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In Val Bregaglia splende ancora la luce che illumina i quadri di Giovanni Segantini

In Val Bregaglia splende ancora la luce che illumina i quadri di Giovanni Segantini
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Stefania Provinciali
Soglio, ovvero la soglia del paradiso. Aveva definito così il pittore Giovanni Segantini quel piccolo paese inerpicato tra i monti in Val Bregaglia, nel canton Grigioni, poco più in là del confine tra Svizzera e Italia. Adagiato su un terrazzo a 1090 metri d’altitudine e baciato dal sole tutto l’anno, Soglio gode di un panorama mozzafiato che spazia dalla valle alle maestose cime del gruppo Sciora. Il paese con il suo labirinto di strette stradine acciottolate, circondate da antiche case e stalle vicine le une alle altre, parla di tempi passati. Al centro del villaggio si trova Palazzo Salis con il suo romantico giardino in stile barocco, fatto costruire nel XVII secolo dall’omonima e potente famiglia von Salis ed oggi trasformato in un hotel che ha mantenuto intatto il suo fascino antico, fra arredi, armature spade e ritratti dei signori che l’abitarono. Da qui si può iniziare una vera e propria immersione nella natura, nella storia, nelle tradizioni e nel cibo della Val Bregaglia, percorrendo la strada che attraversa la valle e salendo poi di paese in paese oppure, per gli appassionati di trekking inoltrandosi nei tanti sentieri, oltre 180 chilometri, che si snodano tra boschi, prati, cascate, pascoli e roccia. Per la sua natura e i suoi colori la Val Bregaglia è stata amata dagli artisti che tra Otto e Novecento dipingevano «en plein air» ed ancor oggi è possibile un percorso, almeno ideale, nell’arte. Il nome più celebre che soggiornò fra questi monti è quello di Giovanni Segantini. A Maloja il suo atelier si presenta come un modello in scala di quello che sarebbe dovuto essere il padiglione engadinese per l’Esposizione universale del 1900. Qui altro non resta della sua pittura ma per comprenderne la grandezza ci si può affidare al piacere di inerpicarsi sui monti e giungere, lungo il sentiero Segantini fino al cimitero dove si trova la tomba di famiglia, immaginando il pittore che apriva il cavalletto e dipingeva, fra maestosi paesaggi e quella luce «pura» che rivive nei suoi quadri e che è forse unica per l’incontro tra i colori dei monti, della natura e del cielo. Vicino a Maloja durante i lavori di costruzione dell’ottocentesca Torre Belvedere, emblema della località, vennero rinvenute sette profonde marmitte dei giganti, scavate nella roccia da antichi ghiacciai. Fino ad oggi sono 36 le marmitte scoperte nella zona naturalistica protetta. La val Bregaglia ha dato i natali alla famiglia Giacometti, Giovanni, Diego, Bruno, Augusto ed il più celebre Alberto mentre altri artisti come Varlin la scelsero come patria d’adozione. Il loro ricordo è fissato nel museo Ciasa Granda a Stampa dove diverse   opere ne raccontano la storia. Poco distante c'è anche la casa che fu l’atelier in loco di Alberto. Di Varlin al museo valligiano si può ammirare un’opera di grande interesse «Gente del mio villaggio» a testimoniare quel piacere di vivere nel vicino paese di Bondo, espresso dall’artista non solo a parole. Anche oggi la valle ospita pittori e scultori di diversa formazione. Non ci si deve dunque meravigliare se a Vicosoprano, il «paese delle streghe», si incontrano le sculture lignee di Ugo Giacometti e Patrik Giovanoli, ispirate ai personaggi dell’opera teatrale «La stria». Una drammaturgia a lieto fine come non sono state invece le vicende trascorse in tempi passati, quando non furono poche le «streghe» giustiziate nel bosco di Cudin dove ancor oggi si ergono le due colonne della forca e l’atmosfera fa rabbrividire i più sensibili alle leggende del passato. I processi si tenevano nel Pretorio di Vicosoprano, costruito nel 1583, dove avevano sede il municipio e il tribunale valligiano, mantenuto com'era, con tanto di prigione e stanza delle torture. Ma non solo storia, natura e tradizione invitano a scoprire la valle. A Brentan, sopra Castasegna, si estende il magnifico castagneto, uno tra i più grandi d’Europa, che viene curato e coltivato ancora oggi con metodi tradizionali. La castagna fa parte del patrimonio di questa terra e, per il turista curioso, può diventare non solo motivo di full immersion nella tradizione locale ma anche un cibo tutto da riscoprire: pane con confettura di marroni, biscotti alle castagne da immergere nel caffelatte e perché no i fiocchi di castagne ...E la colazione è servita! Di specialità alle castagne in Bregaglia ce ne sono davvero per tutti i gusti. La più famosa è la torta di castagne e in valle ognuno ha la propria ricetta segreta, perciò non resta che assaggiarle tutte. Dall’1 al 16 ottobre, poi, si tiene il festival della castagna, quest’anno alla settima edizione. Un modo per scoprire nuovi sapori fra feste e manifestazioni a tema. Camminare nella natura, lasciandosi alle spalle la frenesia della vita quotidiana, godersi lo stupendo panorama alpino, respirando l’aria fine di montagna, percorrere i sentieri nel verde ed ascoltare i valligiani parlare nel dialetto bregagliotto, scoprire tutte quelle ricette che resero famosi i pasticceri grigionesi (a Coltura c'è un particolare museo a loro dedicato), cercare i colori e le emozioni dei grandi artisti, possono essere modi diversi per vivere queste montagne.
Per informazioni: Bregaglia Engadin Turismo, Strada Principale 101 , CH-7605. Telefono: +41 81 822 16 44. Internet: www.bregaglia.ch

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