di Riccardo Anselmi
Quali sono i migliori blog? Quelli su cui un navigatore accorto dovrebbe cliccare almeno una volta nella vita. A stilare la classifica dei top 25 ci ha provato la rivista americana Time (www.time.com), inaugurando il suo primo idice annuale dei blog, sulla falsariga di ciò che aveva già fatto per i siti internet, da Wikipedia a eBay, da Internet movie database a Flickr, da Google ad Amazon, da How stuff works a Rotten tomatoes, a The smoking gun. Anche in Italia la lista del magazine statunitense, famoso per la tradizionale elezione del personaggio dell’anno (dal 1927 a oggi sulla copertina si sono succeduti Gandhi, gli astronauti Anders, Borman e Lovell, ma anche il computer, Bill Gates e «l’internauta»), ha calamitato l’attenzione per la presenza di un outsider italiano, il blog di Beppe Grillo (www.beppegrillo.it), fino all’altro giorno in cima alla graduatoria del pubblico, con oltre centomila preferenze di vantaggio sul secondo. D’altronde i blog sono un naturale catalizzatore di opinioni. Dal diario online, si è passati in fretta alla formula degli spunti di riflessione. L’ampio spazio sotto, riservato ai commenti dei visitatori, spesso habituée che diventano una seconda firma, hanno fatto il resto. E politica e dintorni sono terreno fertile al di qua e al di là dell’oceano. Ma, come ricorda anche Time, negli oltre venticinque milioni di blog su cui si può inciampare navigando in Rete, si parla di «tutto e di niente».Ecco quindi mete consigliate per ogni gusto.
Per pillole di tecnologia tra il serio e il faceto si può fare un salto su Engadget (www.engadget. com), che propone una rassegna di ritrovati hi-tech, dove è possibile trovare tanto le informazioni sull’ultimo schermo ad alta definizione, quanto il dispositivo giapponese per misurare l’intensità del proprio sorriso. Nel Paese del Sol Levante, l’altra eccezione straniera pescata dal Time nel mare magnum del web: Gigazine (www.gigazine.net), «il blog più letto del Giappone» e il posto giusto per chi vuole conoscere in anteprima le prossime tendenze. Unica nota dolente, nemmeno trascurabile, è che è in giapponese stretto. Perché un blog abbia successo, non basta aggiornarlo spesso, ma bisogna soprattutto indovinare il piglio giusto, essere leggeri, magari divertenti, cercando di offrire prospettive diverse dal solito sulle stesse notizie. È il caso dello storico Slashdot (http://slashdot.org), che già dal nome impronunciabile (in italiano suona come httpduepuntibarrabarrabarrapuntopuntoorg) ha fatto scuola, diffondendo «il verbo dei commenti» e la moda dei contenuti generati dagli utenti, con un occhio di riguardo ai «nerdismi» della Rete. Online dal 1997, per i secchioni del web fa coppia nei preferiti con un altro sito del paleolitico blogger, Boing boing, visioni hi-tech centellinate dallo scrittore di fantascienza Cory Doctorow.
Ma nell’elenco della rivista, per capire quanto sia variegata l’offerta, rientrano anche le confessioni delle squillo raccolte da The reverse cowgirl (http://reversecowgirlblog.blogspot.com) e gli incidenti degli sportivi. Non sul campo: con la polizia (www. badjocks.com). Stranamente nessun blog di celebrità. Eppure esistono. Da Paris Hilton (www. myspace.com/parishilton) all’attore di Lost Jeorge Garcia (http://dispatchesfromtheisland.blogspot. com), al rapper Kanye West (www.kanyeuniversecity.com/blog), allo sviluppatore di videogame e fumettista Chris Avellone (http://blog.myspace.com/SicilianChris). Poi ci sarebbero i blogger divenuti a loro volta star, come il trentenne Mario Lavandeira, autore delle cliccatissime spremute di gossip di Perez Hilton (http://perezhilton.com), tra i più corteggiati dai pubblicitari (fior fior di contratti con le major americane). Comunque, se avete la curiosità di sapere giorno per giorno gli indirizzi che vanno per la maggiore, potete sempre visitare il motore di ricerca Technorati (www.technorati.com), che tiene sotto controllo numero di accessi e statistiche varie di ogni angolo del web.