Matteo, sogni da numero uno e piedi per terra
Gabriele Balestrazzi
Appena lo vedi, lo giudichi il classico bravo ragazzo. E chiacchierando con lui (come vedrete nella videointervista), si capisce che in effetti è un ragazzo maturo, equilibrato ed evidentemente educato a ragionare. Quasi timido: al punto che non verrebbe subito da inquadrarlo come calciatore e per di più nel ruolo più "pazzo", come viene identificato quello del portiere.
Matteo PIsseri è tutto questo. E a poco più di 20 anni, è stato giiudicato (in un concorso della Gazzetta dello sport) il miglior portiere di Lega Pro. Un riconoscimento doppiamente significativo, perchè Matteo vi è arrivato dopo un anno di sofferenze, per un doppio intervento chirurgico con cui ha affrontato il problema al ginocchio che aveva condizionato il portiere della primavera del Parma.
Matteo non si è arreso, e dopo la riabilitazione ha affrontato unas nuova avventura al Renate, in Lombardia. Con i risultati che abbiamo appena detto.
Gazzettadiparma.it lo ha incontrato, non per parlare di calcio in senso tecnico (ora dovrà decidere il suo futuro insieme al Parma che detiene il su cartellino), ma soprattutto per capire come convivono, a 20 anni, il sogno del calcio ad alto livello, i sacrifici per arrivarci, il divertimento e la routine, e la necessità a volte di restare con i piedi per terra (non solo sul campo).
Pochi minuti, per una bella storia in positivo. Con un grandissimo in bocca al lupo per un futuro che, magari, possa prima o poi passare dal Tardini come per un certo Gigi Buffon...
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