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Cipro, l'isola divisa dove nacque Venere

Cipro

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Qui è nata Venere. E come biglietto da visita non dovrebbe servire altro. Ma se proprio volete essere pignoli si può aggiungere che è la terza isola del Mediterraneo, che vanta una serie di bellezze naturali e giacimenti culturali che ne fanno, in pratica, una specie di riassunto di tutto quello che si trova nel Mare Nostrum. E che la storia da queste parti non è solo quella placida raccontata nei libri e nelle pagine dei classici. Ma è storia recente, anche dolorosa. Che fa si che sia una terra tagliata in due. Con la capitale divisa.
INCASTRO DI CULTURE
E’ Cipro, leggendario luogo di nascita di Afrodite dove i turisti, in particolare gli anglosassoni, arrivano a frotte in cerca di spiagge di sabbia bianca, antichi monasteri, rovine classiche, verdi montagne che profumano di timo, paesi abbarbicati e una vita notturna abbastanza scatenata da convincere molti ad attardarsi a letto al mattino. Ed è un vero peccato. Sì, perché Cipro è stata da sempre un punto di contatto tra Europa e Asia. Un incastro di culture. Ma anche un campo di battaglia. Nei tempi antichi ha conosciuto le lotte infinite di una legione di imperi che si sono contesi i suoi porti strategici e le sue e fortezze montane apparentemente imprendibili che le hanno garantito la supremazia sul Mediterraneo orientale. Le tracce di questa lunga esperienza di guerre si ritrovano ovunque, girando per l’isola sotto forma di antiche rovine greche e romane, castelli dei crociati, possenti mura veneziani a fianco, spesso, di moschee coi minareti torreggianti lasciati dagli invasori ottomani. Questo il passato, abbiamo detto.
IL CANTO DELLE ARMI
si può dire che, fino al 1970, l’isola ha vissuto un letargo tranquillo cullato dalle voci dell’antichità. Fino a che il sonno dei suoi abitanti è stato spezzato dal canto amaro delle armi. Una guerra civile ha portato la morte nell’isola e il territorio è stato diviso in due: a sud la Repubblica di Cipro, che occupa i due terzi delle terre, dal 2004 fa parte dell’Unione Europea ed è uno Stato moderno e dinamico, orientato al turismo e decisamente popolato; la metà nord è diventata la Repubblica Turca di Cipro Nord, isolata e poco frequentata, in pratica non riconosciuta da nessun paese. Il risultato è che la parte nord sembra avere perso il contatto con il tempo e la modernità mentre a sud sbarcano dai charter i turisti che affollano le località di Ayia Napa, Protaras, Limassol, Paphos. E qui si vive al ritmo dei locali di tendenza, in alberghi con piscina dove sulle spiagge si noleggiano le moto d’acqua.
RESISTE LA VECCHIA CIPRO
Ma la vita sull’isola non è solo disco, lounge e odore di creme solari: nell'entroterra resiste la vecchia Cipro, quella più dura e vera, con villaggi pieni di chiese patrimonio dell'umanità dell'Unesco collegati da sentieri perfetti per chi ama il trekking. Magari da percorrere sfiorando i vigneti che hanno riempito le otri di vino sin dai tempi antichi. Una simile atmosfera sospesa e rarefatta che si ritrova ancora anche nella capitale, tutt’ora divisa in due: Lefkosia (Nicosia nella grafia turca), dove le strade tranquille sono fiancheggiate da moschee turche e chiese bizantine, dai tavoli dei bar affollati di uomini che sorseggiano il caffè, ma che sembrano interrompersi di colpo, all'improvviso, quando si arriva alla linea verde, il confine tra le due parti dell’isola. Che di fatto ora sono due.
PICCOLO MONDO
Due parti di un piccolo mondo che non riesce a ritrovare una strada comune per il futuro. Con la parte nord che appare sempre più turca e meno greca, anche in quello che si trova nei menu delle taverne. Costellata di castelli dei crociati mentre una manciata di chilometri più in là, intorno a Famagosta e Kyrenia nuovi alberghi si inaugurano al primo sole. Che da queste parti si trova anche d’inverno. Perché anche il dio del Sole qui è di casa: splende 320 giorni all'anno. Ecco forse il posto migliore per iniziare a scoprire l'isola di Venere è proprio dalla costa dove è nata, cioè dalla località di Paphos: si tratta di una piacevole città sulla costa occidentale che si allarga intorno ad un porto, sovrastato da un castello e che persino l'Unesco ha voluto premiare con la qualifica di Patrimonio culturale dell’umanità. Appena a nord del paese si trovano alcune splendide spiagge e alle spalle, sulle colline, ci sono foreste punteggiate delle note di colore delle orchidee e dei locali tulipani rosso scuro. A soli cinque minuti a piedi dal lungomare, pieno di vita da mattina a notte, le rovine della sua antica città, Nea Paphos, un sito archeologico enorme che include una fortezza medievale, ville romane e tombe ellenistiche. Insomma un bignami di storia in pietra e tessere colorate. Basterebbe questo sito per spendere più di un giorno ma voi proseguite fino alla penisola di Akamas. Brulla, aspra e selvaggia è disabitata dagli uomini. Ma qui fanno il nido le tartarughe. Per raggiungere i suoi angoli più belli occorre abbandonare l'auto e camminare. Ne vale la pena. Dopo avere percorsi sentieri nel vento e nel sole potrete arrivare alla spiaggia di Lara e alle gole. Sono posti da batticuore ma andate oltre fino ai bagni di Afrodite. Qui la dea tornava donna e incontrava i suoi amanti. Voi restate uomini. Ma per un attimo sentitevi dei.

DA VEDERE
IL PIU' FAMOSO
IL MONASTERO DI KYKKOS
Il monastero più famoso di Cipro si trova a 1160 metri d’altezza sui monti Troodos, a circa 80 chilometri da Lemesos. Fu fondato nel 1100 ed è considerato il più ricco monastero dell’isola: possiede un’icona della Vergine, che si ritiene sia stata dipinta dall’evangelista Luca. Nelle vicinanze si trova la tomba dell’Arcivescovo Makarios III, il primo presidente della Repubblica.

LA PIÙ DIPINTA
SAN GIOVANNI
La Cattedrale di San Giovanni, a Lefkosia (ovvero Nicosia), è ubicata accanto al nuovo Palazzo dell’Arcivescovo. Pareti e volte furono impreziosite nel 1730 con affreschi e dipinti, tra i quali «Il Giudizio Universale», con l’inquietante immagine del «Signore delle Tenebre».

IL PIU' ANTICO
MONASTERO DI STAVROVOUNI
Il più antico monastero dell’isola si trova su una rupe scoscesa ad un’altitudine di circa settecento metri ad una quarantina di chilometri da Larnaca. Fu fondato nel 327 dalla madre dell’imperatore Costantino, Sant’Elena, che vi lasciò come reliquia un pezzo della Croce di Cristo, ritrovata a Gerusalemme. La reliquia è conservata nella Croce d’argento che si trova sul lato destro dell’Iconostasi. È vietato l’ingresso alle donne. Agli uomini è consentito visitare il monastero solo in certi orari ed è severamente proibito fotografare e filmare.
IL PIU' IMPORTANTE
IL MUSEO DI CIPRO
Il museo nazionale cipriota, «Museo Archeologico di Cipro», è il più grande ed il più importante dell’isola. Ospita, distribuita nelle sue quattordici sale, una delle migliori collezioni di reperti archeologici del vicino Oriente, con oggetti che vanno dal Neolitico fino ai periodi Ellenistico e Romano.

IL PIU' SAPORITO
UN MEZEDES
Non è un luogo da visitare… ma un consiglio su cosa assaggiare. I ciprioti amano la buona cucina e paese ha una ricca storia gastronomica dove si sono miscelatati i sapori turchi, arabi e greci. Il posto migliore per mangiare sono le taverne tradizionali e il piatto da non perdere è il mezedes, ovvero un insieme di assaggi di diverse pietanze servite in ciotole da condividere secondo l'uso greco.
IL PIU' STRANO
LEDRA STREET CROSSING POINT
Nicosia è l’unica città europea ancora divisa in due, in questo caso dalla famosa «Linea verde». Quasi al termine di Ledra street, dedicata allo shopping (nella parte greca), si trova il checkpoint, il passaggio non comporta difficoltà di sorta, il tempo di mostrare il passaporto e si passa da una parte all’altra.

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