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La Croazia vista attraverso i vetri di una Lamborghini

La Croazia vista attraverso i vetri di una Lamborghini
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di Chiara De Carli
Una corsa all’autodromo di Rijeka, una passeggiata al Parco Nazionale di Plitvice, un giro in centro a Zadar: oltre ottocento chilometri di strade attraverso i suggestivi paesaggi della Croazia da percorrere con dodici Lamborghini. Questo lo scenario del «2° Trofeo Green versus Sea», organizzato dalla catena alberghiera tedesca Falkensteiner in collaborazione con il Lamborghini Club Italia e il supporto di partner del calibro di Thun, Florian - Venezia 1720, Giulietta Capuleti Fragrance, Fragrance Design e Cantina Ponte. Un viaggio a tappe, in equilibrio tra lo charme delle location esclusive e il rombo dei motori di Diablo, Countach e Murciélago, che ha portato i partecipanti alla sfida a squadre a rincorrersi, per quattro giorni, tra borghi e città, alla scoperta della Croazia attraverso esperienze pensate per solleticare i cinque sensi. Partenza da Crikvenica, nella baia del Quarnero a pochi chilometri da Rijeka (Fiume). Base dei team è l’Hotel Therapia, splendido palazzo liberty a due passi dalla spiaggia e dal centro del paese. Crikvenica è quella città che non ti aspetti: dietro all’apparente normalità di un paese di mare nasconde mille facce diverse. La prima che emerge, percorrendo le numerose scalinate del centro città, è quella romantica: i gradini conducono, passo dopo passo, fino alla statua di Gesù e al belvedere Kalvarija da cui si gode la vista di tutta la baia. L’altra è quella della tranquillità che si prova percorrendo il Sentiero dell’Amore che si addentra nei boschi di pino fino alla fortezza Badanj, uno tra i luoghi più carichi di storia del territorio. L’ultima è quella giovane e dinamica che cattura il turista grazie alle diverse attività sportive, escursioni e serate negli innumerevoli locali notturni che la zona offre. Qui, l’eleganza e la potenza delle auto Lamborghini sembrano trovarsi a proprio agio e trovare la giusta dimensione in cui potersi presentare agli appuntamenti ora come «oggetto di lusso», ora come «divertimento allo stato puro». E la scarica di adrenalina questi potenti bolidi ce la regalano a pochi minuti di strada da Crikvenica. Sul circuito Grobnik di Rijeka le Lamborghini possono sfogare la potenza dei loro cavalli in una sfida da cardiopalma su una pista molto tecnica e veloce. L’odore delle gomme dopo una corsa è inconfondibile e l’emozione di un «giro veloce» ti rimane dentro per sempre. Per la seconda tappa, il ritrovo è a Plitvice. Per arrivare al parco, i team percorrono circa 200 chilometri della «via della Lika», collegamento storico che, dalla città di Senj, accompagna alla riserva naturale attraverso paesaggi continuamente mutevoli. Le aspre montagne, le distese erbose e i panorami, goduti dalle rocce a picco sul mare, si presentano curva dopo curva, lungo questa strada, come a voler esibire, in una vetrina naturale, tutta la varietà di ambienti naturali della Croazia. Ma a Plitvice è tutta un’altra storia. Le cascate di tufo e i sedici laghi in successione conosciuti in tutto il mondo portano gli ospiti in un’atmosfera da paradiso perduto. Una piacevole camminata di circa mezz'ora e si arriva alla Grande Cascata che, in una nuvola di spruzzi, domina la scena come una primadonna. Nel parco il tempo scivola via. Sembra che non esista più un «fuori» e che la cosa più naturale del mondo sia il camminare sull'acqua che scorre tra il gorgoglìo delle cascate. La fatica non si sente. Il caldo nemmeno. C'è gente in bicicletta. Qualcuno con la barca. Ognuno vive il parco come vuole e, a sera, porterà a casa un’emozione unica e il desiderio di tornare magari d’inverno, quando le cascatelle si trasformano in luminose stalattiti di ghiaccio e i suoni sono attutiti dalla coltre nevosa. Ma il tempo non si ferma per lasciarci assaporare ancora questa pace. Il road book ci vuole entro sera a Punta Skala, la penisola accanto a Zadar (Zara) che ospiterà anche l’ultima tappa del percorso. Qui, nel cuore della Dalmazia, si respira l’aria delle dominazioni che si sono susseguite nei secoli. Il mix delle diverse culture che hanno lasciato la loro impronta in città è intrigante. La Chiesa di San Donato, costruita sul selciato del foro romano di Jadera, invita i turisti a lasciare la spiaggia e scoprire i segreti che Zadar nasconde. Percorrendo il vicolo che corre dietro l’abside centrale, si ha la sensazione di scivolare in un’altra dimensione dove è l’anima della città a raccontarsi a chi lo vuole ascoltare. Se il «cuore» di Zadar è una realtà senza tempo, il suo «gusto» è quello del Maraschino: un vero e proprio biglietto da visita servito come aperitivo anche nei locali trendy che si trovano appena oltre le mura della città antica. E proprio i bastioni che corrono attorno al centro storico sembrano separare, a Zadar, il tempo e lo spazio. Oltrepassate le grandi porte, le linee che disegnano il paesaggio diventano più pulite fino ad arrivare all’elegante essenzialità del molo nuovo da cui lo sguardo scivola in mare senza nessun ostacolo. A salutare la nostra visita, a pochi metri dal porto, è stato lo spettacolo dell’organo marino che corre invisibile sotto il Lungomare. Alla prima impressione è una semplice ed elegante scala in pietra costruita sulla banchina e perfetta per sedersi ad ammirare il tramonto. Man mano che ci si avvicina, però, l’orecchio percepisce un suono che fa quasi da sottofondo allo sciabordio delle onde. Sotto i gradini, sono infatti posizionate le canne di un vero organo che viene suonato incessantemente dal mare. Il movimento delle onde spinge l’aria al loro interno e dà vita ad accordi ora dolcissimi e struggenti, ora brillanti e travolgenti creando una suggestiva sinfonia che rapisce come il canto delle sirene e si fa promettere un nuovo incontro prima di lasciarti ripartire.

 

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