Studente innamorato della musica
Chiara Pozzati
«Giulio è una creatura di montagna. Il primo a raggiungere la vetta e a riempirsi gli occhi di quella sfumatura d’infinito che solo il confine del cielo può regalare». Questo dicono oggi gli amici del 26enne parmigiano. E questo forse è il senso di quel sogno che ha spinto il ragazzo a intraprendere il cammino di Santiago de Compostela. Fino a Capo Finisterre, proprio quel confine del mondo dove è scomparso sabato, poco dopo mezzogiorno, inghiottito dalle onde.
«Per chi lo conosce come noi è facile immaginarlo sulla via coi suoi scarponcini sempre diligentemente allacciati, gli occhiali grandi e quel canticchiare sommesso che è stato l’immancabile compagno di tante nostre scampagnate», mormora un altro ragazzo. Che poi si incupisce a ricordare l’amico che era certo un artista e forse un poeta, ma sicuramente era anche innamorato della vita. «Ecco, è proprio quel suo sguardo timido e assetato di scoprire qualcosa di più, capace di andare a fondo ma sempre con delicatezza, che rimarrà per sempre scolpito nel cuore di chi lo conosce». Partito il 20 luglio alla volta della Spagna, forse alla ricerca di un'emozione ben più grande di quella di un semplice viaggio, Giulio ha macinato chilometri come ci si aspetta da ogni pellegrino, arrivando alla meta il 17 agosto. È partito in solitaria: anzi, come al solito, in compagnia dell'immancabile chitarra. La stessa che aveva imparato a suonare da autodidatta, con qualche consiglio prezioso passato da Flaco Biondini, lo storico chitarrista di Francesco Guccini. Al conservatorio Boito, invece, ha studiato flauto. È riuscito a farsi apprezzare anche come disegnatore di fumetti.
Ora in tanti ripensano alle note che hanno accompagnato i campi estivi dell’Azione cattolica a cui Giulio ha partecipato, ma anche alle notti dei parmigiani. È lungo infatti l’elenco dei gruppi, in primis la «Corte dei miracoli», che l’hanno visto salire sul palco fin da adolescente, sempre pronto a cadenzare il ritmo dell’allegria con gli amici più cari. Dopo aver suonato nel gruppo «'Na Banda», ora sciolto, ultimamente aveva scelto per sé il buffo nome di «Recusallica» e si esibiva da solo, inseguendo arpeggi e voli di parole, inventandosi anche mille voci e mille volti quando abbandonava la chitarra per andare in scena con la compagnia teatrale di Traversetolo «Le ali di Icaro». «Ma Giulio è anche qualcos'altro: e per lui i libri sono una passione a cui non sa mai dire di no - ricorda un’altra amica. - Sta per conseguire la laurea specialistica in lettere all’Università di Parma, e sa che questo farà inorgoglire la mamma Giovanna e il papà Angelo», medico di base in via San Leonardo. Quella laurea Giulio ha già deciso di dedicarla al nonno Giacomo, presidente del Tribunale di Parma scomparso nel 2003. Ma questo ora non conta nulla. Quello che conta oggi è la preghiera di tutti quelli che continuano a sperare in un miracolo, in una telefonata che sciolga lo stomaco e regali di nuovo il respiro lungo. Annunciando che Giulio è stato ritrovato e sta bene. Ma qualcuno già oggi abbassa lo sguardo e scuote la testa.
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