Con un film alla scoperta del senso della vita
Giulia Coruzzi
Il titolo è portatore di una grande verità e, insieme, di una grande speranza: «Sopra le nuvole c'è sempre il sole».
Il cortometraggio dei ragazzi del «Langhi City», presentato all’ultimo Meeting Giovani, è un percorso condotto per raccontare il tema dell’amicizia e, più in generale, della vita di quattro giovani alle prese con l’università, l’amore, la famiglia. Un corto corale: quattro amici, tre storie, tante esperienze. «E' un lavoro sulla calibratura delle relazioni - ha spiegato Diego Gaudenzi, il regista -. Ognuno dei protagonisti vive le sue difficoltà, più o meno impegnative, e tutti imparano ad accorgersi che oltre ai propri drammi ci sono anche quelli di chi ci vive accanto». La sceneggiatura è stata scritta a più mani, la «gestazione» è stata di circa sei mesi, un periodo impegnativo ma soprattutto di grande divertimento. «Era la prima volta che ci mettevamo davanti a una videocamera - hanno raccontato Giacomo, Elisa, Alessia, Francesca, Michele, Stella, Bernard e Nico -. E’ stato divertente creare il corto, girare... e sbagliare! Con tutte le scene tagliate potremmo farci un film!». I ragazzi del gruppo sono soddisfatti e con loro tutti quelli che hanno coordinato i lavori: Marco Serrao e Valentina Adorni della cooperativa Creativ in primis, ma anche l’amministrazione comunale che ha sostenuto il progetto. Parecchi mesi di lavoro, fatti di incontri settimanali, ma la fatica è poi ripagata. E quanto emerge da «Sopra le nuvole c'è sempre il sole» è una grande forza: «Stare insieme aiuta ad affrontare tutto meglio - hanno commentato i giovani protagonisti -. Ci siamo ispirati a problemi realmente vissuti: la malattia di un genitore, il dover abbandonare gli studi, gli amori difficili». E alla fine la morale del corto è un po' quella dell’esistenza, come suggerisce la voce narrante nelle ultime scene: «Il senso della vita è quello che ti accade mentre cerchi di darle un senso».