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Octopus Lab Project
Margherita Portelli
Tentacolare. Il progetto Octopus Lab Project, che coinvolge decine di artisti attivi in città, è una rete di creativi che, negli scorsi weekend, era presente al Salone del Mobile con un interessante stand. Non è importante vederli in faccia o dire il loro nome per capirli, basta qualche domanda volta a svelare la loro natura.
Difficile da sintetizzare in due parole, immagino, ma tentiamo di spiegare che cos’è, come e quando nasce Octopus Lab Project?
Octopus Lab Project nasce circa un anno e mezzo fa quando, tra amici con interessi ed attività anche molto diverse, iniziammo a immaginare di sviluppare alcuni progetti legati alle nostre illustrazioni, alla creazione di oggetti realizzati con materiale di recupero e ad altri progetti di varia natura. Dopo ci siamo impegnati semplicemente a realizzare le nostre idee. Da allora abbiamo prodotto magliette e serigrafie a tiratura limitata dei nostri disegni, realizzato una serie di oggetti in legno, ferro e cartone di recupero, progettato e costruito stand espositivi e ideato eventi, grafiche, e installazioni multimediali audio e video.
A cosa deve il nome questo progetto?
La piovra ci sembrava l'animale più adatto a rappresentare la nostra idea di far convergere tante persone e competenze diverse.
In quanti siete? Come vi coordinate?
Non esiste nessun coordinamento e i vari progetti che portiamo avanti sono sviluppati in base all'interesse e alle competenze di ognuno. Se abbiamo una nuova idea o se capita una nuova occasione, ne parliamo e in base a quello valutiamo di volta in volta quanto ognuno di noi può e vuole investirci. Tutto qua. Il numero di persone coinvolte del gruppo è variabile in base agli eventi e ai progetti ma diciamo che ultimamente le persone che ci investono più tempo sono tre. Inoltre, insieme a noi c'è anche la libreria Grapefruit Art Book con cui collaboriamo da sempre e a cui siamo sempre più legati. In cantiere ci sono progetti in comune ma sono ancora segreti.
Quali manifestazioni avete messo in piedi, e a quali eventi avete partecipato di recente?
In passato abbiamo fatto un po’ di tutto, da mercatini, a fiere, a serate nei locali. I progetti a cui siamo più legati sono la coogestione del temporary shop della Cooperativa Averla in borgo del Correggio e la partecipazione al Festival di musica indipendente a San Felice sul Panaro organizzato dal Pasteggio a Livello. Il prossimo evento che ci coinvolgerà, insieme alla Grapefruit Art Book, è la serata del 29 febbraio organizzata dalla Giovane Italia in cui porteremo le serigrafie, gli oggetti e i libri
Di tutto un po’. I membri della “rete” Octopus hanno diverse specializzazioni e competenze, ma c’è tanta creatività: stilisti, designer, illustratori, pittori, etc. Come fate a gestire tutte le idee e i rigurgiti artistici che si sviluppano?
Le cose sono molto più semplici e spontanee perché ci troviamo bene a lavorare insieme. Nessun rigurgito.
Siete aperti non solo a persone, ma anche a cooperative e realtà professionali, vero?
Siamo aperti a qualsiasi cosa o persona che abbia voglia di realizzare un progetto, che chiaramente, condividiamo.
Parentesi Salone del Mobile: com’è andata? Che cosa avete proposto ai visitatori?
Il salone del mobile è andato bene e ci ha permesso di avere molta visibilità e a creare nuovi contatti diretti con la gente, che di base è quello che noi cerchiamo di più. Nello stand abbiamo esposto le nostre illustrazioni, le serigrafie e i nostri oggetti realizzati con materiale di recupero oltre che ai libri della Grapefruit Art book e ai lavori dello studio di bioarchitettura Emu e le grafiche del Laboratorio Creativo di Tiziana Zimbili.
Visita il loro blog: http://octopuslabproject.wordpress.com/
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