Margherita Portelli
Teste di animali e corpi di donna. Terrecotte e marmi. Natura e persone. Si esprime attraverso dualismi, l’arte di Azzurra Fiaccadori, la scultrice 29enne originaria di Guastalla che sabato 30 sarà tra i tanti protagonisti di Boulevart.
Diplomata in "Catalogazione e beni culturali all'Istituto d'arte Toschi di Parma e laureata in Scultura all'accademia di Belle Arti di Carrara, nel 2008, Azzurra si è classificata prima al concorso "Arte in Arti e Mestieri" di Suzzara (MN). Nel 2009 ha allestito una personale all'associazione culturale "2E" di Suzzara e alla "Galleria Campanon" a Guastalla. Ha esposto in varie collettive tra le provincie di Parma e Reggio Emilia.
L’abbiamo incontrata per conoscerla meglio
Azzurra, come nasce la tua passione per la scultura?
Nasce per caso, come la maggior parte degli amori. Ho sempre avuto la passione per il disegno, ero portata per le materie artistiche e così decisi di frequentare l’istituto d’arte. All’inizio ero dell’idea che mi sarebbe piaciuto diventare una restauratrice, ma poi incontrai un professore di scultura che mi fece scoprire questa mia attitudine. La scultura è senz’altro più difficile, da realizzare, e soprattutto da capire. Anche fruirla non è facile: di mostre non se ne vedono tante in giro.
Come e cosa scolpisci?
I miei due soggetti prediletti sono le figure femminili e gli animali. Adoro i volumi, e le curve del corpo femminile hanno linee affascinanti; gli animali, poi, li amo follemente. Nell’ultimo periodo ho preso a fondere le due cose, rappresentando soggetti con corpo di donna e teste di animale. Lavoro con la terracotta, principalmente, e con il marmo di tanto in tanto.
Che ruolo ha l’arte nella tua vita? Passione, vocazione o mestiere?
E’ principalmente passione. Far sì che divenga un vero e proprio lavoro non è semplice; cerco di fare delle mostre, di vendere qualcosa, e lavorando come commessa parttime tento di ritagliarmi il maggior numero di ore possibili per scolpire.
Cosa esporrai a Boulevart? Hai pensato a un allestimento particolare?
Esporrò alcune delle mie donne “animalesche”, e l’allestimento sarà il più semplice possibile. Credo che al di là dell’opera tutto debba essere essenziale.
Qual è il tuo rapporto con le altre arti figurative?
Ho sempre amato disegnare, dipingo e, all’accademia de Belle arti avevo anche seguito un corso di incisione. Mi cimento con la fotografia, anche se non mi sento particolarmente portata per questa disciplina.
Da che artisti trai ispirazione?
Amo farmi ispirare in generale da tutto, ma soprattutto dalla natura. Tra i grandi scultori del passato, ovviamente, Michelangelo è insuperabile. Ma mi piacciono molto anche tanti scultori dei primi decenni del Novecento, come Marino Marini, Francesco Messina, Libero Andreotti e tanti altri.
Quali progetti hai per il futuro?
Per ora aspetto Boulevart, dopodiché non c’è ancora nulla di definito, ma mi piacerebbe realizzare una personale. Magari in una grande città
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