Lucia Bandini
Sono riusciti a vivere lo spirito delle Olimpiadi, a meno di cento giorni dall’inizio della trentesima edizione di Londra 2012, le classi medie 2ª A, 2ª B e 2ª C del convitto nazionale Maria Luigia. Come? Aderendo ad un interessante progetto, chiamato «Gentleman e campioni». Sulla scia dell’iniziativa del Panathlon Club Parma e dell'iniziativa «Atletica per tutti» del Cus Parma, infatti, i ragazzi hanno potuto conoscere la realtà dei Giochi Olimpici tramite la visione di un film che è entrato nella storia e nella tradizione del cinema sportivo, ovvero «Momenti di gloria» di Hugh Hudson, e poi di parlarne con chi le Olimpiadi le ha vissute e vinte, come Gabriella Dorio, oro nei 1.500 metri a Los Angeles 1984, con chi allo sport si è avvicinato da pochi anni, come Claudio Rinaldi, capo redattore della «Gazzetta di Parma» e podista amatoriale, e con chi di esperienza nello sport ne ha da vendere, come i professori Gian Carlo Chittolini e Luciano Campanini.
Gli spunti derivati dalla visione del film sono stati un preambolo ad una curiosa serie di domande dei ragazzi alla «campionessa» Gabriella Dorio, che si è lasciata andare ad aneddoti interessanti.
«Ho incominciato a scuola, per caso: avevo un’insegnante di ginnastica, a differenza dei compagni maschi, ma il loro professore, un giorno, ha proposto a tutti di fare la campestre e solo io, timidamente, ho alzato la mano; poi, si è aggiunta una mia amica. Il professore disse che avremmo fatto lo stesso la gara e che tutti quelli che non avevano alzato la mano sarebbero venuti a vederci. Vinsi quella strana “gara a due” e da lì partì tutto». «Già a dodici anni, comunque, io mi dicevo che un giorno avrei vinto le Olimpiadi».
Una carriera straordinaria - due volte quarta alle finali olimpiche, prima dell'oro a Los Angeles 1984 - e che non può certo essere paragonata a quella del «gentleman» Claudio Rinaldi: «Alla vostra età - ha detto Rinaldi agli studenti - così come Gabriella sognava di vincere le Olimpiadi, io sognavo di fare il giornalista». «La passione per il podismo è nata solo quattro anni fa, grazie a un progetto del Cus Parma: mi sono avvicinato alla corsa e non ho più smesso. La maratona a cui sono più affezionato? Quella di West Palm Beach, dove, con altri tre amici, abbiamo spinto verso il suo sogno Francesco Canali, il “maratoneta in carrozzina”».
«Anch’io ho avuto la fortuna di andare alle Olimpiadi, come tecnico – ha proseguito Gian Carlo Chittolini – e mi ricordo ancora le emozioni, la gioia e le lacrime per i risultati di Alessandro Lambruschini». «Sì, ragazzi, perché magari non sembra ma la figura dell’allenatore è importantissima», ha chiuso Luciano Campaninini, davanti ai ragazzi e a Ruggero Cornini (past president del Panathlon e del Cus) e Matteo de Sensi (past president del Cus Parma, e oggi vicepresidente), anche loro protagonisti di una bella mattinata di sport.
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