Ragioneria: il diploma che dà più lavoro
Enrico Gotti
30%: sono i giovani che non lavorano in Italia. Di fronte a questa situazione viene facile immaginare una corsa ai diplomi che danno lavoro. Non è così. Anzi, accade il contrario.
Sono sempre meno gli alunni che scelgono un percorso professionale o tecnico, il più richiesto dalle imprese. A Parma, nel 2010, il 48% degli studenti si è iscritto ad un liceo. Un dato record. Superiore rispetto a quello dell’anno precedente, più alto del livello regionale (46%) e nazionale (39%).
Ci sono professioni in cui sono introvabili i diplomati: tornitore, carpentiere, meccanico, disegnatore industriale, falegname. Eppure i licei sono i favoriti.
A dirlo è il sistema informativo Excelsior, curato da Unioncamere e dal ministero del Lavoro. Nel volume «gli sbocchi professionali dei diplomati nelle imprese italiane». Gli studenti che si devono iscrivere alla scuola superiore hanno tempo fino al 20 febbraio per scegliere il loro percorso. Il rapporto Excelsior, attraverso un sondaggio su 100.000 aziende, ha testato per ogni indirizzo quante erano le probabilità di trovare lavoro nel 2011.
Il diploma meno spendibile nell’immediato è quello di liceo classico e scientifico, solo 1000 assunzioni previste nel 2011 in tutta Italia, 80 in Emilia-Romagna. Ma la maggior parte degli studenti del liceo continua gli studi dopo la maturità. Va meglio con il liceo linguistico, 2900 assunzioni in un anno, 190 in Emilia-Romagna.
In vetta alle richieste delle imprese c’è il diplomato nell’indirizzo amministrativo commerciale, la scuola che un tempo si chiamava ragioneria: 68.000 assunzioni previste nel Paese, 7290 in Regione. Si cercano addetti alla contabilità, a fare da segretario, dipendenti amministrativi, commessi.
Al secondo posto c’è l’indirizzo meccanico, con 25.200 assunzioni in Italia e 3.390 in Emilia-Romagna. Al terzo posto delle preferenze c’è il diploma turistico alberghiero. Seguono elettricisti, sviluppatori di software, tecnici informatici, operatori socio sanitari.
Se è vero che al primo anno tanti scelgono il liceo, c’è da dire che durante gli anni in tanti cambiano idea. Molti che si iscrivono al classico o allo scientifico, passano poi ai tecnici, all’istituto per geometri, ai corsi professionali.
Anche la Provincia di Parma si è servita dei dati dell’osservatorio mercato del lavoro, per costruire il piano di offerta formativa. Ad esempio, nonostante fosse stato richiesto da una scuola, non ha autorizzato l’apertura dell’indirizzo di «operatore grafico», perché non risultava tra quelli maggiormente richiesti dal mercato del lavoro, le assunzioni previste dei diplomati di questo tipo, in Emilia-Romagna, nel 2011 erano di 40 unità.
In questi giorni, provveditorato, Provincia stanno fissando i tetti sul numero massimo di alunni nelle prime classi, per mantenere il rapporto fra alunni, aule e laboratori, e per equilibrare le scuole della città capoluogo con le altre nel territorio.
Inserisci il tuo commento