Bocchialini e Toschi sono campioni di ecodesign. Parola di Wwf
Comunicato stampa del Wwf
Cartone, bustine di tè, bicchieri di carta, imballaggi alimentari: sono questi i materiali che, invece di diventare rifiuto, hanno ripreso vita e acquisito nuova forma grazie al lavoro degli studenti dell’Istituto d’Arte Paolo Toschi e dell’Istituto Tecnico Agrario Fabio Bocchialini.
Cartanch’io è il nome del concorso indetto dal WWF, in collaborazione con il Consorzio Bestack ed Esperta S.r.l., rivolto alle scuole secondarie di II grado e dedicato alla progettazione e produzione di oggetti tramite il riutilizzo di carta e cartone. Il progetto invitava studenti e professori a puntare sulla riduzione degli impatti ambientali e sulla prevenzione dell’inquinamento, misurandosi con una progettazione innovativa e più consapevole, ispirata ai principi dell’ecodesign.
Tra i lavori più meritevoli e apprezzati compaiono proprio quelli svolti da due classi parmigiane.
La 2^ D dell’ITAS Bocchialini, seguita dalle professoresse Novella Fossati e Mariagrazia Platto, ha puntato su un contributo alla salvaguardia della biodiversità, realizzando un "condominio per insetti utili". “L’idea - spiega la Fossati - è nata dalla volontà di intervenire a difesa di tutti quegli insetti che negli ambienti urbani trovano sempre con maggiore difficoltà aree di rifugio e siti di nidificazione”. Nella casa, hanno spiegato i ragazzi, c’è un ricovero invernale per farfalle, nidi per osmie, bombi e altri impollinatori; e infine rifugi per altri insetti come coccinelle, crisope e forbicine. Il materiale è stato reperito in parte all’interno della scuola e rovistando nel contenitore della carta (imballaggi per bibite e striscioline del distruggi-documenti), in parte portato da casa (riviste e scatoloni).
La 2^C dell’Istituto d’Arte Toschi, assistita dai docenti Michele Pesci e Sonia Menichelli, ha pensato invece di creare dei pezzi d’arredo privilegiandone il carattere estetico. Uno dei frutti di questo lavoro è una scrivania in cartone ondulato con piano scorrevole e base di cilindri di cartone a formare un originale motivo. “All’inizio - precisa la Menichelli - i ragazzi erano un po’ spaesati, si chiedevano cosa mai potessero costruire di utile con l’utilizzo della sola carta. Poi, pian piano, sono emerse delle idee, che hanno acquisito forma concreta grazie ad un affiatato lavoro di gruppo e ad un entusiasmo crescente degli studenti”. Assemblando più strati dello stesso materiale, i ragazzi hanno anche costruito una solida panca; la loro creatività è emersa infine con la progettazione di due lampade che sono il risultato dell’abile intreccio di bustine da tè in una e bicchieri di carta nell’altra.
Questo concorso ha ricevuto un riscontro positivo da parte dei ragazzi perché ha stimolato il loro interesse nella costruzione di qualcosa di concreto e allo stesso tempo ha arricchito le loro conoscenze in materia di sostenibilità ambientale, biodiversità e recupero di materiali di scarto. La scuola si scopre così spazio sempre aperto a nuove attività che vanno oltre l’abituale programma didattico e ampliano gli orizzonti dell’educazione.
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