Natalia Conti
Anoressia e bulimia sono malattie mortali. Nonostante questo sia ormai risaputo, esiste ancora qualcuno che non ci crede. Assurdo, agghiacciante: qualcuno pensa ancora che l’anoressia non sia una spietata corsa verso la morte. Invece la è. Essere belli e magri, anteporre la magrezza alla salute. Unico rischio? La morte. Ma per i siti e i blog «Pro Ana» (pro anoressia) il pericolo della morte diventa secondario. Realtà virtuali frequentate da ragazze reali il cui credo è che «essere magri è più importante che essere sani».
Blog agghiaccianti, fatti di regole, trucchi e consigli assurdi. Consigli su come andare in contro alla morte che diventano una sorta di devastante lavaggio del cervello: qualcosa da evitare, da cui stare lontani il più possibile. Forum in cui la bilancia diventa la cosa più importante. Mondi virtuali che poco a poco di risucchiano e ti contagiano. A dimostrazione di questo, il racconto di due ragazze di Parma, Anna (nome di fantasia) e Mara.
«La mia storia inizia quando ero minorenne. - dice Anna - Mi vedevo grassa, brutta, non avevo un ragazzo. Girando in internet mi sono disgraziatamente imbattuta in questi blog pro anoressia. Mi hanno riempito la testa di assurdità irripetibili che mi hanno lasciata scivolare nel baratro dell’anoressia. Nonostante mi sentissi felice perché dimagrivo, avevo la sensazione che nulla fosse mai abbastanza. Ero sola con me stessa, la mia bilancia e questi blog deleteri che professavano un’amicizia che mi portava alla morte».
Ma Anna a un certo punto ha deciso di vivere. «Non so di preciso cosa mi abbia fatto voltare pagina. Forse il ricovero perché il mio cuore non riusciva più a funzionare bene, il fatto di non avere più il ciclo, di non vivere più in maniera normale. Ora ho 23 anni, il mio percorso non è ancora finito e forse non finirà mai, ma ci sono tanti professionisti che mi stanno aiutando giorno per giorno a recuperare la mia vita. Quella vita che l’anoressia mi stava togliendo».
A combattere la sua lotta contro l’anoressia e contro i «blog ana», Mara, una ragazza di 24 anni anche lei vittima di questa drammatica patologia. «Tutto è cominciato a 14 anni con un paio di jeans troppo stretti (taglia 44, assolutamente normale). - racconta Mara - Da 57 kg sono passata in pochi giorni a 53, poi a 50, poi a 47. Ed ecco che le ossa cominciavano a vedersi, le costole sporgevano, le anche erano in evidenza. Mi sentivo felice, o meglio credevo di esserla. Nel mio subconscio sapevo che ciò che facevo era sbagliato, innaturale, ma il mio delirio è durato 3 anni. Un giorno il ragazzo da me tanto desiderato si accorse di me, ma non nel modo in cui avrei sperato. Mi disse che avevo un bel viso, ma ero troppo magra. Mi rifiutò. Qualcosa dentro di me scattò. Capii che mi stavo rovinando».
Da lì iniziò il percorso di Mara, fatto di un ricovero in clinica e di sedute dallo psichiatra. Una strada difficile, dolorosa, in salita. Ma Mara, che ha ricominciato a nutrirsi, è guarita ed ora è sicura di essere felice. «Non ho avuto a che fare personalmente con i siti "pro ana", ma purtroppo li conosco e so quante vittime stanno mietendo. Per definire chi li apre e li gestisce, - conclude la ragazza - c'è un solo modo: criminali, assassini».
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