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il caso

Multa «fantasma» arriva al parroco di Zibello

Infrazione commessa il 16 dicembre nel napoletano. «Ma io ero impegnato nella Novena». Tra importo della contravvenzione e spese postali don Regolani dovrebbe pagare 71 euro. «Subito ho pensato a uno scherzo ma poi ho capito che era una cosa seria»

Multa «fantasma» arriva al parroco di Zibello

Don Luigi Regolani

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Amara sorpresa per il parroco di Zibello, don Gianni Regolani, che giovedì si è visto recapitare una multa proveniente da Portici (Napoli). Peccato che in terra partenopea il sacerdote non abbia mai messo piede e la sua auto non vi abbia mai messo le ruote.
Si profila l’ennesimo caso di «multa fantasma»: un fenomeno che, purtroppo, è frequente già da diversi anni ed ha riempito le scrivanie di non pochi prefetti di ricorsi. Stando a quanto contenuto nel verbale della polizia municipale di Portici, l’auto di don Regolani, una Toyota Yaris, sarebbe stata «pizzicata» il 16 dicembre in via della Libertà, a Portici, in sosta su un attraversamento pedonale. Nel verbale sono riportati targa e modello dell’auto, che corrispondono alla vettura di proprietà del sacerdote ed è anche specificato che la sanzione non poteva essere contestata nell’immediatezza dal momento che proprietario o conducente del veicolo non si trovavano in prossimità della Yaris.
Che non poteva essere né bloccata né rimossa perché, guarda caso, la municipale non poteva disporre in quel momento delle ganasce blocca ruote né tantomeno del carro gru.
Tra importo della contravvenzione, spese postali e procedimento, don Regolani dovrebbe pagare 71 euro. Cosa che non ha alcuna intenzione di fare, perché né lui né la sua auto sono mai stati a Portici. «Subito – ammette – ho pensato ad uno scherzo, ma in pochi istanti ho capito che era una cosa seria». Lui l’«alibi» lo ha eccome. Infatti l’infrazione sarebbe stata commessa il 16 dicembre, alle 10.55. Peccato che quel giorno iniziava la Novena di Natale e, quindi, don Gianni era impegnato in parrocchia.
«Avevo la messa – ricorda – alle 16.30 e quindi verso le 16 ho aperto la chiesa. Come potevo essere alle 10.55 a Portici? E la mia auto – aggiunge – quel giorno non è nemmeno uscita dal garage e quindi non si è neppure vista sulle strade di Zibello. Tutte le persone che quel giorno sono venute a messa possono benissimo testimoniare che mi trovavo a Zibello e sanno benissimo che la mia auto la guido soltanto io. Inoltre in un paese piccolo come Zibello la gente lo sa immediatamente quando il parroco non è a casa e quel giorno il sottoscritto non si è mosso».
Oltretutto don Regolani usa l’auto con estrema parsimonia. «Il viaggio in macchina più lungo che ho fatto – dice – è stato una volta a Viareggio e basta». Ciò che indubbiamente sorprende è il fatto che sia il modello di auto che la targa corrispondono perfettamente. Ecco quindi che vi è il concreto timore di un caso di clonazione. «Se si è trattato di un semplice errore di trascrizione della targa – afferma don Regolani – consiglio al vigile una visita oculistica dal momento che l’auto era ferma e quindi non era certo difficile annotarsi la targa corretta. Se si è di fronte a un caso di clonazione posso invece dire che dispiace molto che accadano queste cose. Ma non nascondo – ammette – di avere il sospetto che dietro a tutta questa vicenda, dato anche che vi sono stati tanti altri casi simili, si celi un brutto malaffare che potrebbe coinvolgere le istituzioni».
Un sospetto pesante, condiviso anche da diversi cittadini che, informati della vicenda, hanno auspicato che anche la magistratura faccia più luce su questi casi. Nel frattempo don Regolani, dopo aver esposto il suo caso alla polizia municipale di Zibello, ha inoltrato richiesta di archiviazione sia alla polizia municipale di Portici che al prefetto di Napoli.
«Di pagare – ribadisce – non se ne parla. Anzi dovrebbero restituirmi anche i soldi della raccomandata che ho inviato». E’ deciso e battagliero don Gianni che invita le persone rimaste eventualmente vittima di «multe fantasma» a non piegarsi di fronte a «queste ingiustizie».

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  • gigiprimo

    09 Marzo @ 09.06

    vignolipierluigi@alice.it

    Più che il Don, direi che il dono dell'ubiquità ce l'à la vettura compresa la targa. E se fossero state create, per errore (?), una doppia serie di targhe? e se invece, la polizia fosse in grado, in base ad una targa di sapere il modello, compreso colore?! ed in base ad un errore (umanissimo) nella lettura della targa fosse comunque risalito a marca e colore?

    Rispondi

  • Biffo

    08 Marzo @ 19.04

    Io credo che don Regolani non voglia ammettere, per falsa modestia, di aver acquisito il dono dell'ubiquità, riservato ai santi. Posso testimoniare che, una 20ina di anni orsono, mi ero beccato anch'io una multa, per essere uscito, enza pagare il pedaggio, da un casello della Salerno-Reggio Calabria, luogo da me, fortunatamente, mai visitato. Ho chiamato i vigili del posto e si è scoperto che la D della targa della jma auto era stata scambiata con una O. Non ho pagato nulla. La strana cosa è che queste faccende capitino sempre a Napoli e dintorni.

    Rispondi

    • Michele E

      09 Marzo @ 10.43

      Vigili efficientissimi, anche a me 2 multe per passaggio col rosso a Napoli e dintorni, una barzelletta! Telefono e i vigili mi rispondono che bastava la mia telefonata per togliere la multa, cose da pazzi dato che la legge non prevede assolutamente le scuse verbali e la pacca sulla spalla, ma si sa che le leggi vanno interpretate e là hanno l'elastico mooooolto lungo, salvo poi lamentarsi che i sacchetti del rudo glieli portano i veneti!

      Rispondi

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