Maledettamente Club Dogo
Giulia Viviani
Crudi, diretti, dissacranti: i Club Dogo non hanno peli sulla lingua, ma un po’ di pelo sullo stomaco potrebbe invece servire a qualche benpensante che si accinga ad ascoltare il rap tagliente del trio. Ineccepibilmente bravi, e per questo invidiati, Jake La Furia, Guè Pequeno e Don Joe sono guardati con diffidenza da chi non li conosce e continua a pensare che il loro rap sia maledettamente «tamarro» e diseducativo. Supponenza imperdonabile, perché i Dogo raccontano una realtà che, piaccia o meno, ci circonda. Non che le critiche siano capaci di scalfirli, come dimostra il provocatorio titolo dell’ultimo album, «Che bello essere noi»: «Che in realtà - spiegano i Club Dogo - significa soprattutto Che bello non essere gli altri: quelli che per riempire un locale devono essere votati da una giuria di qualità; quelli che per fare un disco devono prima scrivere i ringraziamenti; quelli che per arrivare in classifica vogliono assomigliare a quello che è primo in classifica che a sua volta ha fatto la cover di quello che ora è finito ultimo in classifica. In un momento dove tutti cercano di assomigliare a qualcuno “Che bello essere noi” è un’affermazione della nostra identità, fuori dal coro e lontano dalle imitazioni: i Dogo assomigliano solo ai Dogo». Sound versatile, che spazia dall’hardcore alle sonorità più mainstream, collaborazioni importanti (con Marracash e Co’Sang) e tracce ottime come «Anni Zero» e «All’ultimo respiro», confermano la posizione predominante dei Dogo nel panorama hip hop italiano. Una posizione conquistata a partire dall’album autoprodotto «Mi Fist» (2003) e confermata grazie a lavori come «Penna capitale» (2006) e soprattutto «Vile denaro» (2007) e «Dogocrazia» (2009). Attorno ai Club Dogo si è formato persino un collettivo hip hop, la Dogo Gang che ha debuttato ufficialmente nel 2008 con «Benvenuti nella giungla» e che intrattiene legami con la old school milanese Spaghetti Funk di J-Ax e con Marracash. Per non farsi mancare proprio nulla, nel 2007 i Dogo partecipano anche alle riprese del porno-cult «Mucchio selvaggio», che «narra» una storia di guerra tra gang di rapper e raver, con un traffico di cocaina sullo sfondo. Appaiono persino sul mensile «Playboy» in ben due occasioni, l’ultima lo scorso gennaio.
Dopo aver riempito i locali di mezza Italia con il tour di «Che bello essere noi», i Club Dogo approdano domani sera a Parma, al circolo Le Male Club di Alberi per un live assolutamente imperdibile, organizzato in collaborazione con Arci Parma. Inizio spettacolo ore 22.
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