Michele Monica
di Giovanna Melli
Gentile e alla mano, Michele Monica è il proprietario del «Bar Monica» in piazzale Santa Croce.
Il bar venne inaugurato nel 1963 dal padre di Michele, Erminio, scomparso l’anno scorso e dallo zio Alfredo che si è ritirato in pensione qualche anno fa.
Oggi il bar è gestito da Michele, aiutato dalla madre Marisa e da due ragazzi, Giuseppe e Gianni.
Dopo qualche esperienza lavorativa, nel 1991, Michele decide che il suo futuro è di aiutare nella gestione del bar il padre e lo zio: «Mi hanno insegnato tutto e oltre ad aver imparato un mestiere e avere avuto l’ opportunità di lavorare accanto a loro, è stata per me una grande lezione di vita». Il sogno di Michele è sempre stato quello di seguire le orme del padre e continuare la tradizione: «Nonostante molti sacrifici, ad esempio il dovermi alzare molto presto al mattino perché il bar viene aperto alle 6 di mattina e chiudo alle 20 della sera tutti i giorni, compresa la domenica, sono contento di proseguire nell’attività che mio padre tanto amava e che mi ha insegnato ad amare a mia volta». Il «Bar Monica» si trova in un’ ottima posizione, dalle sue vetrate si può vedere qualche scorcio del Parco Ducale, il verde rilassante e contemporaneamente il veloce e caotico circolare delle macchine nella rotatoria Santa Croce. Michele vuole continuare anche il metodo di lavoro del padre: «Il bar è sempre stato rinomato per le sue deliziose colazioni, squisite brioche accompagnate da caffè o cappuccini, e pranzi veloci con panini e pizze, tutte preparate da me, per studenti e dottori che passano qui la loro breve pausa. Per ora ho preferito evitare i “notturni” aperitivi dei bar del centro, dedicandomi così al lavoro diurno».
La tradizione è un particolare importantissimo per Michele: «Anche il caffè è una miscela prodotta in esclusiva per il Bar Monica da quando è stato inaugurato non abbiamo mai cambiato e così ancora oggi lo si può gustare come negli anni ’60». Entrando nel bar si può notare come l’ insegnamento del padre abbia dato i suoi buoni frutti, l’ ambiente è sereno e tranquillo, Michele corre da una parte all’ altra del bancone aiutato a turno da uno dei due ragazzi, la mamma Marisa sta alla cassa nei momenti più impegnativi della giornata e con la sua simpatia e cordialità saluta tutte le persone con il proprio nome scambiando con loro qualche battuta.
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