Rimproveri e divieti anti-fumo, macchinette controllate da un timer, rimbrotti per i ritardi: un gruppo di 58 studenti protesta attraverso una lettera alla preside Maria Giovanna Forlani. Secondo i ragazzi bisognerbbe affrontare altri problemi e comunque, spiegano, la disciplina va insegnata, non imposta.
Gentile direttore,
Ci rivolgiamo al suo giornale per raccontare quanto sta suc cedendo al nostro liceo, G.D. Romagnosi.
Sempre più spesso, infatti, ci troviamo coinvolti in situazioni spiacevoli ed imbarazzanti che consideriamo poco consone al nostro ambiente di studio e di crescita.
Tali episodi minano la serenità che ha sempre contraddistinto il nostro istituto ed il nostro rapporto con i docenti.
La scuola, seppur in piccolo, è un prototipo del mondo che dovremo affrontare in futuro, richiede costanza e impegno, ma ciò che più è importante, ci insegna e ci prepara al dialogo; ed è proprio il dialogo ciò che ora manca.
Nessuno si permette di dire che sino alla fine del mandato del precedente Dirigente Scolastico fosse tutto rose e fiori, che il dialogo fosse all’ordine del gior no e che non ci fossero pro blemi ed incomprensioni (na turalmente ogni situazione ha i suoi pro ed i suoi contro). Ma i contro sono decisamente au mentati con la nuova dirigenza e le cose stanno degenerando sempre più.
Dall’inizio di settembre ad oggi sembra che l’unico problema del nostro liceo siano macchi nette, fumo, bagni “sporchi” e ritardi.
Bene. Chiusura delle macchi nette (queste infatti ora, grazie ad un timer, restano aperte so lo per dieci minuti nell’arco della mattina, pressappoco in corrispondenza dei minuti di intervallo, e vengono poi ria perte completamente solo dall’una in poi). Annunci quasi quotidiani sulla nocività del fu mo. Altri annunci sul corretto utilizzo del servizio igienico. Professori assoldati come segu gi pronti ad avventarsi sui ri tardatari delle 8:01 o su chi mette un piede sulle scale con una sigaretta in bocca nell’in tervallo.
Quanto siamo fortunati! Pos siamo tranquillamente occu parci di questi che sono i pro blemi importanti…
Il problema all’ordine del gior no, le gite: siamo sicuri che, come è stato detto dalla pre side, i nostri professori si ac collino la responsabilità di ot tanta studenti solo per “farsi una vacanza pagata” (nota: i professori ricevono solo una quota fissa di rimborso spese per la durata del viaggio d’istruzione) o che, ancora peg gio, sembra dovrà da oggi es sere pagata dagli studenti stes si?
Si era anche parlato di abolire il P.O.F. (nota: sono volgarmen te chiamate “P.O.F.” le ultime due ore della mattina del ve nerdì che sono impegnate in attività extracurricolari da di versi anni) in quanto erronea mente ritenute ore non pura mente didattiche. Forse che la musica nell’intervallo mentre svolgiamo compiti in classe o i continui annunci all’altoparlan te “infioriti” con falsi storici ci insegnino di più?
Inoltre, circolari che spariscono e che ricompaiono. Altre cir colari modificate e contraddet te, ciò che manca ancora è la chiarezza.
Disciplina. Ordine. Ciò che è ritenuto portatore di tali prin cipi e valori non è “offerto”, ma “imposto”.
Tutto questo non si addice ad una corretta idea di scuola e tantomeno di dialogo.
Chiediamo maggiore collabora zione tra studenti e preside, maggiore coerenza e chiarezza nelle decisioni, ma, soprattutto, chiediamo di essere ascoltati. Chiediamo che la scuola torni ad essere “nostra” (di studenti, docenti, personale A.T.A., geni tori e dirigenti) e non più “mia” o di qualcuno in particolare.
Lettera firmata da 58 studenti
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