà al taglio dei platani)», così come lo hanno invitato a far inserire questi alberi «fra i beni del paesaggio vincolati, fermo restando chiaramente la priorità della sicurezza» e, in attesa di ridiscutere la questione, assumendo pareri e perizie del caso, a sospendere il progetto. 
Nel frattempo hanno anche annunciato una prossima iniziativa pubblica al fine di sensibilizzare la cittadinanza sulla vicenda. Sulla vicenda è intervenuta in questi giorni anche il consigliere regionale dei Verdi Gabriella Meo, che chiede di sospendere i previsti abbattimenti, a tutela del verde e del paesaggio ed ha scritto alla Soprintendenza per i Beni Architettonici  e per il Paesaggio di Parma e Piacenza e al Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato chiedendo «se siano stati consultati e, in ogni caso, quale sia il loro parere in merito». 
Paolo Panni 

Tiene banco, a San Secondo, la vicenda riguardante il previsto abbattimento di numerosi alberi (in gran parte platani), programmato dal Comune. Una decisione che gli stessi amministratori hanno definito «sofferta», ma inevitabile a causa delle patologie che minano queste piante, con inevitabili rischi per la sicurezza. C’è però chi è pronto a dare «battaglia». Il fronte del «no» va oltre i confini sansecondini ed ha fra i suoi «attori protagonisti» il comitato di Parma «Salviamo il paesaggio» (che aderisce all’omonimo Forum nazionale). Il portavoce Massimo Gibertoni, premettendo che il tema sicurezza resta una priorità e dando la massima disponibilità al dialogo col Comune, ha espresso «una fortissima preoccupazione in considerazione dell’importanza che questi alberi hanno nel contesto paesaggistico e storico locale. Evidente è anche il legame affettivo che hanno con la gente del paese; non c’è praticamente sansecondino che non sia cresciuto all’ombra di queste piante che rappresentano un grande patrimonio collettivo, e non una esclusiva proprietà del sindaco». Gibertoni ha quindi tenuto a ricordare che «si tratta di alberi vincolati e, in quanto tali, necessitano dei pareri degli enti preposti, a partire da quello della competente Soprintendenza. Ad oggi non ci risulta che tali pareri siano stati richiesti. In merito inoltre alle motivazioni che vengono addotte – ha aggiunto – va rimarcato che se esiste realmente un problema sicurezza, questo va stabilito pianta per pianta, valutando la reale situazione e producendo una perizia che deve essere redatta da tecnici preposti. Di recente abbiamo inoltre letto che il sindaco ha affermato che i platani in questione sarebbero affetti dal cancro colorato del platano. A riguardo – ha evidenziato Gibertoni – è importante ricordare al signor sindaco che, se confermata la presenza di questa malattia, è necessario mettere in pratica le stringenti normative previste dall’apposito decreto ministeriale emanato nel 2012. Invito il sindaco ad andarsi a leggere il testo e, in caso di reale infezione, procedere rispettando i dettami previsti dalla legge». Ma non è finita, perché Massimo Gibertoni ha anche invitato a produrre un «progetto esecutivo in sostituzione di quello attuale che è lacunoso e, a nostro avviso, anche ridicolo». Andrea Ferrari, dello stesso comitato «Salviamo il paesaggio»  ha quindi ricordato che «San Secondo ha recentemente aderito ai Comuni virtuosi. Ma questa azione a carico del patrimonio arboreo non ci sembra né lungimirante né men che meno virtuosa». Passando quindi alle proposte, gli esponenti del comitato ambientalista hanno invitato il sindaco a coinvolgere nella vicenda «i docenti, gli agronomi e gli studenti di quell’eccellenza locale rappresentata dall’istituto Galilei (studenti che, in una lettera, hanno già espresso la loro contrarietrà al taglio dei platani)», così come lo hanno invitato a far inserire questi alberi «fra i beni del paesaggio vincolati, fermo restando chiaramente la priorità della sicurezza» e, in attesa di ridiscutere la questione, assumendo pareri e perizie del caso, a sospendere il progetto. Nel frattempo hanno anche annunciato una prossima iniziativa pubblica al fine di sensibilizzare la cittadinanza sulla vicenda. Sulla vicenda è intervenuta in questi giorni anche il consigliere regionale dei Verdi Gabriella Meo, che chiede di sospendere i previsti abbattimenti, a tutela del verde e del paesaggio ed ha scritto alla Soprintendenza per i Beni Architettonici  e per il Paesaggio di Parma e Piacenza e al Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato chiedendo «se siano stati consultati e, in ogni caso, quale sia il loro parere in merito». 

 

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