Un progetto fra Romagnosi e altri licei europei
Andrea Del Bue
Scambio, condivisione, mescolanza, integrazione.
Con l’Europa unita che scricchiola sotto i colpi di una feroce crisi finanziaria, è l’istituzione scolastica che prova a riportare i rapporti tra Stati sui binari del dialogo. Il progetto è firmato liceo classico Romagnosi: si chiama «Tales for peace», si inserisce nel più ampio programma europeo «Comenius» ed è stato presentato ieri in Provincia.
Seduti attorno al tavolo rotondo della Giunta, l’assessore provinciale all’Europa, Francesco Castria, il dirigente scolastico del Romagnosi, Guido Campanini, l’organizzatrice dell’iniziativa, la professoressa d’inglese - ieri, per l’occasione, anche interprete - Marzia Rossi e i rappresentanti dei licei stranieri coinvolti nel progetto, in visita a Parma per una settimana. Si tratta del Gimnazjum J. Korczaka di Ledziny (Polonia), del Gymnasium U. Balvanu di Jablonec nad Nisou (Repubblica Ceca) e il Colegio Hijas De Cristo Rey di Oleiors A Coruna (Spagna).
Precisi gli obiettivi individuati: «Vogliamo far lavorare i ragazzi su temi come la pace, la condivisione, la miscela di culture - spiega la Rossi -, dando loro ampi spazi di creatività, sia attraverso l’utilizzo di forme artistiche come il teatro, la musica, il canto e la scrittura creativa, sia attraverso la tecnologia, con l’elaborazione di filmati e lo sfruttamento dei social network».
Ogni attività, che sarà seguita anche dalla professoressa di storia e filosofia, Rosanna Greci, si svolgerà in lingua inglese o francese.
Il risultato dei lavori sarà presentato a maggio, quando saranno ospiti del liceo classico Romagnosi i ragazzi polacchi, cechi e spagnoli, e sarà creata una sintesi con i lavori dei coetanei parmigiani.
«Tale progetto non rappresenta un’occasione solo per i ragazzi direttamente coinvolti - sottolinea Campanini -, ma anche per l’intera città, che ha la possibilità di far conoscere le peculiarità del proprio territorio in giro per l’Europa».
Un continente che, per Castria, sta perdendo sempre più il suo valore identitario: «Negli ultimi mesi l’Europa si sta dimostrando un insieme di Stati che pensano più ai loro interessi individuali che a quelli della collettività; l’egoismo prevale sulla condivisione. Progetti come questo sono importanti per creare uno spirito europeo sfruttando le capacità espressive dei giovani».
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