Ipsia, assemblea studentesca per parlare di Aids
Un’assemblea studentesca per discutere di prevenzione, Aids e malattie sessualmente trasmissibili. Ad ospitarla l’Ipsia «Primo Levi», che tramite il progetto Prevenzione e rischi ha coinvolto i rappresentanti d’istituto e delle classi terze in un percorso formativo (5 incontri di 2 ore) condotto dalle operatrici dell’Unità di Strada dell’Ausl.
L’incontro, al quale hanno partecipato anche lo Spazio Giovani e l’associazione L’Ottavo Colore, rientra in una strategia educativa prevista all’interno della collaborazione tra il «Primo Levi» e il Progetto Sms.
«Questi appuntamenti - dichiara la professoressa Francesca Ferri - non si limitano all’assemblea, bensì sono l’esito di percorsi volti a stimolare riflessioni su tematiche che stanno a cuore agli adolescenti».
La collaborazione con il Progetto Sms, spiega la docente, referente dell’Ipsia per il progetto rivolto ai giovani tra gli 11 e i 18 anni, «ci permette di avere all’interno della scuola un educatore scolastico e uno psicologo dieci ore alla settimana, veicolando questi temi e facilitando l’incontro tra adulti e studenti».
«Momenti come questi - sostiene Barbara Cantarelli, coordinatrice dell’Unità di Strada - sono fondamentali in quanto il contatto con i ragazzi non si esaurisce all’interno della scuola. Non siamo un servizio di tipo ambulatoriale, ma abbiamo un’unità mobile e lavoriamo sul territorio: avere un primo incontro con i giovani negli istituti ci permette poi, fuori, di costruire una relazione».
«C'è poca informazione su queste tematiche - denuncia Valeria Savazzi, presidente dell’associazione L’Ottavo Colore - I ragazzi, al di là delle ironie, approfittano di questi incontri per rivolgerci domande che difficilmente avrebbero la possibilità di formulare altrove». E gli studenti che ne pensano? Per Mema Klaidi, «l'assemblea ha rappresentato un’occasione importante per ricevere informazioni sui rischi che si corrono». «L'appuntamento è servito a ricordare che bisogna usare il preservativo», afferma Emre Celebi, mentre per Giulia Karanxha, «l'iniziativa non è stata affatto inutile ed è importante sollecitare il senso di responsabilità di ogni persona».
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