di Andrea Violi
In quindici minuti mostrano il loro rapporto con i mezzi di comunicazione. I ragazzi fanno interviste a genitori e cittadini qualunque, raccontano la propria vita attraverso i social network e con i video realizzati con i telefonini.
I ragazzi sono quelli di «Giovani nel Frattempo. Storie di una generazione tra vecchi e nuovi media», documentario realizzato nell'ambito del progetto “Sms - Sono mentre sogno”.
Tutto nasce da un'indagine sul rapporto fra preadolescenti e adolescenti con i nuovi media.Gazzettadiparma.it ha incontrato Gianpaolo Bigoli, trentenne di San Secondo, regista del documentario presentato lunedì pomeriggio al cinema D'Azeglio (Guarda la video-intervista)
«Al D'Azeglio c'erano tante persone: ragazzi e adulti, sia delle associazioni coinvolte sia privati interessati a questa tematica», spiega Bigoli, soddisfatto della presentazione. Il film è costituito da tre episodi, di 15 minuti l'uno:
«Enter, rec e qualche bic». incentrato sui preadolescenti che si cimentano con computer e media “classici”;
«Fantasmagoria»: gli adolescenti alle prese con i social network;
«I ragazzi delle poste non scrivono le lettere», su un gruppo di ragazzi di Colorno che si scambiano video coi telefonini e raccontano i loro timori per il futuro.
«Nel primo episodio la narrazione è molto lineare: i ragazzini di 11-12 anni (del gruppo “Casa del Parco”, ndr) intervistano ad esempio le persone di via Venezia e via Trento e i loro genitori - spiega Bigoli -. Vanno a vedere da vicino come lavorano i giornalisti e sono curiosi. Nel secondo, la narrazione ha toni confidenziali e assomiglia più a un diario e ai social network di cui si racconta (da parte dei ragazzi del gruppo Esprit, ndr). Il terzo episodio è incentrato sul rapporto con i telefonini e i loro contenuti. Chi sono i ragazzi delle poste? Si tratta di un gruppo di giovani il cui ritrovo è vicino all'ufficio postale di Colorno. Loro riprendono se stessi con i cellulari e si scambiano i video. E a loro volta vengono ripresi dalle telecamere di sorveglianza. Vorrebbero poter vincere il “Grande Fratello” non per la fama ma perché dicono di avere bisogno di un po' di soldi per il loro futuro. Spiegano di avere paura e fanno fatica a vedere un futuro costruito con gli iter tradizionali».
Ma il ritratto dei giovani che emerge dagli episodi di «Giovani nel Frattempo» ha stupito il regista? Aveva aspettative diverse? «Sì, sono partito con alcuni preconcetti sui ragazzi in genere - ammette Bigoli -. Questo percorso, durato un anno, mi ha permesso di abbandondare parte dei miei pregiudizi. E il prodotto ha funzionato. I momenti più belli? Quando i ragazzi diventano loro stessi autori, prendono in mano la telecamera e il regista sparisce». Questa esperienza insomma ha insegnato al regista sansecondino che i più giovani, insomma, non sono sempre superficiali e disattenti come i "più grandi" tendono a pensare.
A Gianpaolo Bigoli è piaciuto realizzare questo filmato. Fare il documentarista, spiega, "mi gratifica come autore". Altre sue opere sono "L'uomo con l'albero d'olivo", che narra di un uomo partito da San Secondo diretto, insieme a due amici, sull'Himalaya. Bigoli ha realizzato inoltre "Appunti sul Kivu", un documentario girato in Congo con le suore Piccole Figlie. Fra i suoi progetti c'è la creazione di una "rete" fra registi di documentari del Parmense, per mettere insieme le idee e le forze, anche al fine di ottenere finanziamenti per i propri filmati (le opportunità di finanziamento per i documentari sono poche in Italia ma va un po' meglio in ambito europeo, ricorda il regista).
«Giovani nel Frattempo» è disponibile in dvd alla Fondazione Cariparma. Chi ne volesse una copia può fare richiesta all'indirizzo e-mail sms@fondazionecrp.it.
Multimedia
INDICE - L'intervista a Gianpaolo Bigoli:
Da dove nasce l'idea del documentario: 0' - 0' 54"
"Volevamo entrare nella testa dei giovani" e raccontare il rapporto con i media: 0' 54" - 1' 14"
Il documentario si compone di 3 storie. Più i ragazzi crescono, più aumenta l'insicurezza: 1' 15" - 2' 46"
L'espressione "Drogati di Facebook" secondo Bigoli non rispecchia i più giovani: 2' 46" - 3' 37"
Curiosità dal "backstage": 3' 38" - 4' 28"
Il trailer di "Giovani nel Frattempo": guarda il filmato
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