Scuola, operazione trasparenza
di Enrico Gotti
Per la prima volta, quest’anno, le scuole mostrano la loro carta d’identità.
Ogni genitore può «sbirciare» dentro gli istituti per scoprire la quantità di computer a disposizione o la percentuale degli insegnanti precari, il numero di studenti per classe e i progetti speciali avviati.
Le iscrizioni alle classi prime si chiuderanno lunedì prossimo. Migliaia di famiglie sono a caccia della scuola migliore. Gli incontri delle «scuole aperte» non hanno sciolto tutti i dubbi e molti genitori si affidano al passaparola per scegliere l’istituto.
Per aumentare la trasparenza, il ministero dell’istruzione ha lanciato il progetto «la scuola in chiaro» sul suo sito internet www.istruzione.it.
Dalle scuole per l’infanzia alle superiori: c’è un’intera banca dati a disposizione. In altre provincie, l’appello del ministero è stato snobbato, a Parma le scuole hanno invece risposto positivamente.
Tutte le scuole secondarie hanno messo a disposizione i loro dati, a partire dagli indirizzi di studio attivati, passando per il numero di studenti bocciati o di quelli che ottengono voti eccellenti alla maturità.
Si può avere un’idea di quali siano le attrezzature informatiche di ogni scuola. Il liceo scientifico Bertolucci, ad esempio, è quello che ha il più alto numero di lavagne multimediali: 25. Seguono l’Itis Da Vinci, con 10 Lim e il Bodoni, con 7. Le scuole che hanno il maggiore numero di computer rispetto agli allievi sono gli istituti tecnici Bodoni e Melloni.
Si scopre che le prime classi più affollate sono al liceo Ulivi (con una media di 30,9 alunni per aula) seguite da Bodoni e Sanvitale. Le classi meno numerose sono all’Ipsia Primo Levi (23,7 studenti in media) e al liceo d’arte Toschi (22,6).
Nella carta d’identità delle scuole c’è spazio anche per gli scrutini. Negli istituti professionali gli studenti non ammessi all’anno successivo sono il 21,6%.
Nei licei il numero di bocciati cala drasticamente. Al liceo classico Romagnosi, nell’esito complessivo degli scrutini finali (giugno e settembre), i non ammessi sono il 2,7%. Un altro dato che emerge è il peso dei contributi dei genitori per sostenere le casse delle scuole. In due casi (Ulivi e Romagnosi) le entrate da contributi di privati sono maggiori (61,5%) rispetto ai finanziamenti dello Stato e degli enti locali. Questi fondi servono per sostenere progetti e attività della scuola, non per pagare gli stipendi ai docenti e ai bidelli, che sono di competenza statale.
L’ultima voce della scheda riguarda la «valutazione». Il liceo Ulivi è l’unico ad avere compilato questo campo, esponendo il marchio S.a.p.e.r.i. per «la qualità e l’eccellenza della scuola»: un riconoscimento che ha ottenuto il 24 novembre 2011 dal ministero dell’istruzione.
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