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Amadei e Censi: idee diverse per guidare Polesine-Zibello

Amadei e Censi: idee diverse  per guidare Polesine-Zibello
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Faccia a faccia, in Gazzetta, tra Andrea Censi e Manuela Amadei, in vista dell’attesissima sfida che li vede contrapposti nella corsa alla carica di sindaco del nuovo Comune di Polesine Zibello. Tra i due le posizioni sono distanti: nelle ultime settimane, inoltre, tra volantini e indagini, le tensioni sono aumentate. Ecco quindi che l'incontro in redazione, con i giornalisti Paolo Maria Amadasi e Paolo Panni, ha rappresentato l’occasione per parlare di programmi e idee per il futuro del nuovo Comune. Non sono mancate «frecciatine».
GAZZETTA - Perché vi siete candidati?
Amadei«Perché c’è una nuova comunità da creare di cui credo di conoscere punti critici e punti di forza, peculiarità e differenze. Sono nata a Zibello, e i miei familiari sono nati e cresciuti tra Zibello e Polesine. Credo occorra mettere impegno per costruire un futuro migliore per tutti. Ho desiderio che le risorse economiche che dovranno arrivare dalla fusione debbano essere utilizzate per una progettualità condivisa e per uno sviluppo generale a favore di tutti, senza lasciare indietro nessuno. Ho una squadra di persone che hanno già dimostrato il loro valore nel volontariato e nella parte positiva della nostra comunità, che si sono uniti esprimendo il desiderio di lavorare per l’attività amministrativa sotto la mia guida e quindi ho ritenuto di metterci il mio impegno, la mia onestà e la mia voglia di fare».
Quella di Censi, invece è una candidatura «premeditata»...
Censi«La scelta di proporre la mia candidatura insieme a tutto il gruppo della lista «Polesine Zibello, il domani è per tutti» nasce dalla naturale prosecuzione di un percorso che la maggioranza dei cittadini ha inteso perseguire nell’ottobre 2015 quando è stato votato sì alla fusione. Si tratta di un punto di partenza e riteniamo che chi ha lavorato in questi anni per questo obiettivo e chi ha saputo amministrare in modo capace questo territorio debba proseguire con le opportunità che la fusione porta. Le capacità che abbiamo dimostrato sono nelle attività svolte in questi anni e nella visione avuta del futuro della nostra comunità. Quindi riteniamo opportuno che chi ha saputo costruire questo risultato sia colui che lo guida nell’immediato futuro».
L'obiettivo era una fusione magari anche con Roccabianca. Invece è nata la fusione più piccola della regione. Un risultato a metà?
Censi«E' stato un traguardo straordinario. Si è fatto un percorso partecipato partito a gennaio 2015 e conclusosi necessariamente, per i tempi che la legge ci dava, a fine aprile 2015 facendo diversi incontri. Uno in particolare a Roccabianca con i Comuni limitrofi, ma le scelte dei Comuni confinanti sono state diverse. Oggi questi Comuni hanno tutti, San Secondo compreso, un’addizionale Irpef dello 0,8 per cento mentre a Polesine Zibello è dello 0,5. E noi abbiamo anche l'Imu più bassa. Questo è l’obiettivo fondamentale della fusione: recuperare risorse, mantenere le imposizioni fiscali basse e riuscire a investire in servizi».
Lei (alla Amadei) cosa pensa?
Amadei«Credo sia una fusione che non è andata secondo le prospettive iniziali. Il sindaco Censi aveva proposto di farla con Roccabianca o Busseto; invece i Comuni principali si sono defilati. La stessa cittadinanza ha espresso, con una bassissima affluenza alle urne, una disaffezione per questo progetto e lo scarto di pochissimi voti è significativo. Gli altri Comuni hanno una imposizione fiscale più alta, che non deriva dai benefici della fusione che devono ancora arrivare, ma dalle politiche degli anni precedenti. Sulla fusione attuale, i termini per approvarla erano veramente stretti; non c'è nemmeno uno studio di fattibilità perché l‘esistente è ancora quello fatto da me e da Censi negli anni precedenti quando la fusione proposta non era stata ritenuta interessante dalla Regione che, per altro, ha di nuovo finanziato le unioni anche nel 2016. Forse valeva la pena aspettare e fare una fusione da 5mila o 10mila abitanti».
Cosa potrà dare Polesine a Zibello e viceversa?

Censi«A livello antropologico le due comunità vivono da sempre molte e consolidate relazioni. Sono le eccellenze di ognuno che vengono a dar forza al nuovo Comune. Nel 2015 l’indice di indebitamento era del 3,4 per cento, per Zibello il 4,97 e nel 2013 era l’8 per Zibello. La fusione prevede che si utilizzi l’indice di indebitamento inferiore e quindi la capacità di Polesine ha dato una mano al nuovo Comune per poter contrarre mutui per investimenti che sono fondamentali per il futuro. Il fatto che la bontà di quello che produce la collettività e l’amministrazione sia dato in dote al nuovo Comune è un risultato straordinario. Anche il Po ci unisce: e il porto è oggi quello di Polesine Zibello. Le scuole le abbiamo unite 4 anni fa. In più la fusione porta a migliorare le dotazioni per i servizi ai cittadini».
Amadei«Le due comunità avevano già servizi in comune grazie all’Unione voluta dai sindaci che ci hanno preceduto. I servizi alla persona funzionavano e continueranno a farlo al meglio. Ognuno ci metterà le proprie peculiarità. La struttura del porto andrà ampliata e attrezzata; Zibello ha un nome e una risonanza a livello internazionale e quindi ogni persona immagino lavorerà per creare qualcosa di migliore per la comunità. Preciso che la mia amministrazione ha lasciato, con soddisfazione, delle risorse per opere che sono state poi realizzate. Non mi sembra che a Polesine siano state lasciate risorse e anzi i bilanci venivano fatti pareggiare con oneri di urbanizzazione che probabilmente non entravano. Inoltre per il bilancio 2015 di Zibello mi pare manchino 200mila euro, probabilmente per un errore di previsione».
Qual è l’elemento caratterizzante il vostro programma?
Censi«Ci sono tre elementi fondamentali. Il primo è una presenza quotidiana del sindaco in municipio per dare risposte dirette ai cittadini tutti i giorni e per una verifica costante dell’azione amministrativa. Io voglio fare il sindaco perché mi piace farlo, non è un sacrificio, non me lo sta chiedendo nessuno. Lo voglio fare perché con la passione che ho so che farò al meglio questo mestiere. Poi, sapremo dare più servizi anche con l’apertura di due nuovi sportelli del Comune nei due punti più distanti, oltre all’apertura dei due municipi dove saremo presenti alternativamente a fare giunte e consigli. Gli sportelli si chiameranno «Punto Comune» e li realizzeremo a Pieveottoville, nelle ex scuole, che proponiamo di intitolare ad Alberto Buia, e nel locale pubblico di Vidalenzo. Vogliamo tenere le aziende per farle investire sul territorio e creare nell’ex convento, dopo la realizzazione del museo del cinema, unitamente ai musei della civiltà contadina, dei reperti bellici e dell’arte medica, un centro propulsivo della cultura».
Amadei«Sono contraria alla professione di sindaco a vita, inoltre non ho ancora visto il programma di Censi e ho già notato delle copiature in quello che dice. Non so se rammaricarmi o compiacermi per questo. Noi garantiremo la presenza quotidiana sia a Polesine che a Zibello, se non del sindaco almeno degli assessori anche perché il sindaco sarà magari in Regione, ai Ministeri o nelle realtà di categoria per cercare le collaborazioni necessarie. I valori fondamentali del nostro programma sono l’etica, la centralità della persona, la sussidiarietà e il bene comune. Sono previsti sostegni alle famiglie, politiche di assistenza e attenzione per anziani, scuole e minori. E' previsto anche un sostegno per le attività produttive e commerciali esistenti. Puntiamo in modo particolare sullo sviluppo del turismo enogastronomico e ambientale, senza disdegnare le innovazioni tecnologiche. Fondamentale nel nostro programma è la sicurezza e puntiamo sulla «Cittadella della creatività con l’utilizzo di capannoni e aree dismesse per creare un contenitore in cui insegnare arti e mestieri alle nuove generazioni. Importante è la riqualificazione della ex base Nato con rapporti già presti col ministero della difesa».
Come intendete affrontare lo spopolamento?

Censi«Stipuleremo un patto di residenza con le giovani coppie che vengono ad abitare nel nostro territorio con cui l’amministrazione si impegna a dare determinati benefit, nei servizi e nella imposizione fiscale, alla famiglia per almeno 5 anni. Dobbiamo lavorare sul lavoro e sul tenere le aziende. Qui voglio ricordare un’azienda che fece domanda nel 2008 e dopo cinque anni, in assenza di accordo investì altrove. E' tornata in Comune a Zibello a inizio 2015 e in un anno è stato rilasciato il permesso di costruire. Abbiamo anche proposto la scuola nuova, dove lo deciderà la commissione dei genitori e degli insegnanti. Si deve creare quel marketing territoriale fatto di imposizioni fiscali basse, un territorio bello e sano, l’enogastronomia e i servizi per tutti».
Amadei«La ditta di cui parla Censi ha presentato una richiesta diversa da quella che aveva fatto in precedenza che era realizzabile solo a determinate condizioni nel rispetto delle norme urbanistiche edilizie. Noi abbiamo previsto incentivi per le aziende non inquinanti che si insediano e che assumono personale residente. Noi intendiamo inoltre applicare uno sconto sulla tariffa rifiuti. E' prevista una particolare attenzione alla scuola; ricordo che una delle prime cose fatte dal sindaco Censi è stata quella di prendere 50mila euro che la mia amministrazione aveva lasciato nel bilancio di Zibello per lavori, giustamente, a favore della scuola di Polesine visto che nel bilancio di Polesine le risorse non c’erano».
Censi«Il riaccertamento dei residui attivi e passivi, soldi relativi al periodo 1994 -1996, ha prodotto i famosi 280mila euro che erano fermi e sono stati recuperati dal sottoscritto. Riguardavano addirittura il periodo prima di Manuela. Poi per il periodo 2004/2014 ci sono gli altri 230 che il sottoscritto ha tirato fuori perché sono voci non più usate. Sono soldi che la precedente amministrazione (guidata dalla Amadei, ndr) non ha speso».
Dopo i volantini e le polemiche vi siete riappacificati?
AmadeiA me sembra sgradevole che si parli di mandanti e bastoni per spostare l’attenzione da questioni di altro genere».

Censi«E' stato sgradevole anche per me. Io vado tranquillamente a rispondere di quello che c’è scritto agli atti visto che sono azioni a favore dei cittadini. La giustizia è giusta e quindi informa la persona di indagini in corso; pertanto so che il magistrato, con tutta la tranquillità che deve avere, sta guardando le carte per accertare se ci sono reati sulla base di una segnalazione che gli è arrivata. Se riterrà di precedere risponderò senza paura».
Amadei«Non è corretto incolpare gli altri di essere i mandanti».
Censi «Ho fatto 12 anni da sindaco e 20 di amministratore pubblico senza che mai succedesse nulla. Il 28 aprile succede quello che tutti sappiamo: è normale avere dubbi».
Amadei«Visto che si parla anche di rimborsi, dal 2004 al 2014 non ho chiesto né percepito rimborsi di alcun genere. Ho anche una certificazione del comune».
Censi«Qualsiasi atto di spesa ha comunque un parere del segretario e del ragioniere».
Dell'ostello cosa pensate?
Censi «Visto che qualcuno ha scritto che c’è un milione e mezzo di mutuo. Su quella struttura invece oggi è attivo un solo mutuo di 135mila euro. Il resto è stato finanziato da Regione e Provincia oltre che con fondi propri».
Amadei«Sono stati accesi mutui che sono da finire di pagare e tra l’altro è stato abbattuto un palazzo storico per realizzarlo. Inoltre la maggior parte degli ostelli sul territorio è utilizzata per l’ospitalità degli extracomunitari».

Censi«I migranti nel distretto di Fidenza, secondo un accordo stipulato in comitato di distretto, sono tutti spostati su Salsomaggiore e Fidenza».
Alla fine, sia Censi che la Amadei assicurano che l'ostello non sarà utilizzato per l’ospitalità ai migranti.

Perché un elettore dovrebbe votarvi?

Censi«Perché in 12 anni ho dimostrato di saper fare il mestiere di sindaco. E deve essere un mestiere perché per dare risposte efficaci ed efficienti ai cittadini c’è bisogno di presenza costante e capacità di amministrare».
Amadei«Perché voglio che il cittadino abbia un sindaco di cui essere sempre orgoglioso, avere una amministrazione etica, che dimostra di essere capace e di fare le cose con correttezza. E parte della mia indennità da sindaco sarà destinata a favore del territorio».

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