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Lofoten, la terra dove c'è sempre il sole

D'estate luce anche di notte. E si può andare alla scoperta di paradisi naturali in cui esplorare boschi, neve e mare. Tra trekking e mille sorprese

Lofoten, la terra dove c'è sempre il sole
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Luce infinita, natura verdeggiante e vette aguzze ancora innevate che si tuffano nel mare: le isole Vesteralen e Lofoten, nella Norvegia del Nord, in questa stagione a ridosso del solstizio d’estate, si mostrano sicuramente nella loro veste più affascinante e invitante. Ma se le montagne a picco sul mare sono ben radicate nell’immaginario del viaggiatore che pensa alla Norvegia, molto più sorprendenti sono le sue spiagge cristalline e le baie verde smeraldo, che solo il clima artico risparmia dal diventare caotiche mete del turismo balneare. Nella classifica della meraviglia però, il primo posto lo conquista prepotentemente il fenomeno geografico della luce infinita: siamo nettamente sopra il circolo polare artico infatti, e ciò implica che in piena estate il sole (se spunta dalle nuvole) non tramonta mai.

IL SOLE CHE NON TRAMONTA

Un concetto difficile da accettare senza averlo vissuto, e una situazione difficile da far accettare al nostro fisico che in assenza di buio «perde la bussola», e consente che ci si ritrovi in giro alle 21 senza aver cenato (cosa che lassù, al di fuori di una città, può significare il salto del pasto) o all’1 di notte con la macchina fotografica su una spiaggia inseguendo un raggio di sole, senza alcuna voglia di andare a letto. Superato questo impatto, si scopre di esser giunti in un vero e proprio paradiso per la pratica di ogni genere di sport all’aria aperta: trekking, arrampicata, mountain bike, kyte surf, kayak, scialpinismo compresa soprattutto la pesca per la quale in diversi luoghi vengono proposte apposite uscite in barca. Ad Andenes (punta settentrionale delle Vesteralen), si organizzano uscite di «whale safari» per l’avvistamento delle balene, mentre qualche chilometro più a sud, nel villaggio di Bleik parte una nave più piccola che conduce a vedere da vicino le grandi colonie di uccelli marini, tra cui pulcinella di mare e sule. Bleik affaccia poi su una spiaggia splendida, con sabbia bianchissima modellata in dune dal vento, e rivolta quasi perfettamente a nord e dunque ideale per ammirare il sole di mezzanotte. L’ossatura di queste isole montuose è costituita da graniti e scisti modellati dai ghiacciai che fino a 10mila anni fa qui ricoprivano ogni cosa; guidando verso sud si assiste a un continuo aprirsi e chiudersi di panorami che vedono invariabilmente da una parte l’acqua e dall’altra i monti: verdi, aguzzi, incappucciati o brilllanti per le lingue di neve che ancora vi scintillano.

Ponti e gallerie collegano le varie isole facendo perdere la percezione del fatto che ci si trovi in realtà in un arcipelago, e pian piano procedendo da Andenes verso le Lofoten il paesaggio cambia: le isole del nord sono ricoperte di foreste, mentre a sud i boschi lasciano spazio a roccia solo ammantata qua e là dal verde dell’erba; rare le cittadine che si incontrano: tra le maggiori Sortland (centro commerciale delle Vesteralen centrali) e Svolvaer (capitale turistica delle Lofoten).

LO STOCAFISSO HA UN MUSEO

Il massimo della bellezza dei paesaggi si raggiunge a Flakstad e Moskenes, le due isole più meridionali delle Lofoten raggiungibili via terra. Imperdibili i villaggi di Nusfjord (che si raggiunge dopo aver fronteggiato un incredibile massiccio montuoso che ricorda una diga), e Å dove finisce la strada. Tutta quest’area (quella un po’ più turisticamente pronta) è ricchissima di «rorbu» (abitazioni simili a quelle dei pescatori, adattate per i turisti) dove si trova facilmente da dormire in luoghi molto belli a prezzi convenienti, in un paese csempre abbastanza caro. Alla reception dell’ostello internazionale di Å, che affitta anche rorbu ed ospita il museo dello stoccafisso, una ragazza italiana in fuga da un lavoro d’ufficio, Giulia, riceve i turisti e consiglia le migliori escursioni e attività. Da Moskenes si può proseguire in traghetto raggiungendo le isole di Vaeroy e Rost, ancora più disabitate e suggestive, che si affollano di pescatori solo per la stagione della pesca al merluzzo. A Rost (dalla quale partono anche bird-safari in barca) tutto parla di merluzzo, il legame commerciale dei pescatori locali con l’Italia è fortissimo, e capita anche che riconosciuti come italiani infreddoliti sotto il diluvio, vi venga aperto un pub alle 11 del mattino e offerto un the, mentre il vento di nordovest porta via l’acquazzone e il cielo artico torna a farsi variabile.

DA VEDERE

LA PIÙ GRANDE
ABITAZIONE VICHINGA
Nel cuore delle isole Lofoten, un pezzo della storia della Norvegia si mette in mostra in un museo di concezione moderna: il «Lofotr Vikingmuseum» museo vichingo, che unisce stanze di visita (con audioguide in tutte le lingue) e percorsi all’aperto dove vengono mostrati scavi e ricostruzioni, e attraverso figuranti reali viene continuamente mostrata com’era la vita in quest’insediamento dell’età del ferro. Gli scavi archeologici effettuati tra il 1983 e il 1986 hanno consentito di stabilire che l’insediamento fu fondato nel 500 d.C, e hanno riportato alla luce fra le altre cose, un’abitazione lunga 83 metri, la più grande abitazione vichinga mai ritrovata.


IL PIÙ SAPORITO
LO STOCAFISSO
Nella punta meridionale delle Lofoten invece, nel piccolo villaggio di Å, un museo è dedicato alla principale ricchezza di queste isole, il merluzzo che trasformato in stoccafisso o baccalà invade poi le tavole di mezzo mondo (Italia e Portogallo in primis). In questa abitazione di legno sospesa sul mare sono stati raccolti tutti gli strumenti che servivano alla lavorazione del pesce. Con alle spalle varie esperienze internazionali il proprietario (un vero poliglotta) non manca di scambiare qualche parola con tutti i turisti in visita, nella loro lingua madre, italiano compreso.

IL PIU' «URLATO»
MUSEO MUNCH
Se l’aereo costringe a uno scalo lungo a Oslo (o se ci si vuole ritagliare un po’ di tempo per visitare la capitale, di sicuro interesse è il museo di Edvard Munch, creato alla morte del pittore e per sua volontà, che raccoglie circa 1100 dipinti, circa 3000 disegni e circa 18000 litografie. Questa enorme collezione viene mostrata al pubblico attraverso mostre tematiche allestite periodicamente. Munch è il pittore norvegese più noto e tra i quadri più celebri c'è l' Urlo rubato nel 2004 e poi ritrovato nel 2006, ma anche la Madonna, Vampiro, Gelosia e il Bacio.

LE PIÙ AVVENTUROSE
LE ESPLORAZIONI
La Norvegia è stata anche terra di partenza privilegiata per le storiche esplorazioni polari che furono intraprese tra la fine del 1800 e i primi del 1900. Sempre a Oslo è possibile visitare il museo della nave polare «Fram» che ebbe un ruolo fondamentale nella storia delle esplorazioni polari norvegesi. Inaugurata nel 1892 fu utilizzata in ben tre spedizioni guidate da tre grandi esploratori, Fridtjof Nansen, Otto Sverdrup e il più noto Roald Amundsen tragicamente scomparso nel 1928 durante le operazioni di ricerca e soccorso del Dirigibile Italia del capitano Alfredo Nobile.

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