"Molti scelgono il liceo. E cambiano idea"
«L’orientamento nelle scuole medie deve essere rivisto, non è possibile che il messaggio sia chi ha ottimo va al liceo, chi ha un po’ meno va ai tecnici e chi ha voti bassi va ai professionali. – sostiene Sergio Olivati, dirigente scolastico dell’istituto per geometri Rondani e preside reggente del Bocchialini - Anche i tecnici, anche gli istituti per l’industria hanno bisogno di ottimi studenti». Orientamento scolastico, i presidi discutono. Alla luce del grande consenso che godono i licei, soprattutto nella nostra città.
Molti scelgono il liceo e poi cambiano idea. «Ben sette studenti, nel corso di questi primi mesi, sono arrivati all’istituto Rondani, vuol dire che passa l’idea che tutti devono diventare ingegneri, poi in realtà le attitudini sono diverse».
Non la pensa così Aluisi Tosolini, dirigente scolastico del liceo Bertolucci: «Il liceo scientifico va molto di moda, perché permette di avere cultura di base molto significativa, non completamente definita, che ti permette di fare qualunque cosa».
Il preside ricorda l’incontro organizzato dalla sua scuola in cui Filippo Abramo, presidente europeo delle associazioni di direttori di personale, ha dato la sua ricerca per lavorare: «Studi scientifici e valigia in mano».
Davanti agli studenti, nell’auditorium Toscanini, lo scorso 17 dicembre, Abramo ha spiegato che è necessaria una continua formazione. «A livello nazionale c’è il tentativo di spingere per i tecnici. Però non esagererei. Ci sono un sacco di ragionieri che fanno i commessi e ci sono tecnici specialisti che se cambia la tecnica sono disoccupati. Nella scelta della scuola si deve dare spazio all’idea di realizzazione personale, - osserva Aluisi Tosolini - non solamente alla prospettiva immediata di lavoro, che può essere vera ora, ma nel futuro può cambiare».
Altro preside, altra opinione. Adriano Cappellini è reggente di un istituto professionale, l’Ipsia Primo Levi ed è dirigente del liceo delle scienze umane Sanvitale, dove è nata l’opzione socio economica, con una forte impronta su diritto ed economia. «I tecnici e i professionali non offrono opportunità minori solo perché non hanno il titolo di liceo. Hanno invece assoluta rilevanza per il tessuto sociale. – dice Cappellini - Le iscrizioni al liceo sono troppo alte, superiori a quelle di Reggio-Emilia e Piacenza, a quelle regionali e nazionali. È un dato preoccupante».
«Lo è ancora di più - sostiene il preside – perché la corsa ai licei a Parma non è giustificata dal tessuto socioeconomico, che ha industrie di rilievo, anche internazionale». e.g.
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