Daria Beverini
Quindici libri letti all’anno; più di uno al mese. Per non parlare di quelli iniziati e poi abbandonati, perché con quelli il numero sale a un centinaio. “Leggo tantissimo. I libri e la letteratura sono la mia passione, da sempre- spiega Concetto Scuto, 31 anni-. Per questo è da più di tre anni che lavoro in una libreria. E’ un impiego che adoro”.
Letteratura e cinema: sono queste le due grandi passioni di Concetto che, per cercare di realizzare il suo sogno, ha cominciato a darsi da fare già diversi anni fa: “Scrivere e dirigere film. E’ questo il mio sogno- spiega-. Ultimamente mi sono concentrato in particolare sulla scrittura, dalle sceneggiature alle storie. Mi piace raccontare cose. Ma la mia vera ambizione è scrivere e dirigere qualcosa di mio. Amo il cinema da quando sono bambino: per me è come se fosse un genitore adottivo, capace di insegnare anche un po’ a vivere. Fino a ora ho girato cinque cortometraggi, il primissimo quando avevo 16 anni. Il tema centrale è quasi sempre quello delle relazioni tra uomo e donna. E, un anno fa, ho seguito anche un laboratorio di regia a Bologna, vincendo un concorso grazie a un cortometraggio sul tatto, che mi ha dato la possibilità di girarne un altro”.
Il suo film preferito? “I quattrocento colpi, di Truffaut- risponde subito-. E’ da quando ho visto per la prima volta quel film che è iniziata la mia vera passione per il cinema. Amo quella pellicola: Truffaut racconta la sua vita attraverso uno dei personaggi. Mi piace molto quando la biografia rispecchia il prodotto, anche se poi vado a vedere qualsiasi cosa al cinema, cerco di non chiudermi troppo nei prodotti di nicchia. Vedo sia cinema d’autore che di genere, anche se ad assistere alla proiezione di certi film non ci vado per principio, come i cinepanettone”.
E, da circa sei mesi, Concetto frequenta la scuola di sceneggiatura di Bologna “Bottega delle finzioni”, aperta ad aspiranti sceneggiatori e scrittori: “Qualche tempo fa, la cineteca di Rimini ha affidato alla scuola dei soggetti creati da Fellini ma mai prodotti, realizzati- continua-. Noi, al momento, stiamo sviluppando proprio una delle idee del regista, cercando di crearne una sceneggiatura, che poi vedremo se sarà realizzabile o meno”.
Ed è proprio per avere più visibilità possibile che Concetto si è iscritto a Facebook, poco più di un anno fa: “Lo uso pochissimo, non più di cinque minuti al giorno, solo per dare visibilità al mio blog e pubblicare qualche articolo- precisa-. Sul blog posso dire quello che mi capita, raccontare storie, come fosse un quaderno. Facebook, invece, è paragonabile a un telefono: si scrive per ricevere una risposta. Sul blog non servono risposte, è come realizzare un libro: un pagina al giorno e, dopo due mesi, ci si guarda indietro e si rimane soddisfatti. O magari no”.
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