Gherardo Colombo - Lezione di regole a trecento studenti
Laura Ugolotti
Le regole sono questione di sopravvivenza: disciplinando la società rendono possibile la convivenza civile. Una lezione importante che si è tenuta mercoledì nell’aula magna dell’Itis Leonardo Da Vinci con un relatore d’eccezione: Gherardo Colombo.
L'ex magistrato ha spiegato ad oltre 300 studenti delle classi quarte dell’Itis e terze del 4° liceo Bertolucci, l’importanza della responsabilità sociale, dell’impegno di tutti per il bene comune. «Ci sono società verticali e società orizzontali - ha spiegato Colombo -. Nelle prime le regole imposte dall’alto ricadono sui cittadini; nelle seconde i cittadini partecipano alla loro definizione.
Un percorso sicuramente più impegnativo, ma che sta alla base della democrazia». Niente lezioni astratte, niente linguaggi da codice civile: Gherardo Colombo, per parlare con i ragazzi, ha fatto domande, esempi concreti per definire insieme a loro il concetto di legalità. «La responsabilità della scelta è nostra - ha spiegato -; spesso ci si lamenta delle cose che non vanno ma poi non si fa nulla per porre rimedio». E proprio di cose che non vanno ha parlato rispondendo alla domanda di uno studente, che gli ha chiesto come mai ha interrotto la sua professione di magistrato. «E' come quando ti svegli al mattino e hai voglia di un caffé, ma dai rubinetti non scende acqua - ha spiegato -; controlli il rubinetto, le guarnizioni, il tubo, ma niente: l’acqua non scende. Allora chiami un idraulico per capire l’origine del guasto e si scopre che è in cantina, a monte nell’impianto. Ecco, ho smesso di fare il magistrato perchè mi sono stancato di cercare il guasto prima di arrivare in cantina». Quello con Colombo è stato il primo di una serie di appuntamenti dal titolo «Testimoni di ieri e di oggi» organizzati dalla Fondazione Andrea Borri e dall’associazione Il Borgo in collaborazione con gli assessorati della Provincia.
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