di Mara Varoli
Non sarà la più bella, però si fa guardare. Negata dalle leader del revanscismo sessuale, dai maschi che sbirciano solamente, dalla resistenza a Noemi e da chi non ha tempo per certe pagliacciate, Miss Italia continua. Magari a Jesolo, a Salso o magari a Cortina, in tutti i modi lontano dal bikini della piscina Leoni: «La bellezza va difesa», manifesta Patrizia Mirigliani. Sante parole, oggi più che mai e con il senno di poi. Settantuno anni di storia, scivolando dal Nord al Sud, tra labbra sottili e bocche carnose, seni a coppa o ben informa: qualcuna si è pure rifatta, qualcuna ha l'extension e qualcuna, c'è la voce, ha cambiato pure sesso. Vero o falso, la porta accanto è sempre lì. Un'opportunità da non sottovalutare, normalmente snobbata da chi volentieri cambia canale. Praticamente tutti, a sentirli nella stagione delle miss. Sì, i campioni dello zapping veloce, quelli della sbirciatina, «che Miss Italia non la guardano». Giusto, come Sanremo. Intanto c'è, e per noi parmigiani è dietro l'angolo, nella stazione di Salso.
Da Parma, venti minuti in treno, la prima metrò della provincia: un gelato al limone, mentre dalle rotaie si scorre la lunga coda di auto sulla via Emilia. Venti minuti: odore di zolfo e nei negozi il profumo delle miss, con quei ritratti in bella mostra. La strada è segnata, anche se ogni anno che passa mai è come prima. D'altronde, «Miss Italia ha bisogno delle telecamere». Sì, però quei giorni al Grand hotel de Milan non si cancellano, nemmeno sotto quello strato di foglie secche che nasconde il parco dell'albergo più bello di Salsomaggiore Terme. Alberto Sordi, Raimondo con la Sandra, Alain Delon, Giancarlo Giannini e l'incredibile Sophia: le piante del parco raccontano anche di loro. Mentre le miss alloggiavano al Centrale: be', su questo un ritorno c'è stato. Oggi le finaliste non «riposano» più a Tabiano, ma mangiano e dormono al Regina, accanto a viale Romagnosi. E, tra i curiosi, il passaggio è tornato. Su e giù dal pullman, con la divisa: tuta azzurra e scarpette da ginnastica, comunque belle. Anche l'occhio vuole la sua parte. E lei, Patrizia Mirigliani, che tutti chiamano la patron, è soddisfatta: «Salso è piccola, accogliente. Le ragazze sono tornate ad alloggiare in centro. E' vero, Miss Italia ha bisogno delle telecamere, ma è sempre un evento di piazza. E non possiamo disconoscerlo». Ben vengano le 60 in viale Romagnosi e oggi arrivano pure le titolate degli anni passati ad animare la città delle terme: a cominciare dall'ora dell'aperitivo. Anche la «Cantina» del palazzo Moresco ha preso il volo, con i suoi allestimenti meravigliosi e il viavai dei vip. Al Berzieri, là dove è stata realizzata una magnifica piazza, il Comune ha messo il palco: «Anche Miss Italia sarà presente - assicura la patron -, in occasione della notte bianca. Mancherà il Villaggio delle Miss, che veniva realizzato ai giardini: in realtà ho sempre creduto molto nel Villaggio per il coinvolgimento del pubblico, ma questa struttura ha bisogno di affluenza. E in questi anni, Salso ha sofferto un po', anche se nel 2010 la trovo più popolata del solito». Mano sul fuoco, se lo dice la Mirigliani. Lei che, professionalmente, ha dato molto al concorso, mettendolo al passo coi tempi: «Per difendere la bellezza - aggiunge -. Infatti mi dispiace ragionare in termini di ascolti televisivi, preferisco puntare sulla qualità. Ovvero, la bellezza come modo di essere. Miss Italia si è trasformata in una vera accademia con un'impostazione nuova». E i numeri (i volti) le danno ragione. Senza essere «Amici» o «X Factor», la kermesse dei Mirigliani ha portato in tivù veri talenti: «Se fai gavetta, avrai successo» è la massima di Patrizia. Idealista? Coraggiosa, con quel filo da torcere che le reti impongono, per via delle trasmissioni. Tuttavia, la patron non molla. «Vorrei che la Rai diventasse una cassa di risonanza per gli ideali femminili. Vorrei - sottolinea ancora - che questi investimenti di tempo, di emozioni e di soldi non venissero spesi male. Mi piacerebbe che servissero per tirare fuori l'essenza del concorso. La bellezza - ripete - è un bene che va protetto. Non a caso abbiamo istituito il premio Miss Italia Idea, per premiare le idee, le aspirazioni, per valorizzare la donna nel suo insieme». Addio 90-60-80. La bellezza è carattere e la nostra epoca lo insegna. Non a caso l'ospite è Sharon Stone, ambasciatrice della bellezza nel mondo: quella che continua dopo gli «anta». Non a caso sul palco e dietro le quinte, accanto alla patron, c'è una come Milly Carlucci. Che il mestiere lo sa fare, là dove bisogna mettere i paletti o stravolgere la scena all'ultimo momento. Una coppia che funziona, promossa a pieni voti dalle stesse miss 2010. La maggior parte? Ragazze diverse, di razza, straniere, oriunde e del sasso, specchio della società multiculturale. «Ma infatti -dice Patrizia - Miss Italia è la storia del costume. Per l'appunto, 71 anni». Rimangono quei punti di domanda. Anche perchè tergiversa su questo o sull'altro, la vigilia di questa ennesima edizione non è stata una passeggiata. Fino a ieri non si sapeva dove la carovana mettesse il campo. Fino a ieri non si sapeva chi doveva fare cosa. Braccio di ferro? Un po' teso, ma nessuno ha vinto: è certo, anche se le 60 a settembre sfilano a Salso. E quelle domande? «Al sindaco Tedeschi chiederei - continua Patrizia - di ristrutturare gli alberghi più belli e di credere di più a Salso, come a una città che non deve vivere di nostalgia ma che ancora può essere da copertina». E alla Rai? «Sicuramente di amare Miss Italia, perchè solo se la ami ti può dare tanto». Già, punto e a capo. Si ricomincia, sul palco dello Stivale che, nonostante la crisi e i battibecchi, va avanti con il solito piglio mediterraneo: a testa alta, naturalmente. E in un certo senso la kermesse può farlo, là dove l'accademia di Miss Italia stringe la mano ai giovani. Con quella possibilità che tira fuori la grinta: moda, cinema o televisione. Zapping o no, una, forse dieci, su mille salterà dal trampolino. Avanti la prossima.