A quanto pare è un problema reale. Molti, nello stesso momento in cui accendono il computer, spengono il cervello. Gran parte degli indizi sarebbe disseminata sulle pagine dei social network, un nome su tutti: Facebook (www.facebook.com). Il fatto di «nascondersi» dietro un monitor scioglierebbe i freni inibitori anche dei più timidi. Risultato: nonostante sia sempre più difficile scindere le due dimensioni, nel mondo virtuale la sfera privata diventa l'ultima delle preoccupazioni e ci si dimentica presto delle buone maniere. Insomma, si diventa tutti un po' cafoni. Eppure, annota l'esperta di social media Tamar Weinberg (www.techipedia.com), nella maggioranza dei casi, basterebbe ricordarsi come ci si comporterebbe di fronte alle medesime situazioni nella vita vera per evitare quella serie di gaffe che ormai proliferano online. Come presentarsi appena si stringe una nuova amicizia, piuttosto che infilarsi subito a capofitto nelle discussioni.
TUTTO IL PEGGIO DI FACEBOOK
Per raccogliere gli episodi più imbarazzanti raccontati senza alcun pudore dagli utenti di Facebook intanto è nato un sito «gemello», Lamebook (in inglese; www.lamebook.com). Ci si trovano fotografie che col senno di poi sarebbe probabilmente stato meglio non pubblicare e istantanee dei muri con le discussioni più assurde. L'archivio, attivo da aprile di quest'anno, è suddiviso per categorie. Tra le più gettonate quella relativa alle relazioni sentimentali, che si formano, si sgretolano e si rigirano su se stesse a colpi di dettagli intimi gettati sulla pubblica piazza, oppure c'è la sezione dedicata a genitori e parenti, capitanata da un esercito di mamme che si inseriscono a sorpresa nelle chiacchiere dei figli. Fino alla Tmi, sigla dietro cui si cela l'abitudine di condividere online sempre qualche informazione personale di troppo, con effetti dal pericoloso per la privacy all'involontariamente esilarante. Una delle cause principali sarebbe l'abitudine di collegarsi a Facebook da ubriachi. In Usa la pratica ha persino un nome, drank texting, derivata da quella più vecchia delle chiamate alticce alle tarde ore della notte, drank dialing, nei confronti delle quali alcuni attori della telefonia hanno cercato di studiare addirittura rimedi mirati, come la possibilità di disattivare le chiamate in uscita verso certi numeri in determinate fasce orarie considerate a rischio alcool oppure inserendo nel cellulare una sorta di etilometro, con tanto di test per il via libera prima di contattare certe persone della rubrica.
IL DECALOGO
Per chi ha qualche problema a controllarsi, il web è pieno di guide con consigli su cosa sia giusto fare e cosa no che vanno sotto il nome di netiquette. Uno degli ultimi vademecum sugli errori più comuni da non commettere su Facebook è stato compilato dagli addetti del portale Sherweb. Quattordici semplici comandamenti che possono migliorare la permanenza di tutti nel variegato mondo dei social network. Primo: non scrivere sulla bacheca frasi incomprensibili, in attesa di una successiva spiegazione. Secondo: limitare i messaggi privati alle conversazioni non generiche, ma che hanno per oggetto il destinatario. Terzo: farla finita con i conti alla rovescia per qualsiasi avvenimento. Quarto: basta anche con messaggi sociali e ammonimento morali usati per aggiornare di tanto in tanto il proprio «status». Quinto: stop alle foto dei pancioni e dei bambini. Sesto: se vi mettete in malattia, non raccontate poi su internet le vostre notti brave. Settimo: non condividete brutte foto degli amici, etichettandole con nome e cognome; di solito si arrabbiano. Ottavo: ricordatevi chi avete nella lista amici prima di lasciarvi andare a confidenze imbarazzanti. Nono: se vi viene voglia di sfogarvi contro il vostro capo, il vostro insegnante, controllate almeno di non avere né lui, né colleghi pettegoli tra i contatti. Decimo: non portare avanti conversazioni private negli spazi della bacheca. Undicesimo: per le notizie importanti, come l'annuncio di nascite, morti e matrimoni, non si devono usare messaggi di gruppo, ma comunicazioni individuali. Dodicesimo: i programmini teneteveli per voi. Tredicesimo: se avete intenzione di rompere il fidanzamento e divorziare, avvisate prima il partner che gli amici di Facebook cambiando semplicemente lo stato sentimentale da impegnato a single. Quattordicesimo: non aggiungete amici a caso, solo per alzare il numerino. Secondo il sociologo Barry Wellman, dell'università di Toronto, nella vita di tutti i giorni è difficile mantenere più di una ventina di amicizie, quando su Facebook in media ciascuno viaggia sui 120 contatti. Riccardo Anselmi
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