Tutti in sella: un'estate a cavallo
Giorgia C. Facchinetti
Appaiono «semplicemente» delle creature fiere, simbolo di forza e indipendenza, belli, bellissimi. Quando ci si avvicina davvero ad un cavallo, si scopre che in realtà si crea un «binomio» davvero straordinario con questi splendidi animali, quello che uno degli istruttori conosciuti in questi giorni ha definito «un ballo magico».
Razze e indole
Esistono numerosissime razze di cavalli e di pony, ciascuna dotata di proprie caratteristiche morfologiche, caratteriali ed attitudinali. Non meno importante della scelta del cavallo è quella dell’istruttore la quale gioca un ruolo importantissimo sia dal punto di vista sportivo, ma anche da quello umano... Infatti, non bastano solo le conoscenze tecniche, ciò che fa di un istruttore un «buon istruttore» è il saper conoscere e trattare il cavallo nel suo complesso di corpo e anima, nonché il cavaliere con il suo bagaglio emotivo e psicologico. Il compito di fondere questi due mondi sarà degno del migliore Istruttore. E adesso veniamo a noi. Abbiamo incontrato in questi giorni diversi «cavalieri» che ci hanno raccontato la nascita di questa passione, ma soprattutto hanno cercato di esprimere a parole ciò che più è difficile raccontare: l’amore per i loro cavalli. E non intendiamo solo i cavalli di proprietà, in realtà anche chi va a scuola di equitazione sente un po’ «proprio» il cavallo che monta e in alcuni casi….quel cavallo diventa il regalo per i 18 anni. E questo il caso di Timea Hodi, cavallerizza del «Cinghio», 18 anni compiuti da pochissimo. Questo, però, non è un racconto riportato. Siamo stati noi stessi testimoni della sua gioia il giorno in cui Timea ha ricevuto in dono Bakalarz, un puro sangue di nove anni: «Ne avevo parlato con la mamma qualche mese fa, ma poi sull’argomento era piombato il silenzio. Quindi ho pensato che il discorso fosse chiuso. Invece lei mi stava preparando una sorpresa». Concetta Molè, 20 anni, a cavallo si può dire che ci sia nata. Ha iniziato a salire in sella quando era ancora molto piccola, a nove anni. «La passione per il cavallo l’ho avuta da sempre. E ho anche gareggiato per diversi anni, a Ragusa. Adesso invece sono ferma perché Zakira, la mia cavalla, è ancora molto piccola e deve imparare. La scuola mi serve per insegnarle la disciplina. Facciamo lezione due volta alla settimana. Ma io vengo qui tutti i giorni». Umberto Gatti e la sua ragazza, Isabella, hanno, invece, iniziato a cavalcare insieme da soli sei mesi, dopo un’uscita in «passeggiata». «All’inizio alcune cose spaventano più del dovuto e purtroppo tendono a rallentare l’apprendimento. È questione non solo di tecnica ma anche di sicurezza. Cosa mi piace di più? L’istruttrice che mi sgrida», scherza Umberto. «Sin da piccola ho sempre avuto la curiosità di provare questa disciplina e di potermi approcciare con questi animali affascinanti e finalmente quest'anno sono riuscita ad entrare nel mondo dell'equitazione - confida Valentina Orlando, 25 anni -. Ho scoperto quanto è bello ed appassionante instaurare un rapporto con i cavalli, e interpretare le loro reazioni per capire come migliorare in sella. Sono solo agli inizi, ma sono davvero contenta di questa mia scelta!». Pier Maria Petronini, Virginia Berselli e Sofia Ghisoni sono tre giovani cavalieri (di 18, 19 e 15 anni), della scuola di equitazione «La Torretta» di Eia, ma si può dire che il maneggio sia la loro seconda abitazione, si muovono con disinvoltura facendo da «padroni di casa». Ci parlano delle cure di cui un cavallo necessita: «Chi ha il cavallo di proprietà generalmente viene tutti i giorni. Il cavallo va strigliato, bisogna pulire gli zoccoli e ovviamente farlo muovere», spiega Sofia. «Sbirulino, poi, essendo piccolo, se sta chiuso un’intera giornata spacca tutto» aggiunge Virgi. «E poi è importante creare un feeling con il cavallo. Se non c’è quello è tutto inutile e anche in gara non si ottengono risultati. Per avere Narciso ho dovuto rinunciare allo scooter» commenta Pier Maria. «Ci vuole passione e pazienza».
|
Iniziative speciali
i più letti (PGN primo piano)
ll mARTEdì: Octopus Lab Project
Tentacolare. Il progetto Octopus Lab Project, che coinvolge decine di artisti attivi in città, è una rete di creativi che, negli scorsi weekend, era presente al Salone del Mobile con un interessante stand. Non è importante vederli in faccia o dire il loro nome per capirli, basta qualche domanda volta a svelare la loro natura.
|
Inserisci il tuo commento