Margherita Portelli
Si leggono a tempo di musica, i suoi quadri. Perché le tele non sono solo dipinte, ma anche narrate e suonate. Tenta di renderle contenitore di tutte le sue passioni, Mimmo Barletta, 29enne di origini pugliesi da dieci anni trapiantato a Parma. C’è la musica, «la cosa in cui mi sono spesso “buttato” senza riuscire», ammette; c’è la scrittura, «i racconti noir sono il mio primo amore»; e, ovviamente, c’è l’illustrazione, «perché l’illustrare implica qualcosa di più del semplice rappresentare, è il messaggio che ha la meglio sulla tecnica». Poliedrico, direte voi. «Curioso», specifica lui.
Il giovane brindisino, di professione psicologo (poche settimane all’esame di stato), non si è fatto mancare nulla: nella sua vita ha dipinto, sì, ma ha anche girato cortometraggi, si è dilettato con programmi di grafica, si è messo alla prova con il design, anche se lui la definisce «improvvisazione ecologica» (un ottimizzare spazi e funzioni legato alla sua attitudine a conservare e riutilizzare tutto), e si è dato da fare per la nascita e la crescita di «Laboratoria>, l’associazione culturale del suo paese d’origine che continua a seguire anche da qui. Poi ci sono i suoi «feticci», pupazzi che cuce a mano e mette in cornice, e che si fanno rappresentazione materiale di stereotipi del vivere. E il futuro? Mimmo non nega che gli piacerebbe anche provare a cimentarmi nella creazione di un fumetto.
Troppo ci sarebbe da raccontare: ci limiteremo ai quadri. In uno degli ultimi lo ritroviamo - Mimmo in arte Ghorz - con il cranio aperto come un portagioie ricolmo di fogli e pennelli.
Chi è Ghorz?
Un personaggio che compariva in un numero speciale di Dylan Dog. Un bambino deforme che i genitori per la vergogna chiudevano in cantina e che poi, ad Halloween, riusciva a scappare, e, solo per quel giorno, in mezzo agli amici, era il più bello di tutti.
Da quanto tempo dipingi?
Sono circa sei anni, ci sono arrivato un po’ per caso, da autodidatta. Non sapevo nulla di arte, mi sono improvvisato, ma da allora ho iniziato ad informarmi, a tentare di migliorarmi. Ora è diventato qualcosa di indispensabile. Sono dell’idea che oggi, a differenza di un tempo, siamo potenzialmente tutti artisti; questo perché credo venga premiata l’individualità, il messaggio più della forma che il messaggio assume.
Ci sono degli artisti che ti hanno ispirato? Dei punti di riferimento?
Modigliani, Magritte e Tamara de Lempicka, su tutti.
Fare dell’arte un lavoro secondo te è possibile?
Non nego che mi piacerebbe. Se avessi il tempo di dedicare le mie giornate all’arte sarebbe fantastico, ma ora come ora è difficile. Vorrei avere più tempo per «produrre».
Raccontaci qualcuna delle mille cose che hai fatto…
Ultimamente ho illustrato la copertina di un libro, ho preso parte a una manifestazione svoltasi a Lesignano dal titolo «Save us blues» esponendo alcune opere, ora sto preparando il logo per un’associazione antimafia di Mantova, e, sempre a Mantova, ho partecipato a una serata di «disegno live»: sullo sfondo di uno spettacolo teatrale dal titolo «I racconti del lago», con l’ausilio di una tavoletta grafica e di un proiettore praticamente creavo la scenografia in diretta.
Il futuro prossimo come lo vedi?
Mi piacerebbe mettermi alla prova con un fumetto: non l’ho mai fatto e so che richiede un certo impegno, ma mi affascina l’idea di poter unire la mia passione per le storie, per la scrittura, a quella per l’illustrazione.
Il catalogo del mARTEdì: i protagonisti dell'arte giovanile in città:
2 RIGHT HANDS
Corinna Conci
Valentina Corradini
Valentina Curà
Enrico Guatelli
Ludmilla Kazinkina
Francesca Laureri
Paola Ocello
Matteo Pedesini
Federico Picciani
Giulia Riccò
Maria Storiales
Giorgio Tentolini
Alex Vetri
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