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Pandino, un castello nato a misura di nobildonna

Pandino, un castello nato a misura di nobildonna
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Popolosa cittadina del cremasco (quasi 10mila abitanti), Pandino trova le sue eccellenze nel grande castello e nel caratteristico borgo di Gradella. Due mete da non farsi sfuggire per coloro che, anche durante la stagione fredda, sono alla ricerca di «gioielli» e «angoli» suggestivi non lontano da Parma.

Nel «cuore» di Pandino svetta il grande castello, visitabile tutto l’anno, anche nel periodo invernale. Si tratta di una poderosa roccaforte risalente al XIV secolo, Fu eretto intorno alla metà del ‘300 come residenza di caccia di Bernabò Visconti signore di Milano, ed è oggi uno dei castelli viscontei meglio conservati in assoluto. Mantiene ancora l’originaria forma quadrata con cortile centrale circondato da portici e molte pitture del XIV secolo con gli stemmi del Visconti e della moglie Regina della Scala.
Proprio grazie a Regina della Scala, più che per funzioni difensive, era sorto per divenire una comoda e fastosa residenza extraurbana che le ricordasse il paesaggio natio in riva all’Adige. Più che un castello, all'epoca era una raffinata villa signorile, costruita in questa forma perché allora non se ne sapevano concepire altre. Lo dimostrano le ampie bifore delle facciate, incongrue in un edificio da guerra per chi voglia godere della campagna.
Nella seconda metà del Quattrocento gli Sforza, succeduti ai Visconti come duchi di Milano, rimaneggiarono tutto il sistema difensivo dello stato milanese. Nell’ambito di questa riforma, rafforzarono sia le mura di Pandino sia il castello, che si trasformò da villa a macchina da guerra. A quest’ultimo venne infatti addossati, in corrispondenza dei due ingressi, due bassi ma soliti torrioni dotati di ponte levatoi e di apparato a sporgere.
LA SALA DEL DRAGO TARANTASIO
Oltre ai raffinati affreschi originali, al piano superiore sono visitabili le sale dedicate alla cultura e alle tradizioni medioevali: la sala della caccia con una ricca esposizione di armi, la sala del «drago Tarantasio», mitologico mostro legato alle leggende e tradizioni locali, e la stanza dei tarocchi, con tanti dettagli sulle origini delle carte, visibili a grandezza umana. Infine, la sala della didattica, rivolta ai più piccoli. Le ultime due sale sono destinate ad esposizioni temporanee: entrambe sono correlate di un allestimento che si presta a diverse tipologie artistiche e in una, in particolare, si preservano ancora le antiche decorazioni. Gli spazi sono anche prenotabili per artisti ed interessati. L’ufficio turistico che segue le visite guidate è sempre aperto, ogni sabato dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 18 e tutte le domeniche dalle 10 alle 18; con visite guidate che si tengono il sabato alle 16, la domenica alle 11, 15.30 e 17.30, mentre negli altri orari di apertura è possibile effettuare la visita con piantina. Nel periodo delle festività natalizie si consiglia invece la prenotazione, dato che per vari motivi in quelle settimane gli orari potrebbero variare. La visita comprende 13 sale del castello, tutte decorate alcune con allestimenti particolari ( da evidenziare in particolare la sala della caccia, quella dei tarocchi e quella del drago). Per info 0373- 973350/ 339- 4523204/ turismopandino@libero.it.
LE CASE GIALLE DI GRADELLA
La visita a Pandino può comprendere anche «tappe» all’oratorio di Santa Marta (eretta, si pensa, nella seconda metà del Quattrocento e impreziosita da interessanti affreschi votivi databili tra ‘400 e ‘500), alla chiesa di Santa Margherita (parrocchiale riedificata in forme neoclassiche sul finire del ‘700) e al moderno santuario di Santa Maria dell’Apparizione (detta anche del Tommasone o del Riposo) ma, soprattutto, non deve mancare la visita alla caratteristica, suggestiva frazione di Gradella, da undici anni inserita nel circuito dei «Borghi più belli d’Italia».
Si tratta di un abitato rurale con un centro storico degno di particolare attenzione. Si presenta con le caratteristiche case dipinte in giallo, profilate di mattoni rossi e con le corti comunicanti. Le fronti porticate, il motivo ornamentale delle lesene in mattoni a vista, il legno come materiale costruttivo che si accompagna al laterizio, fanno di questo speciale borgo un angolo davvero poetico di Pianura Padana, un «mondo piccolo» che riesce a resistere alla «invasione» dei capannoni, delle villette, degli ipermercati e degli outlet.
Secondo quanto messo a chiare lettere, per altro, nel piano regolatore comunale, a Gradella, non è possibile l’espansione edilizia ma solo il recupero del patrimonio esistente, salvaguardando i criteri costruttivi tradizionali, i manti di copertura in coppi, i serramenti in legno, la gamma terrosa degli intonaci, i rivestimenti rustici. Ai margini del borgo emerge inoltre villa Maggi, già esistente nel XVII secolo, che deve il suo aspetto attuale alle modifiche apportate nei secoli XIX e XX. Nel centro di Gradella si erge poi la bella chiesa parrocchiale costruita a partire dal 1895 e dedicata alla Santissima Trinità e a San Bassiano, mentre di fronte al cimitero è collocata una piccola cappella sul luogo dove si trovava il lazzaretto, sorto durante la peste del 1630.
A pochi chilometri da Pandino d’interesse è anche Palazzo Pignano con la pieve protoromanica di san Martino, costruita sui resti di una basilica paleocristiana del V secolo d.C. (nelle immediate vicinanze ci sono anche i resti di una villa romana). Pandino e Gradella sono anche «patria» di specialità gastronomiche, tra queste il pannerone, tradizionale formaggio padano dal caratteristico gusto amarognolo, nato proprio a Pandino. Senza dimenticare tra l’altro il salame nostrano.
Vi sono, va detto, in tutta la zona, diversi ristoranti, molti dei quali ospitati in antichi cascinali, in cui si può fare una bella esperienza culinaria grazie ai prelibati tortelli cremaschi, preparati con amaretti, spezie ed erbe aromatiche, al foiolo cucinato con le verdure e all’irrinunciabile e già citato pannerone.

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MANGIARE&BERE

GLI STUFATI, LA TRIPPA E I TORTELLI DOLCI - Un ambiente raffinato e moderno. I menù sono stagionali; comunque da non perdere i tortelli dolci e i risotti di stagione, il petto d’anatra con le verze, gli stufati e la trippa. E' possibile acquistare i prodotti tipici.
RISTORANTE AD CONVIVIUM
Via De Gasperi, 32 Pandino (CR) Tel. 037390266

CUCINA LOCALE E DEL BEL PAESE - Un caratteristico locale dove la migliore tradizionale della cucina lombarda si unisce a quella del Bel Paese. Tra i primi si consigliano i bucatini alla carciofara e i caserecci al ragù; tra i secondi i bolliti, gli arrosti misti e il brasato.
OSTERIA DEGLI AMICI
Via Maggiore, 18 Gradella  di Pandino (CR) Tel 037390163

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