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Tänndalen, nel cuore bianco del Grande Nord

Svezia: A zonzo nella Lapponia, tra renne, alci, orsi e il popolo Sami: un mondo magico e incantato a 2500 chilometri dell'Italia

Renne in Svezia

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Davide Barilli
Questo è un luogo segreto e bianchissimo per otto mesi l'anno. Tänndalen, a quasi seicento chilometri da Stoccolma, a un tiro di schioppo dal confine norvegese e a più di 2.500 chilometri dall’Italia. Ventidue abitanti d'inverno, che si riducono a cinque durante la bella stagione. Non è un posto qualsiasi, è un sogno di neve chiamato Lapponia svedese. Un cocktail ghiacciato: renne, alci, buoi muschiati, husky dagli occhi azzurri, salmone in tutte le salse, il popolo Sami, le melodie di Sofia Jannik o di altre bionde cantanti lapponi. Il posto di Santa Lucia e Babbo Natale. Dove vivono animali in via d’estinzione come la lince, il ghiottone, l’orso, il lupo. Luogo di silenzi che parlano. Atmosfere come quelle che si rivivono nei resoconti degli esploratori o nei racconti di Jack London. Qui si respira una colonna sonora, quella di «Wild word», il capolavoro di Cat Stevens. Siamo nel Paese dove il sole non tramonta mai, in una fetta della Lapponia svedese, un entroterra fatto di foreste secolari, laghi ghiacciati e montagne, abitate dal popolo Sami.
E' il fascino gelato del Grande Nord, la terra del sole di mezzanotte e delle notti artiche illuminate dall’Aurora Boreale. Una terra antichissima, ricca di miti e leggende, di foreste e di grandi laghi. Facile perdersi nella sua bellezza. Inverni aspri - a volte implacabili - ricchi di magie. E’ la terra dei grandi esploratori e delle loro imprese memorabili.
Il popolo dei Sami
Qui vivono i Sami, popolo nomade lappone, dedito all’allevamento delle renne. Gente che non dà molta confidenza, con tradizioni secolari. Quello dei Sami è un tempo prezioso, basato su otto stagioni e sul ciclo vitale delle renne. La loro era una lingua misteriosa. Fedeli all'alfabeto runico, di grande potere divinatorio, annotavano lo scorrere delle giornate su tavolette di legno. Per questo popolo i ritmi di vita sono ancora cadenzati dalla natura: conoscere l’inizio della migrazione delle renne o quando i salmoni incominciavano a deporre le uova era molto importante. Il loro tempo era quello dell'orologio biologico ed a quello dovevano adeguarsi. L’allevamento delle renne, fonte primaria di cibo, richiedeva un grande dispendio di energie e di lavoro non sempre redditizio. La necessità di nuovi e freschi pascoli, la scarsità di cibo durante i freddi mesi invernali, sia per gli uomini che per gli animali, richiedevano lunghe marce forzate verso terreni più consoni. Spesso gli animali non trovavano abbastanza cibo, oppure predatori in agguato decimavano i gruppi di renne, con conseguenze catastrofiche per le comunità che non sapevano come alimentarsi.
Ma la modernità è arrivata anche quassù. Adesso i Sami non sono più nomadi. Usano gli elicotteri e le motoslitte per radunare le renne e rimangono su pascoli solo in certi periodi dell' anno. Anche se le tradizioni sono ancora vive e presenti. Laureata in letteratura anglo - americana all’Università di Siena, dopo alcune esperienze professionali, Luisa Trojanis è approdata nella regione dell’Harjedalen in Svezia e ha scelto di viverci. Un’area incontaminata e abitata dai pastori Sami. «Nella regione dell’Harjedalen ci sono undici comunità Sami e quarantacinquemila renne», spiega.


Battesimo della solitudine
Vivere il Grande Nord è come un battesimo della solitudine per l’impatto che si ha con la sua natura - intatta come lo poteva essere diecimila anni fa, nell’ultima éra glaciale - e con un richiamo della foresta al quale è difficile sottrarsi. Da sempre «viaggiatrice sentimentale», come Lawrence Sterne amava definire il pellegrino attento al mondo sul quale avanza, Luisa - toscana della Val D'Orcia che ha scelto di mollare tutto per venire a vivere e lavorare in questi luoghi isolatissimi con il suo cane Ginger, uno splendido husky siberiano - accompagna i viaggiatori attraverso le tradizioni svedesi e norvegesi in una visione dell’Artico del tutto singolare, fuori dai circuiti turistici tradizionali. Tour operator individuale, per coppie o per piccoli gruppi. Luisa porta i suoi ospiti in luoghi esclusivi dopo averli accolti in aeroporto: una professione, la sua, che in Italia non esiste. «Per vivere ed assaporare queste terre a noi così culturalmente lontane non è necessario essere grandi esploratori o possedere particolari requisiti, ma semplicemente essere desiderosi di attività all’aperto, del bello, del naturale, della vista di paesaggi infiniti». La stagione invernale inizia da dicembre fino ad Aprile. Ma i mesi più belli sono febbraio e marzo dove le giornate si fanno più lunghe e più intense. Dall'Aurora Boreale alla fiera di Rørosmartnan (che si svolge dal 18 al 22 febbraio, richiamando nella splendida cittadina, interamente costruita in legno, migliaia di visitatori) si scoprono mondi di grande suggestione. Røros, nel cuore della contea del Sør-Trøndelag, in Norvegia, è considerata patrimonio dell’ Umanità ed è conosciuta anche come «la città del rame», poiché per 333 anni l’estrazione del minerale è stata la principale occupazione di chi ci abitava. E che dire delle emozioni che regala la famosa Femundløpet (dal 30 gennaio al 4 febbraio) la piu’ lunga competizione dì europa di cani da slitta. Un'affascinante avventura da non perdere nella tundra norvegese. Arrivare a Tänndalen significa immergersi di colpo in un racconto di fiaba, fra paesaggi cristallini, laghi ghiacciati, il rosso argento delle betulle che si intravedono sotto la neve e un silenzio assoluto, interrotto dal grido dell’ aquila reale o dal battito delle ali delle pernici bianche che si muovono in massa al minimo rumore. Il bello di un viaggio come questo è la semplicità: vita spartana, cibo locale (renna, salmone, alce, patate), escursioni, sci di fondo, safari in motoslitta e tour con i cani da slitta nelle riserve naturali. Un «battesimo della solitudine» in grado davvero, almeno per la durata di una vacanza, di cambiare la vita.
Lo snodo è raggiungere Oslo in aereo: poi si affrontano quattro ore e mezzo di treno tra i fiordi. Finchè si arriva alla minuscola Tänndalen, a ridosso della riserva naturale svedese Rogen e di quella norvegese di Femundmarka: un’area di oltre mille chilometri quadrati di natura incontaminata, popolata da orsi, linci e alci. E dai Sami, il popolo nativo che da centinaia di anni vive in simbiosi con le renne. Lì il vostro Virgilio - guida fisica e spirituale per un itinerario e una visione dell’Artico del tutto speciale - ha il volto dolce di Luisa, tour operator che ha scelto di vivere da queste parti.

Dove alloggiare
Oltre che negli hotel e nei cottage di Tanndalen, ci si può sistemare nel paesino di Funasdalen - per coloro che prediligono un ambiente informale, familiare con camere standard e sempre con accesso gratuito a sauna e piscina, ed in inverno dotata di vasche termali d’acqua calda all’aperto, per rilassarsi davanti al lago ghiacciato. Nel piccolo centro c'è anche un museo, costruito interamente in legno dai locali, negozi di sport e due piccoli supermercati.

 

NOTIZIE UTILI
Come arrivare : Da tutti i principali aeroporti italiani (Bologna e Milano) collegamenti con la compagnia low cost norvegese : Norwegian airline, con la Sas e Ryanair. L'aeroporto di destinazione è quello di Oslo (Gardermoen, Rygge, Torp, Trondheim: dipende con quale compagnia aerea si decide di volare). Da Oslo si prende il treno delle ferrovie norvegesi (www.nsb.no) e attraverso i fiordi si raggiunge Roros, oppure un volo interno con www.wideroe.no. Tutte le notizie, suggerimenti, proposte dei pacchetti settimanali sono sul sito Web: www.redfoxadventure.it. Indirizzo email : redfoxadventure@hotmail.com

 

 

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