I classici Disney in blu-ray Via al restauro in alta definizione
Di Claudio Rinaldi
Nel 2010 più del 50 per cento degli italiani avrà in casa una tv ad alta definizione e da lì a poco le richieste di contenuti studiati appositamente per le nuove tecnologie rappresenteranno un quarto del mercato. Naturalmente si parla in primis di blu-ray, il formato che, dopo l’uscita di scena dell’hd-dvd, ha la strada libera per succedere ai più comuni dischi ottici che affollano oggi gli scaffali dei negozi. Per Stephen Foulser, vicepresidente di Walt Disney studios home entertainment Italia, il futuro dell’alta definizione è roseo e quello che adesso può sembrare ancora un settore relativamente di nicchia è destinato a una crescita esponenziale nei prossimi anni anche da noi. Secondo l’Ema, associazione americana che riunisce le principali aziende dell’home video, il definitivo sorpasso a livello globale avverrà nel 2012: durante l’anno si venderanno più blu-ray che dvd per un giro d’affari ad alta definizione di quasi dieci miliardi di dollari. In Italia, dove proprio in casa Disney si rifugiano i maggiori cultori dell’hd («Ratatouille» è stato il blu-ray più venduto del 2008), si cominciano a calare gli assi, recuperando dagli archivi i capolavori dell’animazione. Il primo classico a debuttare in questi giorni in formato blu-ray è «La bella addormentata nel bosco» che, come da tradizione Disney, resterà disponibile solo per un periodo limitato. Nel 2009 toccherà a «Pinocchio» e «Biancaneve e i sette nani»; nel 2010 a «Fantasia» e «La bella e la bestia». Titoli che in misura diversa hanno segnato la storia del cinema e dell’animazione prima dell’avvento dei computer e dei cartoni 3d. Sotto questo aspetto è particolarmente significativa «La bella addormentata», considerata dagli esperti l’apice di un’arte ormai perduta. Tratto dalla fiaba di Perreault, ma soprattutto legato alla musica del balletto di Tchaikovsky, il film si caratterizza per l’estetica raffinata, curata in ogni dettaglio dall’artista Eyvind Earle, che ha voluto riprendere lo stile gotico tardo-medievale e proto-rinascimentale, ispirandosi al Libro delle ore del Duca di Berry come all’arazzo della «Caccia all’unicorno» del Metropolitan museum di New York. Ciascun fotogramma risulta così ben composto da poter essere «staccato» dalla pellicola, quasi fosse un quadro da appendere al muro. La produzione impegnò Walt Disney per un decennio, con uno sforzo talmente imponente da fare della «Bella addormentata» un film innovativo non solo per l’epoca, ma anche per le generazioni successive. La riedizione festeggia il 50° anniversario: «La scelta della “Bella addormentata” come primo blu-ray – precisa David Jessen, vicepresidente della blu-ray e dvd creative production di Disney - nasce però dal fatto che è stata la prima pellicola Disney in cinemascope». Per la prima volta, su dvd e blu-ray, è possibile vedere anche a casa l’immagine come era stata pensata per il cinema, senza che il fotogramma appaia tagliato ai lati come nelle versioni precedenti. Tra «La bella addormentata» e l’innovazione d’altronde sembra esserci un’affinità elettiva. La prima trasmissione televisiva sperimentale in stereo, ripresentata nei contenuti speciali del disco, fu uno sceneggiato Disney sulla vita di Tchaikovsky, andato in onda nel 1959 con spezzoni proprio dalla «Bella addormentata», allora ai botteghini. Fa sorridere pensare come, per godere di un’esperienza unica, ci si dovesse armare non semplicemente di televisore con schermo panoramico, ma anche di due radio sintonizzate su AM e FM, le cui onde fondendosi insieme avrebbero dato l’impressione del suono stereofonico.
Oggi col blu-ray si parla di audio a sette più uno canali e funzioni internet, che permettono di spedirsi messaggi direttamente col telecomando, seduti davanti alla tv. Riccardo Anselmi
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