Gianluigi Negri
Non è un refuso, il suo nome si scrive proprio così: Mateo, con una sola «t». Di cognome fa Zoni, di nascita è parmigiano, ed è il primo dei due italiani a passare in concorso al Torino Film Festival (l’altro è Carlo Virzì, fratello del più famoso Paolo, ndr). «Ulidi piccola mia», opera prima prodotta dalla Indigo Film di Paolo Sorrentino e da Solares Fondazione delle Arti, è stato proiettato ufficialmente ieri, per il pubblico, all’interno della manifestazione cinematografica diretta da Gianni Amelio.Lunedì si era tenuta la proiezione per la stampa: «Lì ero molto emozionato - ha raccontato il giovane regista, classe 1979, raggiunto ieri pomeriggio al telefono - Adesso, in questi attimi che precedono la proiezione ufficiale per il pubblico, mi sento più tranquillo. Il primo passaggio di lunedì, con gli addetti ai lavori, ha fatto registrare una risposta emotiva per me molto soddisfacente, con un’accoglienza decisamente calorosa».
La protagonista del film è una ragazza che sta per compiere diciotto anni. La sua «malattia» dura da quattro anni, tutti trascorsi lontano dalla famiglia, in comunità. Non può e non vuole tornare a casa. E’ figlia di una madre musulmana e di un padre contadino che ha accumulato, in poco più di cinquant’anni, ottomila volumi di scienze naturali, ammucchiandoli nel fienile: è una «piccola anima», imprigionata tra due culture che dopo anni di sofferenza sta cominciando a vivere. «'Ulidi piccola mia' – dichiara Zoni, che è anche sceneggiatore - è un film sulla delicatezza, che penso sia l’atteggiamento più trasgressivo in assoluto, il più scandaloso e forse il più rivoluzionario. Per questo vorrei che le immagini avessero sul pubblico un effetto quasi fisico: come una stretta confortante, un’energia sprigionata che infonda coraggio. Vorrei che avesse il potere di non far sentire le persone sole, almeno per tutti i suoi settanta minuti». Dopo il debutto di Torino, il film - che è distribuito da Cinecittà Luce - si vedrà anche all’Edison. Tra gli interpreti figurano Paola Pugnetti, Giada Meraglia, Marcella Diena, Eleonora Deidda, Marco Romeo e Laura Polito. «Ho scelto tutti attori non professionisti che interpretano loro stessi, ma questo non è un documentario: è un film vero e proprio, che parte dalla realtà e da storie vere, per diventare finzione».Girato un anno e mezzo fa tra Parma, Fidenza e Salsomaggiore, «Ulidi piccola mia» è liberamente tratto da «Fuga dalla follia – Viaggio attraverso la Legge Basaglia» di Maria Zirilli, pubblicato da Mup Editore.
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