Nata soltanto un anno e mezzo fa, l’associazione culturale Vinylistic si offre già come un vero e proprio contenitore di confronto, dove sono protagonisti la musica, il divertimento, lo spettacolo e la fornitura di alcuni servizi legati al tempo libero nella città di Parma.
Martedì sera, al Caffè Letterario di viale Fratti, i dj soci fondatori Alberto Bolognesi, Lorenzo Gianoli, Carlo Maffini e Leonardo Mussini hanno riunito gli iscritti all’associazione per tracciare un bilancio culturale sull’«intrattenimento» nel nostro territorio. «Vinylistic - racconta Leo Mussini - nasce dai dj e si rivolge ai dj, ma non solo: si pone come scopo la diffusione della cultura musicale nella società attraverso l’organizzazione di eventi pubblici e privati.
Oltre alle attività musicali e artistiche - continua Mussini - l’associazione svolge anche attività di consulenza e di erogazione di servizi necessari come le iscrizioni Siae, le agibilità Enpals e la gestione fiscale».
In Italia, infatti, suonare in un locale non è facile: la diffusione della musica è ostacolata da un’incomprensibile giungla burocratica, che crea condizioni sfavorevoli soprattutto per la crescita dei dj emergenti: gli iscritti a Vinylistic possono godere del supporto dell’associazione per risolvere in modo professionale qualsiasi problema tecnico.
Se Vinylistic rappresenta una realtà concreta nell’ambito delle proposte del divertimento serale e notturno, è anche vero che nel 2011 l’impegno in alcune iniziative diurne ha raccolto un ampio consenso di pubblico, ad esempio gli aperitivi della rassegna Cibus Tour (nello stand del Festival del Prosciutto di Parma), o l’iniziativa «Abbracciato alla vita» per la promozione del divertimento sicuro.
Durante l’incontro si è discusso anche di movida in centro storico: i dirigenti dell’associazione hanno voluto sottolineare come il problema sia stato affrontato senza mai prendere in considerazione l’intervento di una consulenza professionale. «Chiudere i locali alle 22 e dare la colpa alla musica è un modo per liquidare il problema senza considerarne la complessità - dichiara Mussini -. La musica non va spenta, ma cambiata. Dobbiamo fare in modo che i gestori affidino il programma musicale ai professionisti, che sappiano selezionare una musica adatta al contesto e all’orario. Inoltre basterebbe non manomettere o non rimuovere il limitatore di suono, che per legge dev’essere installato sull’impianto sonoro di ogni locale. Una sana concertazione tra le parti rappresenterebbe una vittoria per tutti: Vinylistic potrebbe davvero aiutare a scansare le polemiche suggerendo un sistema di soluzioni che non scontenterebbe nessuno».
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