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Anversa: moda, barocco e una cascata di diamanti

E' il secondo porto d'Europa ma non è sul mare. E' stata capitale dei commerci e culla del brocco. Ma prima di tutto è una città elegante. Golosa come una pralina

Anversa: moda, barocco e una cascata di diamanti
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Che cosa hanno in comune il pittore archetipo del Barocco, le praline di cioccolato più golose che abbiate mai mangiato ed una montagna di diamanti degna di un film di 007? In apparenza nulla. Ad Anversa, nelle Fiandre, tutto. Perché è qui, e solo qui, che questi improbabili ingredienti si mescolano. Dando vita ad un mix unico, non solo in Belgio ma probabilmente nel mondo, dove le case tradizionali con il tetto a gradoni stanno fieramente a fianco di palazzi di vetro, cemento, design e fantasia; dove i ragazzini terribili della moda lanciano le sfide agli incanutiti mostri sacri della haute couture. E dove qualunque abitante vi racconterà, senza apparente dubbio sulla realtà di quello che sta dicendo, che il nome della città (Antwerpen nell'ostica lingua fiamminga) deriva dalla frase «Hand werpen», cioè «lanciare la mano»: un espressione nata quando il legionario romano Silvio Brabo uccise un gigante invadente e avido tagliandogli l'arto. Vi pare una storia po' improbabile? Pazienza, fate finta di essere convinti e infilatevi nella prima cioccolateria (ce ne sono decine, una migliore dell'altra) a ingozzarvi di manine di cioccolato. Sono il simbolo della città, l'esempio di souvenir più goloso che si possa pensare e sono, a modo loro, storia. Storia fiamminga, certo; e quindi sempre un po' speciale.

LA PIAZZA COME UN MERLETTO

Dopo questo zuccherino intervallo spostatevi quindi nel Grote Markt, la piazza del Mercato Grande, il centro della città, avvolta dalla trina di mattoni dei palazzi antichi delle corporazioni. Nei momenti di maggior tranquillità, quando il basso cielo fiammingo sembra impigliarsi negli aguzzi tetti puntuti del belfort (la torre campanaria) e del beghinaggio potrebbe sembrarvi di essere precipitati di colpo in un paesaggio di Roger Van der Weyden. Ma non è un affresco e Anversa, fiera della sua storia ma altrettanto orgogliosa del futuro che si è saputa reinventare nel corso dei secoli, ve lo ricorderà. Lo farà con il suo porto, il secondo d'Europa, anche se - pare un paradosso - il mare si trova a ottanta chilometri di distanza - o con il suo quartiere dei diamanti. Non illudetevi di trovare il bengodi del lusso o di veder sgommare maliarde cariche di monili: il quartiere è invece torpido, quasi modesto. Ma dietro le porte luccica un mare di carati che rende circa ventidue miliardi di euro all'anno. Fino a poco tempo fa, per di più, tutto il business era nelle mani di ebrei ortodossi, nero vestiti e barbuti. Poi sono arrivati gli indiani gianisti: sono vegetariani e girano con la mascherina. Il timore è quello di mangiare, inavvertitamente, un insetto. Ma anche questa è Anversa, città che ti stupisce, tollerante e aperta che nel 1500 fu il baricentro dei traffici del Vecchio Mondo conosciuto: i suoi smaliziati mercanti smerciavano il sale del Portogallo, le lane inglesi, i vini di Spagna, il legno svedese e il marmo italiano. Quando si scoprì il Nuovo Mondo l'oro e l'argento razziati ai nativi ovviamente passarono di qui. Il risultato è una città ricca ma senza tracotanza, bella di strade lastricate e palazzi che paiono bomboniere con le finestre. Ai vetri non mancano mai i pizzi e spesso, all'interno si celano, segreti. Come accade al numero 9 della piazza Wapper: qui abitò per gran parte della sua vita Peter Paul Rubens, forse il più grande tra i poeti barocchi con il pennello. La sua casa ora si può visitare e i quadri alle pareti sono per la gran parte firmati dal maestro. Vista da fuori pare una casa modesta: dentro è un museo straordinario. Anche il Plantin-Moretusmuseum è unico: è un Patrimonio dell'Umanità - il primo museo al mondo a diventarlo - perché in pratica, qui è nata la moderna arte della stampa. E nelle sue sale ancora sono conservate le due più antiche presse del mondo con le matrici.

UN PEZZO DI STORIA EUROPEA

Insomma, che la storia della cultura europea sia passata tra le strade all'ombra delle ciclopica cattedrale di Notre Dame è evidente. Ma il nostro consiglio è di aspettare un attimo a tuffarvi tra questo catalogo di colte suggestioni e concedervi piuttosto una piccola trasgressione. Il posto giusto è il Vagant, uno dei locali - e negozio e ristorante - più famosi della città. Questo è il tempio del jenerver - il più classico liquore fiammingo che si vuole inventato da un alchimista nel XVI secolo. In pratica è il padre del gin ma qui è molto di più: innanzitutto perché si beve solo in questa parte di mondo ma anche perché ne esistono centinaia di tipi, aromatizzazioni e invecchiamenti. E poi anche perché per berlo occorre rispettare un rituale. Il bicchiere deve essere colmo oltre il bordo e per sollevarlo ci vuole una mano più che ferma. Già dopo il primo bicchiere è una sfida dura da vincere. Ma questa è Anversa, l'abbiamo detto, e ci sta: una città che ha una mano come simbolo, e nel nome, deve avere il polso che non trema. E in ogni caso se anche se ne rovescerà un sorso, pazienza. C'è sempre una praline di cioccolato, una pala d'altare di Rubens o un irresistibile cartoccio di patate fritte a consolarci. E pensandoci bene a questo punto non serve neppure più la cascata di diamanti. Basta Anversa: la città brilla da sola.

Da vedere

LA PIÙ CENTRALE - GROTE MARKT
Il municipio (Stadhuis) domina il lato occidentale della piazza ed è stato costruito tra il 1561 e il 1565. L'edificio su cui sventolano le bandiere dei paesi dell'UE si è conquistata un posto nella Lista del Patrimonio dell'UNESCO. A parte il Stadhuis, la maggior parte degli edifici sulla piazza sono le antiche case delle corporazioni.


LA PIÙ GRANDE - LA CATTEDRALE
La Cattedrale di Nostra Signora è un capolavoro dell'arte gotica ed è anche la più grande chiesa del Belgio. La sua costruzione iniziò nel 1352 ma appena 13 anni dopo la sua consacrazione fu devastata da un incendio e saccheggiata. Oggi al suo interno ospita capolavori di Rubens come il trittico Cristo in croce o la Deposizione.

IL PIÙ RICCO - MUSEO REALE
Il Museo Reale delle Belle Arti ha sede in un palazzo neo classico. Le pareti del salone d'ingresso sono affrescate da Rubens. Al pianterreno sono esposte tele di Ensor, Magritte, Permeke e Delvaux mentre al piano superiore ci sono opere di artisti della scuola di Brueghel.

IL PIU' MARINARO - MUSEO RED STAR LINE
La compagnia navale The Red Star Line è una delle icone di Anversa. Per questo le è stato dedicato un museo che ricorda come questa famosa società, con una bandiera con una stella rossa al suo interno, ha trasportato più di due milioni di persone dalla foce del fiume Schelda agli Stati uniti: poveri emigranti europei in cerca del sogno americano, ma anche passeggeri benestanti che si dirigevano a New York. I magazzini sulle rive del fiume sono stati restaurati per diventare un luogo dedicato alla memoria, un luogo per riflettere sul tema dell'emigrazione.

LA PIÙ SORPRENDENTE - LA STAZIONE CENTRALE
Mentre la maggior parte delle stazioni ferroviarie sono luoghi dove si va e si viene, la Centraal Station di Anversa è una destinazione a sé. Costruita all'inizio del XX secolo, presenta una cupola in vetro e ferro che incornicia l'area di attesa donandole un aspetto arioso e suggestivo. Giudicata da molti fra le cinque più belle stazioni ferroviarie al mondo, merita la visita.

IL PIÙ INSTANCABILE - UN GIRO NEL PORTO
Il porto di Anversa è il secondo in Europa e un giro in barca è il modo ideale per avere un’idea dell’imponenza del porto con i suoi giganti del mare, i suoi ponti levatoi e la sua incessante attività notte e giorno.

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