"La canna? Che schifo, Piuttosto mi faccio una pipa"
Pubblichiamo la testimonianza di Marcello, 18 anni, che qualche tempo fa ha provato a fumare marijuana:
È stato semplicemente schifoso. Stento a capire cosa ci si trovi di tanto eccitante, nel fumarsi una canna. E' vero, io ho fatto un solo "tiro", ma mi ha fatto così schifo che non ho voluto farne altri per comprendere quello che mi è sfuggito.
La circostanza, quel giorno di "prova", è stata quanto mai strana. Immaginatevi quattro ragazzi, uno più stupido dell’altro, ma solo due con una passione “botanica” alquanto discutibile. I due “cannaioli” vogliono andare nel bosco a “fare su” lo spinello e ci sono solo due moto, di cui una mia, che mai e poi mai avrei voluto cedere a due personaggi del genere. Io e l’altro motociclista, che quasi non sapevamo nemmeno cosa fosse uno spinello, ci guardiamo: controvoglia montiamo in sella e li portiamo nel bosco. All’una di notte era l’ultima cosa che ci saremmo aspettati, fare i tassisti con le moto da cross. Ci inerpichiamo sulla mulattiera più impervia del bosco, ovviamente a luci spente, ovviamente con la paura di morire appollaiata sulla mia spalla destra sotto forma di brivido glaciale. Dopo una salita alla folle velocità di 10 km orari arriviamo al luogo designato per la “pausa spinello”. Il più esperto dei due tira fuori il “kit di montaggio”, composto da dosatori, sacchettini e cartine. Penso: “accidenti, professionisti questi due!”. Assisto alla scena della preparazione insieme al mio collega “tassista” mentre i due sorridono sornioni rimirandosi la loro bella canna e, con fare solenne, la accendono e ne aspirano avidamente delle gran boccate. Da bravi ragazzi morigerati, io e l’altro rifiutiamo il tiro che ci viene offerto. Poi però, forse a causa di tutto il fumo passivo, il mio amico cede. Poi arriva il mio turno.
Non l’avessi mai fatto! Un gusto acre che mi invade persino il pancreas, un dolciastro micidiale che nulla ha a che vedere col mio ragionamento “sempre di fumo si tratta, non sarà così diverso da una sigaretta!”. Solo in un’altra occasione avevo provato tanto disgusto: quando mi infilarono in bocca la cannetta di un “Narghilè” caricato a tabacco aromatizzato al mosto d’uva.
Dallo schifo provocato da quell’esperienza nel bosco mi sono ripromesso una cosa: d’ora in poi piuttosto la pipa!
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