Daniele Albanese
Bello lo spettacolo offerto dall’interprete-coreografo parmigiano Daniele Albanese, presentato nella spoglia sobrietà degli ambienti dell’ospedale Sant’Agostino di Modena la scorsa settimana.
In a landscape: la rappresentazione di un’organizzazione di movimento e suono nel solitario e potente colloquio del corpo con l’aria, interpretazione personalissima dell’autore in forma di ermeneutiche traiettorie che invadono l’ambiente.
Sin dall’inizio sembra di assistere ad una lotta tra l’uomo-fantasma (per la leggerezza dei movimenti) rinchiuso nei ruderi di un castello ed il vento che in esso si abbatte insofferente dei vincoli del tempo e dello stesso spazio. Dapprima quasi gioca con la lieve brezza liberandosi in essa, ma ben presto la musica (di Maurizio Soliani) si dilata e poco alla volta si gonfia ed erompe come tempesta. Il momento dello scontro si fa duro e sottrarsi alle raffiche diventa quasi impossibile.
Pare così di vederlo come sopraffatto dagli elementi che lo avvolgono. Non un fantasma che «non vede l’aperto» incapace di liberarsi, ma piuttosto trattenuto dal corpo, seppure sbalzato nel vuoto della scena. Infine, esausto, sembra vinca liberandosi del peso di quel corpo che è solo resistenza al vento. Forti le suggestioni ed evidente in tutta l’opera lo studio condotto da Albanese nell’isolare i meccanismi che nell’essere provocano cambiamenti e alterazioni delle dinamiche sonore e fisiche, materializzando quelle forze, ancora non descritte in modo preciso da teorie fisiche, quali l'effetto del vento che dilagano nello spazio confondendosi con il tutto. Traspaiono in questa ricerca prospettive heideggeriane e belle anche le suggestioni michelangiolesche delle ombre proiettate sullo sfondo dal fascio di luce che investe l’interprete.
Chi non manca mai gli spettacoli del Regio e del teatro Due troverà nelle sue creazioni momenti di sicuro fascino. La lunga carriera di Daniele Albanese e le molte collaborazioni in Italia e all’estero - ha studiato anche con Paxton, Karkzag, Kraus e Lachambre, creando spettacoli per Pleyer, Thatcher, Company Blu, Butler - assicurano inoltre l’alta qualità di una serie di incontri-laboratori a cura della Compagnia Stalk rivolti a danzatori e attori/performer che Albanese terrà a Parma il 21 e 22 novembre presso lo spazio Ottoquattro.
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